Palermo, dal dna conferma “di Santo Alario i resti ritrovati”

Svolta nella scomparsa di Santo Alario, il 42enne scomparso a Capaci nel febbraio scorso. Il Dna ha confermato che i resti rinvenuti mesi fa appartengono proprio ad Alario, come scrive oggi il Giornale di Sicilia. Secondo la Procura di Termini Imerese Alario sarebbe stato ucciso da Giovanni Guzzardo che, però è stato assolto a luglio. Anche perché mancavano sia il cadavere che l’arma. Ora la svolta. Le ossa e gli indumenti individuati quest’estate vengono ritenuti compatibili dagli inquirenti con quelli della vittima. Il dna di Alario è stato prima paragonato con quello contenuto in alcuni capelli della vittima rimasti su una spazzola e per gli investigatori sarebbero compatibili. Ma il dna dei resti è stato pure messo a confronto con la saliva della madre dello scomparso, Maria Anna Musso, confermando, per il Ris, “un rapporto di parentela verticale (madre/figlio)”.

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