Continua la carenza di medicinali nelle farmacie

di Gaetano Consalvo

Ci siamo occupati nei giorni scorsi dello strano “fenomeno” che si sta registrando nelle farmacie, non solo sul territorio siciliano ma anche in tutta Italia: la carenza (spesso la totale assenza) di medicinali che possono mettere a rischio la salute di pazienti affetti da varie malattie.

foto dr. Papisca Sergio
Dr. Papisca Sergio

Abbiamo intervistato il presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Messina, dottor Sergio Papisca per comprendere cosa stia realmente accadendo.

Ecco cosa ha risposto alle nostre dieci domande.

 

-L’attuale carenza di medicinali è da considerare un fenomeno “casuale” nella normale routine del mercato farmaceutico, oppure ci troviamo in una situazione che può sfiorare il livello “critico”, e quindi far aumentare i disagi che già molti utenti stanno avendo?

La carenza di alcuni farmaci, talvolta anche molto importanti, purtroppo non è un fenomeno “casuale” ma è una situazione che perdura ormai da alcuni anni, arrecando disagi sia all’attività professionale del farmacista che agli utenti che spesso si trovano dinanzi alla difficoltà di approvvigionarsi del farmaco relativo alla cura, anche perché sul mercato, per taluni medicinali, non esiste la possibilità di sostituzione con equivalenti.

-Quali sono le cause che stanno determinando questo stato di cose?

La situazione determinatasi, a mio avviso, risulta conseguente alle liberalizzazioni “selvagge” che sono state fatte nel settore in questi ultimi anni con provvedimenti ministeriali e governativi che, in via indiretta, hanno prodotto l’effetto di una contrazione della commercializzazione dei farmaci che vengono posti in produzione dalle Industrie solo dopo aver acquisito gli ordini.

-A chi potrebbe essere attribuita una presunta responsabilità della situazione che ormai si sta protraendo da mesi?

Di certo la mancata concertazione tra l’Industria Farmaceutica, alla ricerca di un aumento della marginalità di guadagno sulla produzione dei medicinali, e la controparte pubblica (Aifa – Ministero della Salute – Governo nazionale, etc.), che cerca di far fronte ai costi della sanità in Italia con tagli alla spesa pubblica, è una delle fondamentali cause di quanto accade.

-In queste circostanze quali organismi di vigilanza devono operare per riportare il normale flusso dei medicinali nelle farmacie nelle condizioni normali?

Le attuali dinamiche del mercato farmaceutico non consentono un’agevole normalizzazione nella produzione dei medicinali, in special modo per quelli che hanno limitati livelli di commercializzazione, pertanto gli organi di vigilanza, a mio avviso, possono fare ben poco a riguardo.

-Quali possono essere le strategie che le farmacie devono applicare per rimediare o quanto meno ridurre i disagi degli utenti?

Le farmacie, come è noto, sono l’ultimo anello di una catena attraverso la quale vengono dispensati la gran parte dei farmaci agli utenti, non dipende, certamente, da loro l’eventuale carenza di medicinali nel ciclo distributivo.

-A chi dovrebbe rivolgersi il cittadino/utente per segnalare la mancanza di farmaci?

La segnalazione della mancanza dei farmaci oltre alle A.S.P. competenti per territorio può essere rivolta dal cittadino sia nei confronti dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana che del Ministero della Salute.

-Il farmacista come può e deve intervenire per far fronte alle esigenze degli utenti/pazienti?

Il farmacista ha l’obbligo di segnalare l’assenza dal normale ciclo distributivo di eventuali farmaci. In Sicilia il titolare i farmacia è tenuto, nel caso, a dare comunicazione alla Federfarma provinciale che attraverso la Federfarma Sicilia lo rende noto agli uffici dell’ Assessorato Regionale della Sanità.

-Quali le previsioni per l’immediato futuro?

Non credo che la problematica, che presenta, talvolta, dei seri rischi per la salute di alcuni cittadini, al momento, sia in agenda da parte di chi sta al governo della sanità pubblica.

-Ci troviamo di fronte a un “fenomeno” temporaneo e, come detto, “casuale”, oppure di fronte a un “fenomeno” provocato per interessi non noti?

Il fenomeno, ormai, ha assunto una dimensione tale da essere divenuto, per così dire, “strutturale” al sistema. La problematica scaturisce dall’interesse che hanno le aziende farmaceutiche a commercializzare i farmaci presso mercati esteri più vantaggiosi dal punto di vista remunerativo.

-Ritiene che sia opportuna l’apertura di un’inchiesta da parte del ministero della Sanità per appurare le vere cause di quanto sta accadendo?

Le autorità competenti sono a conoscenza di quanto accade nel settore, a parer mio la situazione potrebbe essere modificata attraverso un provvedimento di carattere legislativo, che comporti un diverso obbligo in capo ai produttori di medicinali.

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