Il XXII Cammino di Fraternità si è concluso con un messaggio di nuova emancipazione

di Nello Cristaudo

 

Un grande successo di pubblico ed un trionfo di popolarità è il risultato del XXII Cammino di Fraternità che si è tenuto a Francavilla di Sicilia domenica 22 settembre u.s. Oltre quaranta confraternite, con passate le 800 unità, provenienti da tutta l’arcidiocesi peloritana  (la più estesa di tutte le diocesi siciliane ndr), si sono snodate per le vie del paese catapultandolo in un’atmosfera medievale ricca di colori, mantelli, stendardi, tamburi e musiche. I pii sodalizi, accolti dal parroco Don Gerry Currò nella Chiesa dell’Annunziata, si sono ritrovati al cine teatro “Arturo Ferrara” dove,  in un apposito convegno, ha tenuto la sua prolusione Padre Felice Scalia che ha posto l’accento alla capacità di rigenerarsi delle confraternite dando un nuovo impulso alla loro azione che deve essere sempre basata alla carità e alla misericordia, dando testimonianza con il loro esempio per la Chiesa e per la società. Al convegno ha preso parte Mons. Giovanni Impoco, delegato arcivescovile per le confraternite e Fortunato Marino, presidente del CID centro interconfraternite diocesano.

Nel pomeriggio, invece, le  pie associazioni sono partite dalla Chiesa dell’Annunziata e snodandosi per le vie della città con i loro vessilli, hanno raggiunto piazza D’Aquino, dove alle 18,30, è stata celebrata all’aperto la santa messa presieduta da Sua Eccellenza Mons. Cesare Di Pietro, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela.

Don Gerry Currò, porgendo il benvenuto al prelato, ha ringraziato tutte le confraternite intervenute all’assise, in particolar modo quella locale dell’Addolorata ed il suo Governatore Armando Belfiore, dimostrando l’unità della Chiesa che, attraverso esse, esprime una realtà tradizionale, ma che ha conosciuto in tempi recenti un rinnovamento ed una scoperta.

Mons. Cesare Di Pietro, portando i saluti dell’Arcivescovo Accolla, si è soffermato sulla funzione che oggi devono ricoprire le pie associazioni. “Oggi mi vedo in un prato variopinto di colori – ha affermato il presule guardando la piazza piena di gente-che rifioriscono nello Spirito Santo che è in noi “. E prendendo spunto dal brano evangelico, ha detto: “Siamo tutti amministratori dei nostri tesori, ma bisogna dare ai fratelli nella Grazia e nella Carità. La vita è come il respiro, bisogna inspirare il dono della Grazia che è la Chiesa e mettersi a disposizione dei fratelli senza essere padroni”.  E continuando  la sua omelia ha dichiarato:” A volte nelle confraternite si sbattono le porte alla Grazia perché è più la voglia di arricchimento e di essere padroni che quella della carità che deve animare sempre i nostri sodalizi, i quali non devono pensare solo a <vendere loculi> come spesso avviene, ma a donare agli altri  per una vita di carità, di mutualità, di penitenza ed avere il culto dell’autodisciplina Dobbiamo essere – ha proseguito il vescovo- uomini che si sono uniformati al Vangelo, esserne testimoni  che lo vivono e lo incarnano. Se le confraterne non vivono secondo i dettami del Vangelo allora è meglio scioglierle. Dovete essere autentici nella quotidianità della vita e più incisivi nel sociale e nella politica ispirandovi sempre ai principi cristiani. Il leit motiv delle confraternite deve essere la pietà popolare ispirata dall’amore di Gesù verso la sua Chiesa di cui voi siete un’importante manifestazione e costituite un tesoro per l’intera Chiesa”.

Francavilla ha raccolto il testimone del XXII Cammino di Fraternità ricevendo dalle pie associazioni la testimonianza viva di essere Chiesa in cammino, al passo con gli ultimi, con i piccoli e i poveri, per dare a tutti solidarietà e speranza.  Dalla città dell’Alcantara parte il messaggio di una nuova emancipazione dei pii sodalizi con la consapevolezza che le confraternite devono essere fucine di santità di tanta gente che ha vissuto con semplicità un rapporto intenso con il Signore. È essenziale, quindi, camminare con decisione verso la santità; non accontentandosi  di una vita cristiana mediocre, ma sapendo ed avendo coscienza che l’appartenenza al sodalizio religioso  sia di stimolo ad amare di più Gesù Cristo.

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