Governi italiani nati da interessi alieni

di Salvo Barbagallo

 

 

Nuovo Governo dell’Italia con doppia fiducia data per scontata ancor prima d’essere votata, emblematici i titoli a tutta pagina di alcuni fra i più influenti quotidiani nazionali: “Qui si rifà l’Europa e un po’ anche l’Italia” (La Repubblica), “Doppio cambio di passo” (Avvenire), “Schiaffo a Mattarella e Conte, l’Europa ci ha già incastrato” (La Verità).

Finalmente il Governo PD/M5Stelle è una realtà: a conti fatti non c’è voluta molto fatica per raggiungere la meta, la crisi è stata superata in tempi brevissimi. Sicuramente il nervosismo non è mancato negli esecutori del “progetto”: in tanti nel mondo del M5Stelle e anche al di fuori di questa sfera, a scandalizzarsi per quanto andava accadendo, in quanti, cioè, si sono chiesti le “vere” ragioni che stavano alla base di quello che veniva considerato un “atto innaturale” o “fuori da qualsiasi logica politica”. Probabilmente la “ragione” dello scandalo – almeno ai vertici – non esisteva poiché, probabilmente, c’era un “piano” già preordinato da tempo.

Dopo le ultime elezioni nazionali i responsabili del M5Stelle non potevano imporre al loro elettorato un Governo con il PD, contravvenendo a tutto ciò che era stato da loro espresso e pienamente condiviso dal popolo pentastellato durante una calda campagna elettorale.. Giocoforza il “primo” Governo che da quella campagna elettorale non poteva “nascere” con il PD: era necessaria una fase “transitoria” che poteva “passare” solo con la Lega. Un parto difficile e una controversa “alleanza” sin dalle prime battute. Alleanza, comunque, che in quel momento tornava utile anche a Salvini, ma i continui ostacoli alimentati dai mass media già – a chi voleva intendere – facevano ampiamente intuire che per la rottura fra i due soggetti politici sarebbe stata soltanto una questione di pochi mesi. Così come si è dimostrato.

Insostenibile, infatti, la conflittualità all’interno di quel Governo, accresciuta e più visibile dopo il risultato delle elezioni Europee con la crescita ritenuta più che pericolosa della compagine Leghista e la “flessione” numerica degli altri partiti. Le conseguenze non hanno tardato ad evidenziarsi, prevedibilissima l’azione (inevitabile) di distacco di Salvini dai pentastellati.

Questi i fatti, in una consecutio sintetica.

Governo PD-5Stelle appena costituito, Zingaretti dichiara: “Fino poco tempo fa poteva considerarsi fantapolitica immaginarlo…”. E se non si sia trattato di “fantapolitica”, ma (come detto) di un “piano” progettato da menti raffinatissime operanti fuori dai confini nazionali in simbiosi con altrettante menti raffinatissime all’interno del Paese?

Le cose che si ritengono inverosimili a volte sono le più reali, spesso la realtà supera la fantasia.

Teorie di complottismo? No, tentativi di interpretazione di fatti che (apparentemente) sembrano non seguire alcuna logica.

Di certo non ci attireremo “simpatie” per quanto andiamo scrivendo, ma nell’apoteosi (quasi) generale per questo “nuovo” Governo dell’Italia che viene profusa a piene mani dai mass media, in verità non ci sentiamo di seguire la fiumana che sembra scorrere (quasi) senza incisivi intoppi.

È noto che nei vari comparti dei servizi di intelligence di Paesi “leader” e di Paesi “soggetti dominati” (cioè non pienamente autonomi) ci sono “specialisti” il cui lavoro consiste nel creare scenari politici da applicare a seconda di situazioni particolari: Agenzie di intelligence operano in questo senso da decenni e decenni ovunque.

Salvini? Una calcolata “invenzione” dei Sinistri?

Nel variegato panorama della politica italiana (costantemente “influenzata” da spinte esterne) niente di strano che possa essere stato individuato in Matteo Salvini “il personaggio” che meglio si poteva prestare ad una manipolazione complessa, dopo il fallimento dell’esperienza di Matteo Renzi, trasbordata per eccesso di “personalismo”, dopo la riuscita operazione di “rottamazione” della quale era stato assoluto protagonista.

Se non fosse esistito Salvini, sicuramente si sarebbe dovuto inventare: un personaggio “adatto”, che poteva prestarsi all’uso: a capo di un partito che predicava due Italie, una delle quali (quella del nord) egemone e l’altra (quella del Sud) parassitaria. Nei lavori in corso d’opera, però, imprevisto il consenso a una Lega “razzista” da parte dei cosiddetti emarginati meridionali. Imprevista la circostanza che la Lega potesse trasformarsi in partito “nazionale”. Circostanza che ha spiazzato i “manovratori” con i risultati elettorali. A questo punto indispensabile (e piuttosto facile, vista la “caratura” del personaggio) portare Salvini al livello di “nemico pubblico n° 1”: è una necessità, là dove occorrevano alibi spendibili per celare i veri interessi.

Sono stati riportati in vita – per essere adoperati “contro” – i fantasmi del fascismo, dell’ignoranza totale (scolastica e umana) di chi è classificato “leghista”, ovviamente riportati a galla i temi del “razzismo” rapportando l’Italia odierna agli anni del regime e delle leggi razziali. E con la tecnica del “ribaltamento” attribuendo a Salvini ed ai suoi sostenitori, una inesistente campagna dell’odio civile.

No, questa non intende essere una “difesa” allo “sconfitto” Salvini, né vuole essere fantapolitica tout court: vuole essere soltanto una visione “diversa” da quella “comune”, più o meno indotta.

Non sappiamo (e in realtà non c’importa granché saperlo) se Matteo Salvini si sia reso conto d’essere stato strumento utilizzato dai Sinistri per andare al Governo per la quarta volta senza avere “conquistato” il consenso popolare: di errori Salvini ne ha commessi fin troppo, nel corso dei quattordici mesi della partecipazione governativa della Lega. Intendiamo sostenere (quasi sicuramente sbagliando) che il suo “futuro” era stato già stabilito da tempo altrove. Così come dei Di Maio, dei Grillo, dei Renzi e dei Conte, tutti strumenti (nostra opinione, sicuramente errata) di interessi generati fuori dai confini nazionali da quanti ritengono che l’Italia “serve” e può essere utilizzata come meglio credono.

Non può fare “scandalo”, pertanto, quanto è accaduto: non può costituire “novità” per quanti sono a conoscenza di ciò che è accaduto in Italia dal dopoguerra ad oggi. Chi sa non parla per tornaconto o per timore. Ma dalla nascita della Repubblica a ora la linea di continuità non è mai stata interrotta.

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