Efebo d’Oro: tutto pronto per la 41ª edizione

Giovanni Massa, direttore artistico ci racconta del festival che si svolgerà al Cinema De Seta dal 13 al 19 ottobre e vedrà il suo momento clou nell’assegnazione dell’Efebo d’Oro alla carriera a Fatih Akin. Non manca la sua amarezza per il mancato finanziamento da parte del MIBAC

di Anna Studiale

 

(Palermo) L’Efebo d’Oro scalda i motori per quella che sarà la sua 41ª edizione che avrà luogo dal 13 al 19 ottobre al Cinema De Seta ai Cantieri Culturali della Zisa a Palermo. Un’edizione, quella di quest’anno che vedrà 15 film in concorso di cui 8 lungometraggi tratti da opere letterarie e 7 opere prime o seconde, due giurie mentre la manifestazione sarà organizzata dal Centro di Ricerca per la Narrativa e il Cinema, presieduto da Egle Palazzolo e con la direzione artistica di Giovanni Massa.

Anche quella di quest’anno sarà per il festival, nato per sottolineare gli intensi rapporti di scambio tra cinema e letteratura, un’edizione ricca di nomi di grande rilievo e valore all’interno del panorama cinematografico italiano ma, soprattutto, internazionale e vedrà, tra le presenze più attese quella del regista tedesco di origine turca, a cui verrà assegnato l’Efebo d’Oro alla carriera.

In suo onore durante le giornate del festival verranno proiettati una decina di cortometraggi, lungometraggi e diversi documentari e sarà un’occasione per conoscere più da vicino quella che è la poetica di un regista che rappresenta una delle figure più interessanti del panorama del cinema tedesco contemporaneo. Nato ad Amburgo, figlio di emigrati, porta con sé una visione del mondo e della società che propria di chi vive come in una zona ibrida dove le due culture, quella della terra natale e quella della terra d’origine dei genitori, da un lato si sintetizzano ma non senza creare delle zone di conflitto che lasciano ampi margini di riflessione su quella che è l’identità di un uomo che, per l’appunto, vive un una perenne condizione di “confine”. Una condizione della quale Akin riesce a farne arte e sperimentazione di un suo singolare linguaggio che rappresenta a pieno le contraddizioni del nostro quotidiano.

Un premio alla carriera speciale che, all’interno del festival si declinerà nella proiezione di alcune delle sue opere più famose, tra cui il cortometraggio Geturkt (1996) e sei lungometraggi legati alla sua più sentita tematica, quella del sentirsi stranieri anche in patria. Si partirà con Solino (2002), film mai uscito in Italia, dove, a rappresentare gli “stranieri” sono due fratelli emigrati dalla Sicilia; sarà poi la volta di “Gegen die Wand” (La sposa turca, 2004), vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino; “Auf der anderen Seite” (Ai confini del Paradiso, 2007), premiato per la miglior sceneggiatura a Cannes; la brillante commedia Soul Kitchen (2009), Gran Premio della Giuria a Venezia; per passare al recente ”Der Goldene Handschuh” (Il mostro di St. Pauli).

«Speriamo anche di poter proiettare il suo film presentato a febbraio al Festival di Berlino “The Golden Glove” mentre il Premio Nuovi Linguaggi Città di Palermo lo daremo ad un artista meno noto ma più di ricerca, Mike Hoolboom, regista di cui abbiamo già presentato dei suoi film che si è già aggiudicato un’edizione del Sicilia Queer Film Fest», ci anticipa Giovanni Massa, regista e produttore cinematografico che negli ultimi cinque anni dirige l’Efebo d’Oro, un uomo che della “settima arte” ha fatto la sua ragione di vita oltre che il suo lavoro a tempo pieno.

«La prima volta che entrai in un set cinematografico avevo 15 anni in occasione delle riprese di un film di Pino Mercanti che vedeva anche mio padre coinvolto nella qualità di produttore. Si tratta di una storia della quale ne ho ricavato un documentario, “Matar es mi destino” del 2009. Da quella esperienza, nel 1971, nacque una cooperativa di produzioni cinematografiche della quale faceva parte anche mio fratello, il figlio di Pino Mercanti ed anche altre persone. Io stesso ne feci parte dal 1979 assieme a Peppuccio Tornatore; cercammo di apportare nuove energie e produrre anche cose interessanti fino alla fortunata tappa, nel 1983, della produzione di “Cento giorni a Palermo”, un film che ebbe un buon successo», afferma Massa raccontando di quello che è stato e continua ad essere il suo impegno attivo per il cinema aggiungendo, «dopo l’abbandono di Tornatore abbiamo continuato a produrre ancora altri film tra cui l’opera prima di Gianfranco Cabiddu, oggi un regista molto noto finché anche io mi diedi alla regia dirigendo dei documentari per arrivare nel 2001 col mio primo film, “Il buma”, quasi interamente ambientato in Egitto». Una personalità, pertanto, di grande valore quella di Giovanni Massa che dà ulteriore garanzia di prestigio oltre che livello artistico e culturale di grande ricchezza a tutto il festival.

Questo, tuttavia, non basta nemmeno per questa edizione dopo quella dello scorso anno affinché l’Efebo d’Oro possa accedere ai finanziamenti del MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e lo ha denunciato pubblicamente lo stesso Massa nella sua pagina Facebook lo scorso luglio scrivendo, “Sono contento per il Sicilia Queer e per il Sole Luna, che finalmente ottengono – come meritano – il finanziamento del MIBAC, ma non posso fare a meno di sottolineare la seconda bocciatura consecutiva dell’Efebo d’Oro (quest’anno 41ma edizione!!!) nonchè del festival Animaphix. Certo, se più del 20% del budget annuale va a un’unica manifestazione qualcosa si dovrà pur tagliare, no?”.

Una nota dolente che sicuramente mette amarezza soprattutto quando il direttore artistico ci confida che “abbiamo anche fatto una richiesta di accesso agli atti, cosa preliminare per poi fare un ricorso che nei fatti, per diverse ragioni, non abbiamo fatto. Però da questa nostra richiesta è emersa una situazione un poco paradossale in quanto abbiamo scoperto che non esiste un verbale delle riunioni per cui non ci è potuto essere chiaro il motivo ufficiale della nostra esclusione dai finanziamenti però abbiamo constatato che al Giffoni Film Festival sono andati 850.000 euro, ovvero il 20% del totale di quelli previsti per manifestazioni del genere”. Una denuncia che lascia molto spazio alla riflessione alla vigilia di una manifestazione che, senza dubbio, con la sua lunga storia dovrebbe essere considerata una ricchezza della nostra Isola su cui continuare a credere ed investire.

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