Col tesoretto si scongiura la procedura d’infrazione

Il Consiglio dei Ministri approva il documento che dovrebbe scongiurare la procedura d’infrazione sul debito certificando il “tesoretto” che aiuta ad assestare il Bilancio dello Stato.

Infatti il rendiconto generale dello Stato mostra saldi in “sensibile miglioramento rispetto alle previsioni iniziali stabilite con la legge di bilancio 2018“. In soldoni il saldo netto da finanziare per la competenza annuale in termini di accertamenti e impegni, al lordo delle regolazioni contabili e debitorie, risulta pari a -19.986 milioni di euro, derivante da entrate finali accertate per 591.612 milioni di euro e da spese finali impegnate per 611.597 milioni di euro mentre l’avanzo primario si cifra in 49.199 milioni di euro. Entrambi i saldi denotano un sensibile miglioramento rispetto alle previsioni iniziali stabilite con la legge di bilancio 2018.

Complessivamente le entrate finali registrano una diminuzione di circa 1 miliardo di euro, quale risultato della riduzione di 6,7 miliardi delle entrate tributarie e dell’aumento di 5,7 miliardi delle altre entrate ma le spese evidenziano una riduzione netta di circa 2,9 miliardi di euro di competenza e 4,4 miliardi di cassa. Pertanto a saldo si registra un miglioramento di circa 1,9 miliardi di euro del saldo netto da finanziare di competenza e 3,4 miliardi di cassa.

Su Reddito di Cittadinanza e Quota 100 si registrano risparmi per un miliardo e mezzo di euro, questi risparmi verrebbero quindi “congelati” per scongiurare la procedura d’infrazione con un decreto legge approvato, proposto dal premier Giuseppe Conte e dal ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Con la legge di assestamento si registrano così maggiori entrate (tra tributarie, contributive e altre entrate correnti) per 6 miliardi e 240 milioni di euro e contestualmente così si taglia il deficit per 7,6 miliardi (somma tra il 6.1 miliardi e il tesoretto da 1.5) ribadendo l’impegno di deficit al 2,04% come stabilito nel dicembre 2018.

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