Come nasce Tracce di Vita. Discorso finale dell’Autore e video integrale della presentazione ufficiale al pubblico

da Istituto per la Cultura Siciliana 

 

È stata un’emozione indescrivibile presentare al pubblico, alle persone più care all’Autore, a quell’Amico che da qualche parte Lassù era comunque tra noi, questo meraviglioso libro, opera prima di Paolo Alessandro D’Angelo. L’atmosfera dell’Auditorium San Nicolò di Mascalucia era calda, ma il caldo meteorologico era forse la componente più irrilevante rispetto al calore delle emozioni che queste pagine e le parole di Paolo hanno donato a un pubblico estremamente attento e interessato, che ha gremito in ogni ordine di posti la sala.

Presentare un libro che si è cercato di curare nel miglior modo possibile, un libro che dalle prime letture in bozza sentivo subito anche “mio”, che sentivo dentro come fosse di “tutti”, di chiunque volesse leggerlo è stato qualcosa che non si può narrare qui. I sentimenti, le emozioni, si vivono, si sentono dentro interiorizzate, somatizzate a volte.

Non aggiungo altro. Meglio di ogni cosa descriverà il video integrale a fine pagina e il discorso finale, prima delle dediche, di Paolo Alessandro D’Angelo che queste “Tracce di vita” ha scritto per tutti noi. Per i suoi amici, per l’Umanità intera. (Luigi Asero)


IL DISCORSO FINALE DI PAOLO ALLA PLATEA


Come nasce Tracce di vita:

Dinanzi lo specchio è impossibile mentire di conseguenza vengono fuori verità alcune volte negate pure a noi stessi.

Una linea immaginaria mi ha permesso di prendere le distanze da ciò che tutti chiamano realtà. Analizzandola ho notato che sembro quasi esser solo io a non cogliere le ragioni che muovono gli ingranaggi della società attuale.

Tutti che sanno la verità; tutti che pensano di avere ragione..

Hermann Hesse, poeta, scrittore, pittore tedesco naturalizzato svizzero (premio Nobel per la letteratura 1946) diceva che: “Anche un orologio fermo segna l’ora giusta due volte al giorno…” –

Direi che è un punto di vista soggettivo sia la ragione che la verità in molti casi.

È innegabile che, il più delle volte, le cose non vanno mai come davvero vorremmo noi. Questa è una constatazione di fatti, rappresenta una realtà tante volte difficile da digerire.

Dico questo perché sono convinto che anche voi, come me, avreste volentieri fatto a meno di subire certe umiliazioni, far la conta delle sconfitte, affrontare certe separazioni, vivere determinati dolori e soprattutto doversi rassegnare a certi addii.

Come se non bastasse, ognuno di noi fosse anche per una sola volta nella vita, si è sentito oppresso da quella sensazione di smarrimento che nasce dinanzi l’incomunicabilità. Un sentirsi perennemente fraintesi o travisati, valutati esclusivamente sulla base di un pregiudizio o di una vaga sensazione epidermica per poi alla fine essere presi e buttati quasi fossimo materiale scadente e inutilizzabile.

Se vi soffermate con la dovuta attenzione e ci pensate bene vedrete come alla fine ci si ritrova un po tutti in situazioni del genere.

Spinoza affermava che: “Chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza.”

Quanta tristezza ho percepito nella gente comune che ho incontrato lungo la mia strada; quante volte hanno dovuto far finta che tutto andasse bene e quante altre si son dovute vergognare di essere libere di star umanamente male per qualcosa o per qualcuno.

Sembrava quasi non fosse concesso per paura di un’etichetta scomoda.

Viviamo in una società con tanta tristezza e disperazione in giro, negarlo sarebbe da ciechi ipocriti privi di sentimenti.

Basti pensare che i gesti di normale e ovvia civiltà nonché decenza, in questa nazione vengono percepiti e vissuti come gesti di inenarrabile e colossale eroismo.

Abituati al nulla, il poco ci sembra tanto!

Vi dicevo di una linea immaginaria ricordate?

Una volta tirata definitivamente mi sono poggiato sui ricordi legati agli amici e come si faceva da piccoli, mi sono stretto a loro fino alla conclusione di questo libro in modo tale da riuscire ad affrontare con la giusta protezione le fasi più complesse da raccontare (società e mondo del Lavoro, Morte, Amore e Prospettive future)

Non volevo restare solo davanti a tracce più complesse.

Se non ci fossimo scambiati e protetti la vita in quella piazzetta, seduti su quella panchina e non avessi avuto la fortuna di avere quel tipo di amici, questo libro non sarebbe mai nato e io non avrei mai avuto la forza per trovare il lato positivo, visibile e percepibile solo se vivi e ti trovi in quello negativo.

Il pacchetto Vita è anche questo e per quanto lo si continui a negare il passato influisce sul presente e determina tante volte il futuro.

Le lasciate tutti le tracce di vita sparse lungo il vostro percorso …

Io vi consegno le mie con la speranza che si intreccino alle vostre e possano dare una carezza a chi si sente solo o sconfitto ed una prospettiva diversa a chi non vede oltre la sua di vita.

Perché, come si dice: “il sazio non crede al digiuno”..

E questa è una cosa molto triste.


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