SiciliAnimalista: Consapevolezza e Normativa

di Tania Dipietro

 

Perché creare una rubrica animalista su un Giornale di Informazione ed Approfondimento ? E cosa intendiamo col binomio “Sicilia animalista”?

Queste saranno alcune delle domande che i nostri lettori si staranno sicuramente ponendo, ragion per cui, oltre a parlarvi di questo nuovo progetto che nasce in collaborazione con il quotidiano online “La Voce dell’Isola” voglio anche spiegarvi cosa intendiamo quando parliamo di “dimensione animalista”.

I più giovani non ricorderanno le origini di questo termine che negli anni ‘70 indicava semplicemente “la persona che dipingeva o scolpiva soggetti animali”, ai giorni nostri invece descrive un atteggiamento (oserei affermare soprattutto un sentimento) a difesa degli animali e dei loro diritti rispetto ai comportamenti umani.  Proprio in quest’ottica di “Consapevolezza e Conoscenza” delle problematiche legate al nostro territorio nonché della normativa vigente, che ricordiamo è volta alla tutela giuridica ed etica degli animali, vogliamo muovere insieme ai lettori i primi passi per un percorso informativo che promuova un cambiamento culturale.

Abbiamo accennato ad una normativa già esistente, da 18 anni per l’esattezza, e nonostante tutto ancora oggi parzialmente applicata e ancor meno conosciuta: la Legge  Regionale 15/2000.

Era il 3 Luglio dell’anno 2000 quando l’allora presidente della regione Siciliana,  Angelo Capodicasa, promulgava la legge 15/2000 in attuazione della già esistente legge n. 281 del 14 Agosto 1991 che da tempo sanciva i principi generali con cui lo Stato disciplinava la tutela degli animali di affezione e stabiliva le precise competenze di Regioni e Comuni. Ebbene se da quel lontano 1991 ci volle quasi un decennio prima che la Regione Sicilia pubblicasse sulla sua Gazzetta Ufficiale la legge n. 15 del 2000, oggi (dopo ben 18 lunghi anni) nessuno si stupirà se tale normativa non viene ancora applicata, se non parzialmente. Ma quali erano le finalità della legge regionale 15/2000? Innanzitutto promuovere la protezione degli animali (con particolare attenzione a quelli domestici e di affezione), tutelare la salute umana ed animale, salvaguardare il territorio e per ultimo “La Prevenzione del Randagismo”, tema sicuramente maggiormente sentito da noi al Sud.

Se tutti i punti presi in esame e disciplinati da suddetta legge fossero stati affrontati come previsto dal Legislatore, in quasi 2 decenni dalla sua promulgazione saremmo stati senz’altro testimoni di una drastica riduzione del fenomeno del randagismo e la Sicilia -che siamo abituati a conoscere attraverso le notizie di avvelenamenti, abbandoni e maltrattamenti di animali- oggi avrebbe un volto sicuramente migliore.

Spinti, dunque, dalla tragicità degli ultimi avvenimenti verificatisi in provincia di Agrigento che hanno visto ancora una volta la mano dell’uomo protagonista di avvelenamenti di massa ai danni dei randagi di zona, abbiamo deciso di creare una rubrica “animalista” che indirizzi il lettore verso gli esatti riferimenti di legge e lo renda “CONSAPEVOLE” delle azioni che può intraprendere (da privato  o associandosi) a tutela dell’ambiente e degli animali.

Cercheremo di fare di questa rubrica uno strumento che permetta a tutte le associazioni animaliste operanti sul nostro territorio che lo vorranno, di far conoscere i propri programmi e le azioni intraprese sinora.

La nostra è una presa di coscienza, una nuova consapevolezza assunta dalla Stampa che non può più ritenere distante il “mondo animalista”,  rendendosi conto che non si tratta di una realtà isolata ma di una tematica che oggi più che mai ci tocca da vicino in quanto animali ed ambiente non possono essere sicuramente scissi.

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