San Giovanni La Punta: collaborazione tra Comune ed Asp veterinaria

di Tania Dipietro

 

Era un sabato mattina come tanti il 6 Gennaio 2018, mentre nel Comune etneo di San Giovanni La Punta (CT) si consumava l’ennesimo abbandono di una cucciolata composta da 5 simpaticissimi nanetti mix spinoncino-bassotto. Scattava subito la segnalazione alla Polizia Municipale che prontamente redigeva il verbale di ritrovamento, descrivendo nel documento l’età approssimativa dei trovatelli, il colore del manto ed il sesso. Tutte informazioni indispensabili, in sede di applicazione del microchip identificativo, per consentire all’Asp veterinaria una corretta iscrizione degli animali all’anagrafe canina.

Subito i trovatelli toccavano il cuore di una ragazza che offriva loro ospitalità fino ad adozione, la stessa ragazza che quel sabato mattina passeggiando con il suo cane si  ritrovava ad essere seguita sino a casa da un piccolo corteo festante di cuccioli scodinzolanti.

Bene, molti di voi penseranno che la vicenda si è conclusa e che non sarebbe stato possibile fare altro. E invece no signori, il benessere animale promosso dalla legge regionale 15/2000 si realizza anche attraverso la scelta di un valido piano vaccinale che garantisca ai cuccioli un’adeguata immunità  dalle principali malattie causa di mortalità nei primi mesi di vita: malattie come il Cimurro,  Parvovirosi, Tosse dei canili, Leptospirosi, Parainfluenza e Adenovirus Canino.

Sebbene risulti innegabile che la normativa vigente abbia già previsto nel Decreto Assessoriale del 13 Dicembre 2007 che la fornitura farmaceutica dei vaccini e del materiale ambulatoriale fosse di competenza delle Aziende Unità Sanitarie Locali ai fini di consentire il corretto funzionamento di ambulatori veterinari attivati di concerto con il Comune ed i rifugi sanitari pubblici,  è altrettanto vero che fino ad oggi la figura della “struttura pubblica di ricovero” è assente nel nostro territorio dove prevalentemente l’Ente locale si avvale della gestione di privati per dare asilo agli animali.

È proprio nel Decreto Assessoriale del 13 Dicembre 2007 che vengono definite le competenze dei Comuni e delle Asp veterinarie locali ai fini del controllo del randagismo nonché le conseguenti azioni da intraprendere mirate al contenimento di tale fenomeno. Tuttavia, a causa principalmente dell’assenza di strutture pubbliche di ricovero (che a priori consentirebbero ai Comuni un risparmio non indifferente) pochissimi dei Paesi Etnei hanno valutato la possibilità di chiedere il servizio di vaccinazione, per i randagi microchippati a nome del Comune che non si trovano nei rifugi, direttamente alle Asp locali. L’obiettivo di tale (triplice) collaborazione tra Comune – contribuente – Asp, nel caso in cui l’animale trovi alloggio presso un privato cittadino, riguarda non solo il risparmio per le casse comunali che vengono in tal modo alleggerite dal costo giornaliero che dovrebbero altrimenti versare al canile, ma altresì il benessere psicologico e fisico del cane che si ritrova protetto da un ambiente domestico maggiormente a misura delle sue esigenze e controllato dal punto di vista sanitario.

In una Terra come la nostra, troppo spesso ed a ragion veduta, reduce da un assenteismo delle istituzioni è ancora possibile trovare risposte forti e positive.

È quello che è accaduto a San Giovanni La Punta (CT) dove è stato possibile assistere alla pronta collaborazione tra l’UDA (ufficio diritti animali) e l’Asp veterinaria.  Infatti, dopo la prescrizione vaccinale del Dr. Guglielmino Antonino, Direttore della U.O.C. Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche nel Dipartimento di Prevenzione Veterinaria di Gravina di Catania, è intervenuto l’ispettore Genuardi del Comando di Polizia Municipale di San Giovanni La Punta a presentare all’economato del paesino etneo la richiesta di approvazione di spesa affinché si procedesse con l’acquisto di quanto indicato dal veterinario.  Lodevole ed esemplare la celere azione del Comune che, cogliendo l’opportunità di un rilevante risparmio economico dato che i cuccioli erano ospiti di un privato cittadino, si è fatto intanto carico della spesa inerente il piano vaccinale ed ha raggiunto un obiettivo importante:  promuovere il benessere e la futura adozione dei 5 randagini.  In seguito  alla somministrazione dei vaccini ad opera dello stesso Dottor Guglielmino che si è recato direttamente al domicilio della famiglia ospitante,  i piccoli pelosi ora sono pronti a lasciare l’ambiente domestico senza correre seri rischi di contagio e prossimamente in collaborazione con l’associazione Onlus Puntesi Insieme, verranno anche presentati in piazza tramite apposito banchetto di adozione.

Non voglio essere osannato ma spero che la vicenda conclusasi positivamente possa fornire da spunto e come precedente per gli altri Comuni della Provincia” queste le parole fiduciose del Dottor Guglielmino che ha lanciato anche un importante messaggio solidale  offrendosi disponibile, qualora la cagnolina che ha partorito la cucciolata venisse individuata, alla sterilizzazione della stessa.

Sono forse questi i segnali che preludono ad un prossimo cambiamento culturale nel cittadino, Asp veterinaria ed Ente locale?  Noi speriamo possa esser così, sta di fatto che sembra emergere, seppur timidamente, una sensibilità che nella coscienza collettiva di vent’anni fa non sarebbe stata pensabile.

Potrebbero interessarti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.