Sicilia: quel maledetto ultimo ponte…

di Salvo Barbagallo

 

A Bridge Too Far- Quell’ultimo ponte è un bel film di guerra del lontano 1077, diretto da Richard Attenborough, con un cast d’attori eccezionale, Sean Connery, Gene Hackman, Maximilian Schell, Michael Caine, Elliott Gould, Roberto Redford, James Caan, Anthony Hopkins, Liv Ullmann, Dirk Bogarde, Ryan O’Neal, fra i principali protagonisti. Tratto da un saggio storico di Cornelius Ryan ricostruisce le fasi dell’operazione militare “Market Garden” nei Paesi Bassi nel corso della Seconda guerra mondiale, Settembre, 1944. Dopo lo sbarco in Normandia lo stato maggiore alleato decide di inviare un corpo di spedizione oltre le linee tedesche in Olanda con lo scopo di conquistare alcuni ponti fluviali strategicamente importanti. Trentacinquemila paracadutisti (americani, polacchi e inglesi) vennero lanciati in Olanda con lo scopo di aprire un varco nelle linee difensive tedesche, permettendo poi alle truppe di terra di penetrare in profondità nei territori occupati dai nazisti, occupare i ponti sui corsi d’acqua per consentire l’attraversamento dei mezzi corazzati e delle truppe di terra, ed accelerare così la fine della guerra. Solo il ponte di Arnhem non venne conquistato e attorno ad esso si svolse un sanguinoso combattimento con la sconfitta degli alleati e il fallimento della stessa operazione.

Febbraio 2018, Sicilia a un mese dalle elezioni nazionali, a tre mesi dalle elezioni regionali, Governo della Regione Siciliana con Presidente Nello Musumeci, con assessori Gaetano Armao (Forza Italia) all’Economia e vice presidente. Edy Bandiera (Forza Italia) all’Agricoltura, Totò Cordaro (Popolari e Autonomisti) al Territorio e Ambiente, Marco Falcone (Forza Italia) Infrastrutture e Mobilità, Bernadette Grasso (Forza Italia) alle Autonomie locali e Funzione pubblica, Mariella Ippolito (Popolari e Autonomisti) alla Famiglia, Politiche sociali e lavoro, Roberto Lagalla (Idea Sicilia) all’Istruzione e Formazione professionale, Sandro Pappalardo (Fratelli d’Italia) al Turismo, Sport e Spettacolo, Ruggero Razza (Diventerà Bellissima) alla Salute, Vittorio Sgarbi (indipendente) ai Beni Culturali e Identità siciliana, Girolamo Turano (Udc) alle Attività produttive. Una bella squadra che, però, in queste briciole di mesi dall’insediamento, ancora non ha mostrato nella pratica la sua vera “grinta”. Ovviamente è ancora tempo di assestamenti e, poi, ci sono il comprensibile impegno per la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento nazionale e la comprensibile attesa per il relativo risultato che potrebbe avere qualche ricaduta sull’Isola. Dunque?

Non sceso nella mischia attuale il siculo Angelino Alfano che portava all’occhiello la realizzazione del (famigerato?) Ponte sullo Stretto, aveva destato stupore che nessun candidato (da destra, sinistra e altra via) per le Nazionali avesse tirato fuori dal solito cilindro da prestigiatore la questione “PonteStretto” quale leit motiv della campagna elettorale. Ma ecco, a rompere l’imponderabile silenzio sull’argomento provvede l’assessore alle Infrastrutture della Regione Siciliana Marco Falcone  che, nel corso di un convegno tenuto a Palermo, dichiara: Entro il 2023, alla fine dell’attuale legislatura, il Governo Regionale si propone di porre la prima pietra del ponte di Messina. La giunta di Governo ha già parlato con le società di traghettamento e gli amministratori di Ferrovie e Anas e nessuno si è opposto, così come è prevedibile non si opporrà il successore del Ministro Delrio nel nuovo governo (…). Una dichiarazione emblematica che lascia spazio alle riflessioni, soprattutto per quelle “sottili” e “sofisticate cinque parole alla fine dell’attuale legislatura… D’altra parte anche il tema del convegno nel corso del quale è stata pronunciata la storica frase dell’assessore Marco Falcone, era abbastanza significativo: Per una svolta dei Trasporti in Sicilia: analisi economiche e scelte modali.

Che aggiungere: abbiamo rivisto il film di Richard Attenboroug e abbiamo notato che anche le operazioni pianificate spesso sono destinate al fallimento, soprattutto perché siamo conviti che quel maledetto Ponte nessuno ha veramente intenzione di conquistarlo…

 

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