I giovani Siciliani scoprono l’Indipendentismo

di Salvo Barbagallo

 

La notizia (curiosamente) è stata divulgata dall’agenzia di stampa Ansa quattro giorni addietro (4 febbraio), non raccolta dai grandi mass media e, di conseguenza, passata (quasi) inosservata: Si chiama “Avanguardia giovanile siciliana”, è il nuovo movimento costituito da giovani nell’alveo dei ‘Siciliani liberi’, gli indipendentisti guidati dal segretario politico Ciro Lomonte, e che quest’anno terranno il primo congresso nell’isola dopo avere partecipato alle elezioni regionali in Sicilia (…). I motivi per i quali l’informazione non ha destato tanta attenzione possono essere diversi, uno dei quali che la “nascita” di un “movimento”, più o meno politico, con i tempi che corrono non stupisce granché, e poi (probabilmente) perché fa più “notizia”, per esempio, Donald Trump che nel corso di un evento pubblico cerca di prendere la mano della first lady Melania, ma lei si rifiuta. E pur tuttavia sarebbe un errore ignorare la circostanza che in Sicilia ci sia un gruppo di giovani che si riunisce e si autodefinisce “avanguardia”.

Di gruppi e gruppetti “Sicilianisti” nell’Isola ne proliferano tanti: si creano e si disfano da un giorno all’altro, sempre (per quel che è dato conoscere) in aperta conflittualità fra di loro, ognuno pretendendo una “primogenitura” che non raggiunge la collettività, e che si disperde (nel migliore dei casi) in tentativi infruttuosi di porsi alla ribalta con una credibilità che pochi riescono a dimostrare. Almeno nelle intenzioni. Spesso uno spreco di energie che potrebbero essere indirizzate a qualcosa di concreto se venisse meno la “costante” della conflittualità persistente e nociva, ma che invece si esaurisce strada facendo.

Questa “Avanguardia giovanile siciliana” ha diramato un suo manifesto che (come riferisce l’Ansa) fa riferimento alle parole di Karl Marx: “Nessuno ha lottato in modo tanto indomabile per la propria emancipazione come la Sicilia e i siciliani. Così il suolo siciliano si è sempre dimostrato letale per gli oppressori e gli invasori, e i Vespri siciliani rimasero immortalati nella storia (…) L’obiettivo  è di dare vita ad un movimento che, portando avanti le battaglie politiche e condividendo gli ideali del partito ‘Siciliani Liberi’ contribuisca al risveglio della coscienza identitaria del popolo siciliano, puntando su iniziative dalla forte connotazione culturale e sociale. I giovani rappresentano la forza più adatta a portare avanti quella “ribellione della bellezza” da cui può partire il riscatto completo della Sicilia (…).

Beh, torniamo sempre su pronunciamenti più che triti, rispolverando Karl Marx (e perché no, la Rivoluzione sovietica…), avvicinandolo ai “Vespri Siciliani”, e chi più ne ha, più ne metta. Chissà perché il riferimento alla “ribellione della bellezza” ci ricorda uno slogan politico attuale trasformato in partito, “Diventerà bellissima”… non sappiamo quanto in contrasto con quelle magnifiche due parole “Siciliani Liberi”.

Siamo convinti che i giovani rappresentano una “forza”, almeno una “forza potenziale”, il timore però è quello delle facili strumentalizzazioni là dove in Sicilia, da decenni e decenni, è venuta a mancare (volutamente cancellata) la necessaria memoria storica, è venuta a mancare la presenza di leader credibili, è venuta mancare quella indispensabile voglia di riscatto individuale e collettiva, il tutto sopraffatto dai reali poteri “politici” che hanno dominato (e dominano) con il clientelismo e lo pseudo assistenzialismo l’apatia generale che pervade la Gente di Sicilia.

Certo, è vero: da qualche parte bisogna cominciare: perché, allora, non iniziare (nella trasparenza d’intenti) con l’unire ciò che è sparso, cercando di eliminare le “etichette ideologiche” di un passato che con la Sicilia non ha nulla a che vedere?

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