Diffondono da secoli i gelidi venti del nord i germi della presunzione e dei falsi miti: e avanza il crepuscolo dell’occidente

di Guido Di Stefano

 

I popoli del meridione e dell’oriente edificarono e diffusero civiltà e cultura quando i popoli del settentrione e dell’occidente si tingevano con i colori di guerra e gestivano la giustizia come un gioco d’azzardo. Anche se sovente non “citavano” le fonti del loro sapere,  tuttavia conservavano, perfezionavano, divulgavano.

Usavano la forza e a volte ne abusavano; ma amavano e ricercavano la cultura e la scienza, che per loro erano un indissolubile connubio di scienza e coscienza.

Poi per inevitabili accadimenti la forza si spostò a nord e dal nord all’occidente. I nuovi dominatori in certo senso introdussero altre scale di valori. Si appropriarono di tutto ma conservarono e divulgarono solo quello che era utile all’accrescimento della loro forza: il che li “lanciò” nella malefica strada della prevaricazione e della morte.

I grandi crimini della storia sono stati concepiti e perpetrati  nel nord-occidente e, ancorché dettati da banali e venali motivazioni, sono stati declamati e tramandati come esigenze dettate da nobili motivi civili e/o religiosi. Menzogne e segreti di stato si sono “alleati” per coprire i crimini di pochi demoni!

Dove si sono sviluppate le scienze senza coscienza per le armi di distruzione di massa? Al nord e in occidente! In particolare vogliamo riferirci oggi alle armi nucleari: chi le ha studiate, prodotte, utilizzate per primo? Il nord e l’occidente! Chi ha dissentitoab origine” anzi “ab ovo”? Un solo uomo di scienza (vera scienza) e cioè Ettore Maiorana che non condivise mai l’idea dell’impiego dell’energia nucleare a qualsiasi scopo! Un figlio della Sicilia, un uomo del sud o se vogliamo segnare un “generoso e visibile confine” geografico una creatura umana “a sud di Eboli”.

Passiamo ora alla espressa confutazione di presunzione e falsi miti.

La Sicilia è stata liberata e unita all’Italia? Così ci raccontano e così pretendono al di sopra di Eboli. Però non è mai successo. Risulta, secondo storiografie non governative, che la Sicilia fu invasa e annessa tanto nel 19° quanto nel 20° secolo; risulta che in entrambi i secoli a seguito della liberazione e connessa annessione pagò pesanti tributi di sangue; si hanno sentori di crimini di stato. Non scendiamo nei particolari delle spoliazioni e il pervicace “freno” di ogni possibilità di autonoma crescita e sviluppo: però tanti strombazzano proclami e condanne della nostra inoperosità; e ricordiamo velocemente che l’entità dei reati finanziari, “valutari”, affaristici e corruttivi  è di molto superiore in regioni “virtuose” e  “non mafiose”. E, per non dimenticare, ricordiamo che allora nel 19° secolo lo stato (dis)unitario chiuse tutte le scuole in Sicilia per preparare e vessare una schiera di succubi ignoranti: alla faccia di libertà, fraternità e uguaglianza promesse dai “servi” di allora.

Parlando di annessione possiamo “visitare” le teutoniche lande, prima fonte e primo cuore delle presunzioni e dei falsi miti nord-occidentali. Ci hanno raccontato che la Germania occidentale si accollò gli oneri della riunificazione con quella orientale! Vero? I critici raccontano che i costi della “recente Anschluss”, politicamente detta riunificazione,  gravarono in massima parte sulle spalle degli orientali e, si disse un tempo, che qualche aiutino fu anche gallico: insomma “Bonn” avrebbe messo, come si dice da noi, “pancia e presenza”; e noi ne sappiamo qualcosa perché abbiamo subito “pancia e presenza” dei nostri “fratelli” e dei nostri “amici liberatori”.

Libertà? E’ una parola grossa! Forse noi del sud, noi di Sikelia ci siamo lasciati circuire in passato scambiando per “blanda” autonoma servitù quella che è sempre stata  una rigida “barbara”  schiavitù, nella quale ci è consentito di credere a tutte le verità rivelate, parlare liberamente di tutto il rispettoso niente e avere solo quello che ci viene elargito (molto, poco o niente), quasi un’elemosina al confronto di quanto ci è dovuto.

Torniamo nel Walalla. Noi siamo dipinti e ci auto-flagelliamo come geneticamente dediti al malaffare e al disordine; lì sono perfetti! Certo lì operano meno frequentemente ma in grande! Sarebbe stata scoperta ai nostri giorni una sola truffa ai danni dello teutonico stato ma di  ben 32 miliardi di Euro! Come sembra sia usanza e obbligo il nostro main stream di regime ha taciuto. Proponiamo ancora quanto lamentato da qualche banca e qualche testata degli Alemanni: la Deutsche Bank potrebbe avere crediti marci per 55 mila miliardi di Euro e anche qua silenzio dei nostri vertici.

E per completare il quadro di presunzioni e falsi miti rivisitiamo qualche pagina di storia tragica.

Siamo sicuri che i “buoni” nord-occidentali fecero di tutto per evitare l’esplosione della follia nazi-fascista? Si dice che una lettera, datata luglio 1939, del Mahatma Gandhi (Mohandas Karamchard Gandhi), tendente a placare la crescente esaltazione di Adolf Hitler, non pervenne mai al destinatario per volontà del governo inglese. Sarà vero? Se fosse pervenuta avrebbe sortito un qualche effetto benefico? Cosa  fu ed è ancora celato nei vari archivi di stato?

Qual’era il segreto della tanto decantata superiorità militare della Wehrmacht e della atarassica indifferenza di larghi strati della popolazione tedesca? Spinta della “pura” ideologia o uso sistematico delle note anfetamine  distribuite con la denominazione “Pervitin”? È consigliabile leggere a tal proposito gli scritti di Norman Ohler, assetato più di tutti di verità.

Chi comandò effettivamente la Germania dei “lager”  e delle guerre? Quell’Adolf Hitler forse devastato (come dice qualcuno) da errate cure di ormoni e comunque “sotto siringa” durante la guerra? Quel dittatore che soffriva di vuoti di memoria e alternava lunghe ore di “quasi catalessi” a pochi minuti di “presenza”? E se è vero questo ci si chiede se gli eventuali “direttori dell’orchestra funebre” (gente che avrebbe operato senza esporsi né visivamente né per iscritto) sono stati “ricercati” e puniti per gli infiniti crimini perpetrati e ordinati in nome di un “Fuhrer” che, nelle predette condizioni, sarebbe stato solo di “facciata”.

Si saprà un giorno tutta la verità? Si scopriranno i volti di tutti i demoni responsabili dei genocidi?

Abbiamo dimenticato la saggezza dei nostri padri e distribuiamo gratuitamente patenti di “bontà” o anatemi di “malvagità”! Eppure ci basterebbe “allinearci” con un semplicissimo precetto formulato variamente nei secoli:  “Non lodare un uomo prima che abbia parlato, poiché questa è la prova degli uomini” (dal libro del Siracide); ovvero “Non lodare il giusto fino a quando non scopri il suo valore”. Chissà quanti idoli cadrebbero polverizzati.

Prendete questo scritto  come una “orazione” di un Siculo “pro domo sua” (parafrasando Marco Tullio Cicerone)!

Vogliamo che la nostra amata “domus”, la Sicilia assurga al suo rango di “sovrana” come reclama la storia o che almeno le  venga  riconosciuto il diritto di essere  una “provincia publica” (stato federato smilitarizzato).

Vogliamo che Il Mediterraneo torni a essere  limpido e quieto luogo di pace,  giustizia, diritto,  libertà, fratellanza, civiltà, cultura, incontro dei popoli e non un tenebroso e violento mercato per facili guadagni.

Vogliamo che il Mediterraneo torni a essere il “Mare nostrum”, di tutti i popoli che da sempre  lo viviamo e lo amiamo, “et non mare suum”!

 

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