TaoG7Fest: spettacoli conclusi, i “Magnifici Sette” tornano a casa

La Filarmonica della Scala di Milano al G7 di Taormina

di Salvo Barbagallo

 

È calato il sipario sul G7, un “TaoFest” tutto particolare con protagonisti i cosiddetti Sette Grandi che, in un modo o in un altro, decidono le sorti di buona parte del mondo. A Taormina però – e non poteva essere altrimenti –  Donald Trump, Emmanuel Macron, Theresa May, Justin Trudeau, Shinzo Abe, Angela Merkel e… Paolo Gentiloni avevano ben poco da “decidere”, tenuto conto che il tempo a disposizione per il “tavolo di lavoro” era ridottissimo, avendo i protagonisti della kermesse impiegato ore significative tra pranzi, cene, concerti, passeggiate per le antiche strade della cittadina jonica, foto ufficiali e quant’altro di sollazzevole il Governo italiano ha potuto offrire in un fine settimana agli illustri ospiti. Certo nei “ritagli” tra una divagazione e l’altra gli illustri personaggi hanno discusso, cordiali e meno cordiali chiacchierate che poi hanno portato a un documento finale più o meno condiviso che, a conti fatti, ha lasciato i “Magnifici Sette” sulle originarie posizioni. Niente di concreto, dunque, nessuna “svolta” o “soluzione” per migliorare le condizioni dei Paesi che soffrono guerre e fame.

Diteci, infatti, se non si poteva essere d’accordo sulla lotta al terrorismo, sui migranti già altro discorso, sul clima manco a parlarne.

Quello dei “summit”, dei “vertici” (chiamateli come volete) è un rituale che si ripete da anni con gli stessi schemi, fotocopie con minime variazioni, a seconda dei casi. Variazioni su “tema” come a Taormina, con l’imprevista ed esagerata partecipazione di diecimila uomini delle Forze dell’ordine a difesa dei Sette Grandi, delle loro consorti e del loro seguito. I mass media, soprattutto quelli “locali”, hanno espresso viva soddisfazione per questo Vertice: “Grande ricaduta su Taormina a livello turistico”, “Taormina all’attenzione del mondo”, hanno osannato i titoloni di qualche quotidiano cartaceo. Come se Taormina avesse bisogno di questa “campagna promozionale turistica”.

Donald Trump a Taormina

Sul TaoG7Fest è calato il sipario. La star, come previsto, è stata Donald Trump che ha concluso la sua trasferta siculo/italiana infervorando con le sue parole i marines di stanza stabile a Sigonella. Poverini, così lontano dalle loro case Oltre Oceano per difendere Democrazia e Libertà… forse ritenute (da Trump e da quanti lo hanno preceduto) non difese a sufficienza da chi governa questo territorio (Italia, Sicilia?).

Come Trump, anche Angela Merkel ha rinunciato al tradizionale incontro con la stampa internazionale, rompendo il tradizionale protocollo che vede i leader dinanzi ai giornalisti per un breve confronto sui lavori del vertice. La cancelliera ha tenuto solo un breve colloquio con i giornalisti tedeschi, non con la stampa internazionale. Un po’ scortese, ma a lei i giornalisti perdonano tante cose.

Un “finale”, insomma, per questo TaoG7Fest quasi in sordina, che lascia scontenti tutti, in special modo Paolo Gentiloni che probabilmente sperava in un supporto “made in USA” sulla questione migranti. Donald Trump è rimasto sulle sue posizioni, quelle del “muro”, avallando la chiusura delle frontiere.

Che dire? Chissà se Taormina rivedrà, anche solo in visite “private”, i SetteMagnificiSette e il loro largo seguito, nonostante le opinioni di Angelino Alfano sul “turismo” collegato al G7…

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