Domenica 12 marzo a Catania “è vietato il gioco della palla”

Spettacolo di Danza Contemporanea Urbana

In scena domenica 12 marzo 2017, alle ore 16.00, nel Cortile Interno del Castello Ursino – Piazza Federico di Svevia, Catania

Un progetto di Danza Contemporanea sui giochi di strada di una volta, creato dal Collettivo Iddre, formato dalle ballerine Jessica Eirado Enes, Iro Grigoriadi e Marika Meoli. La performance sarà accompagnata dalle note dei musicisti Pasqualino Cacciola, Marta Famoso, Roberto Fuzio, Elisa Messina e Dario Pruiti.

Uno spettacolo di danza urbana che nasce dall’incontro con la cultura e la musica tradizionale siciliana proprio tra le strade, i vicoli, i cortili dei quartieri popolari catanesi e si nutre del rapporto con la gente incontrata durante il mese di studio e lavoro sviluppato con la Residenza d’Artista offerta dall’Associazione culturale Gammazita in seno alle attività annuali Ursino Buskers 2017.

“È vietato il gioco della palla” è un invito a ricordare, a non dimenticare, a perpetuare una nostalgia impellente che vuole rinascere presente. Un presente dove la parola “gioco” torna a vibrare come atto primario di libertà ed aggregazione. Sbirciando nel passato delle strade del centro storico catanese, vicoli, piazzette, cortili e androni, tra risa, schiamazzi, sudore e tanta fantasia, le tre danzatrici hanno presagito la morte imminente dei vecchi giochi di strada… <<e così con la lente della danza abbiamo cercato una nuova prospettiva, una pozione inedita per riportarli in vita, esplorandoli, astraendoli e rivisitandoli.>>

È vietato il gioco della palla” nasce come una forma di protesta, di provocazione, un’accusa contro la deriva che vuole tradursi in “è vietato NON giocare a palla”!

Ad ispirare il lavoro che verrà portato in scena domenica 12 marzo 2017 dentro il meraviglioso Castello Ursino sono stati proprio i quartieri popolari di Catania, che le artiste definiscono dei “veri e propri living theater” dove le regole del gioco sono rimaste quasi intatte a quelle di una volta. Qui il Collettivo Iddre ha iniziato il percorso di recupero della memoria tra gessetti, mosche cieche, giochi della campana, trottole e oggetti poveri reinventati; un percorso che le ha portate a riascoltare l’eco delle ispirazioni fanciullesche poi contaminate con la grammatica della danza. Immerse e sommerse in questo magico contesto hanno cercato di lasciare traccia di quel che loro definiscono il piccolo e prezioso <<Manifesto di Resistenza all’eutanasia tecnologia del gioco>>.

La parola gioco, oggi, è ormai divenuta sinonimo di cd, schermi luminosi e joystick, sempre più confinata tra le mura casalinghe e sempre più proiettata per essere una pratica a vocazione individuale. Nella stessa esclamazione <<Andiamo a giocare!>> risiede un verbo in movimento, un moto per luogo, prima dell’animo che del corpo, mentre adesso la massima aspirazione è un divano comodo abbastanza per non avere mal di schiena. Sono bastati gli ultimi 20 anni di “tecnolocrazia” per estinguere quasi del tutto gli archetipi del ludos, l’attività maestra che ha cresciuto ed educato millenni di fanciulli: aggregazione, interazione, confronto, condivisione, spazi aperti, attività fisica, e quel comune denominatore del sapersi inventare in qualsiasi situazione, quella fantasia che dal niente riesce a costruire infiniti mondi possibili.

Ed è proprio questo senso di nostalgia insopportabile che li ha spinte al Sud, a Catania.

Loro sono Jessica, Marika e Iro, tre danzatrici che non hanno affatto voglia di smettere di giocare.

Il progetto “Collettivo Iddre” di danza contemporanea nasce dall’incontro tra Jessica Eirado Enes e Marika Meoli nell’aprile del 2016, con la creazione di un progetto video di danza urbana “site specific”, ambientato nel centro storico di Venezia. Un primo esperimento che porta la danza in strada, creando movimenti che nascono “da e per” il luogo in cui si manifestano. Dalla necessità artistica che le spinge ad approfondire la relazione tra danza urbana e il mondo dei “giochi perduti del passato” avviene il coinvolgimento della danzatrice Iro Grigoriadi.

Jessica Eirado Enes ha 23 anni, viene da Genova e ha già vissuto a Catania per tre anni. Marika Meoli ne ha 24, è di Marsala e si è formata professionalmente a Rotterdam. Mentre la 25enne greca Iro Grigoriadi – che ha studiato Pedagogia ad Atene ed è impegnata in un progetto di servizio civile europeo in un circo per bambini di Berlino – ha calpestato suolo etneo per due anni.

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