Al lupo, al lupo

di Guido Di Stefano

 

In occidente (con l’Europa attrice e comparsa insieme) assorda sempre più la ripetitiva ma coordinata cacofonia delle voci di molti  “pastorelli pro tempore intenti a puntare l’indice a oriente mentre, atteggiando il volto a un ghigno  beffardo di falso terrore, urlano alle genti “al lupo, al lupo moscovita”. Risultati? Avvolti dal tenebroso polverone sollevato dalle tempeste orali i “saggi manovratori” spostano verso l’estremo est europeo la costruzione del grande recinto anti-lupo del terzo millennio. Non è di bambù, non è di mattoni, non è di pietrame, non è di ferro ma di  eserciti e strumenti di distruzione e morte legati caoticamente assieme da schizofreniche fantasticherie,  malcelata aggressività e menzognere vocazioni.

Tra i punti di forza giustificativi dell’arroganza annoverano il cyber-spazio e gli automatismi ad esso connessi, pur denunciando continuamente la vulnerabilità dell’universo internet ad opera di hacker (non necessariamente di potenze esterne e/o nemiche)! Piangere o ridere? Giudicate voi: quando la passata guerra fredda era al culmine il mondo fu salvato dall’apocalisse nucleare grazie a un singolo essere umano ricco di intelletto, cuore e coscienza: un ufficiale sovietico, addetto alla risposta automatica-preventiva contro attacchi missilistici, calcolò e decise che l’attacco missilistico segnalato dalla rete (automatica) di allarme era falso e bloccò ogni risposta di rappresaglia.  Aveva ragione e dimostrò che l’essere umano libero e raziocinante può stoppare gli errori della “scienza senza coscienza” e dei politici “pro tempore” o se vogliamo senza futuro e senza passato.

Purtroppo hanno moltissimi “tifosi” e rumoreggiano oltre ogni limite  tanto la scienza senza coscienza quanto la politica senza passato e senza futuro; di contro l’inestimabile fattore umano (comprensivo di intelletto, anima, cuore, verità, rispetto e giustizia) vaga solo, ramingo e sperduto .

Come ha potuto L’Europa scadere di tono e obliare la sua “noblesse”” e i connessi obblighi?

Iniziamo con il leggere in chiave moderno l’antico mito di Giove ed Europa: la fanciulla viene rapita da Giove con l’inganno, violata, resa madre e poi riceve in dono tre strumenti di guerra e di morte: un cane (da guardia) per segnalare l’arrivo dei nemici, una lancia per colpire da lontano i nemici e uno scudo per parare i colpi dei nemici. Traduciamo nelle moderne tecnologie i tre doni e abbiamo sotto i nostri occhi lo “status” dell’Europa in genere e della Sicilia in particolare.

Praticamente, sulla base documentale nota, la rinuncia alla passata “nobiltà” iniziò il 4 aprile 1949 a Washington con l’istituzione del Patto Atlantico (alias NATO) al quale seguirono (forse per gemmazione pollonifera) la CECA (Comunità europea del carbonio e dell’acciaio – trattato di Parigi 18 aprile 1951), la CEE

Il delirio dei non eletti giova ad europa (Comunità economica europea), UE (Unione europea), Euro e connesse strutture finanziarie, per arrivare oggi al “Ceta” (accordo strategico UE-Canada) dai “malpensanti” visto come un cavallo di Troia donato dai soliti (ig)noti. Tra l’altro in base ai trattati e agli annunci, sfiorando gli estremi,  il lontano Canada dovrebbe “aiutare” l’Europa nella lotta al terrorismo e la “polare” Svezia dovrebbe occuparsi del Mediterraneo.

Intanto, mentre ogni dito accusatore indica il lupo della steppa, nella “decaduta” Europa sono demoliti i recinti lasciando le pecorelle libere di vagare nei diversi pascoli e consentendo nel contempo la libera “attività” di coioti-sciacalli-iene occidentali, il libero volo di avvoltoi-corvi-cornacchie occidentali, il libero banchetto di alligatori-caimani-piranhas e (perché no) l’indeterminato afflusso di altre vite da nutrire in qualche modo. Finiranno prima le pecore a opera dei predatori o si desertificheranno i pascoli per eccesso di sfruttamento?  Forse i responsabili non hanno ancora una risposta  da dare ai bistrattati cittadini, obbligati ad accettare la doppia morale vigente: è giusto ogni atto “commesso” dal democratico occidente; è ingiusto ogni “pari” atto eseguito dai non occidentali. Oltretutto sembra proprio che a giudizio del corrente (e non condivisibile pensiero del nuovo ordine) il lupo d’oriente e altri suoi emuli siano affetti dall’insana e populista pretesa di conservare la propria identità!

Ci parlano poi tanto di accoglienza e in questo settore le voci “dello stivale” sono le più roboanti e dogmatiche.

Al che noi delle terre di Sicilia chiediamo a tutti: dove è emigrata l’accoglienza per Siciliani, Istriani, Dalmati? Non ricordiamo che ci siano state conferenze-seminari-prediche istituzionali in questo senso! E poi ancora più provocatoriamente chiediamo: qual è il valore della giustizia e dignità di 5 “gabellieri del re” ligi al dovere? Forse meno di un etto di ceci? L’isola aspetta ancora le scuse! I profughi Italiani di Istria e Dalmazia ancora subiscono e aspettano le scuse!  Che siano tutti in viaggio per Marte gli abitatori dalle parti di Roma e dintorni oppure aspettano ordini da Berlino e/o Bruxelles e/oParigi e/o Londra e/o Washington?

E siamo qui a soffrire mentre i potenti “pro tempore” ci investono con i loro suoni, riecheggiati dai loro tifosi “neo-qualcosa”.  Mentre la Sicilia in tutto il caos urlato ha guadagnato spoliazioni (quale a esempio la fagocitazione de Banco di Sicilia contemplato espressamente nello Statuto Speciale) e schiavitù (militari, politiche, ecc.) gratuite.

A questo punto chiediamo: quanti dei saggi oratori potrebbero dire con il Manzoni che “il loro genio” è “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”?

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