2^ COPPA SANT’AGATA – Il diario della corsa

di Remigio Di Benedetto

 

Sono in “crisi di astinenza” da corsa podistica da oltre 3 mesi. A dire il vero me la sono “spassata” allegramente da turista, poi le vacanze di Natale.. ma il “richiamo della foresta” del mondo podistico mi ha ancora una volta attratto e coinvolto. Con le scarpette consumate dalle 25 gare del 2016, sono “scappato” per strada a correre, ad allenarmi per potere ancora una volta competere spalla a spalla con i miei “amici-avversari”. La seconda edizione della “Coppa Sant’Agata” che lo scorso anno ha raccolto l’eredità del glorioso Trofeo Sant’Agata, è la mia prima occasione del 2017.

Sono da poco passate le 14 quando faccio il mio ingresso nel bellissimo cortile del Palazzo della Cultura in via Vittorio Emanuele; sono in corso le operazioni preliminari, c’è il ritiro dei pettorali, le “targhe” degli atleti con allegati i microchip ai quali non si può mentire, a fine gara diranno la verità dal primo arrivato all’ultimo, sono precisi e incorruttibili.

L’impeccabile organizzazione dell’Atletica Fortitudo del presidente Milotta, alle 15 e 10 inizia a squillare le trombe.. o meglio i fischietti, invitando uomini e donne che si daranno battaglia, a schierarsi sulla linea di partenza. Ancora qualche “allungo” di riscaldamento e anch’io me ne vado sotto il gonfiabile. Ma non è “partenza”, le forze dell’ordine non danno ancora l’ok; c’è qualche “ritocco” sul percorso, forse qualche veicolo da rimuovere o qualche barriera da sistemare lungo il tracciato, un circuito di un solo chilometro che impareremo a memoria nei 10 giri che ci aspettano.

Finalmente tutti i tasselli sono a posto, un colpo di pistola e i 209 atleti provenienti da molte province della Sicilia, con le loro 418 scarpette iniziano a calpestare il basolato catanese. Per quello che si può capire dalla mia posizione, “viaggio” forse nei primi cento, lo scatto del gruppo non è perentorio, non c’è nessun atleta in fuga, il gruppo dei migliori forse è in fase di studio. La salitella che troviamo alla prima svolta in via Sant’Agata tiene un poco tutti “a freno” pensando che ci farà “compagnia” per ben 10 volte. Il tracciato è “nervoso”, c’è la pavimentazione sconnessa che ci fa “ballare” senza musica, ci sono molti cambi di direzione e poi c’è la “forca caudina”della via Birreria dove la strada è larga 2 metri o poco più, con buche “rappezzate” alla meglio per l’occasione, con evidente asfalto nuovo. Finalmente usciamo “a riveder le stelle” di fronte al “Tempio della Musica” catanese e godiamo della bella pavimentazione prima di difetti, della via Teatro Massimo. I cinquanta metri della via Ventimiglia ci riportano alla traballante realtà delle sconnesse strade catanesi e l’asfalto della via Vittorio Emanuele in buone condizioni, ci riporta sotto il gonfiabile.

Presa confidenza con il percorso nel primo giro, affronto il secondo al ritmo che spero di mantenere fino all’ultimo, ma non è facile perché si sgomita ancora abbastanza, specialmente nelle svolte e nella strettoia della via Birreria dove c’è un “ingorgo” di podisti che costringe a rallentare. Nella piazza Teatro Massimo trovo il rifornimento di acqua, ma non c’è caldo, la disidratazione è minima e io procedo come un cammello senza usufruirne.

Siamo al terzo giro e lasciati per strada i miei iniziali compagni di viaggio, Giuseppe Failoni (Atletica Sicilia) e Giuseppe Intilisano (Jonia Giarre), sono alla ricerca di punti di riferimento o meglio di punti di appoggio che mi aiutino a tenere i 4 minuti e mezzo al chilometro che mi prefiggo di sostenere fino alla fine.

Quando imbocco per la terza volta la via Vittorio Emanuele una ventata di gioventù mi supera, c’è il passaggio della testa della corsa: il “solito” Luigi Spinali (ASD Augusta club), vincitore della manifestazione nel 2016, sta “volando”, sembra quasi non tocchi terra, è un podista “aircraft”; l’andatura sarà di poco superiore ai 3 minuti al chilometro. Al suo inseguimento a breve distanza  c’è Alessandro De Gasperi (U.S. Monte Baldo) un iron man in “trasferta” a Catania e Alessandro Vizzini (U.S. Monti Rossi Nicolosi) .

La mia corsa prosegue, i giri si susseguono, la salitella della via Sant’Agata sembra più ripida a ogni passaggio, la “strettoia” della via Birreria sembra più stretta ogni qual volta la attraverso e il gonfiabile sembra più lontano ogni volta che imbocco la via Vittorio Emanuele, sono tutti “scherzi della fatica”.

Al sesto giro Luigi Spinali “mi saluta” per la seconda volta, oramai ha fatto il vuoto dietro di sé, la coppia degli inseguitori, i due “Alessandro”, De Gasperi e Vizzini è già a 50 metri.

Anche la mia corsa prosegue, certamente non “volo”, ma sto tenendo il ritmo che mi prefiggevo; al settimo passaggio il mio crono segna 31’17”, sono qualche secondo sotto la media programmata. Sto “sfruttando” la scia della simpatica Francesca Grigorio (Sport Etna Outdoor) che con la sua maglietta coloratissima è ben visibile a distanza.

 Mentre i vincitori della Coppa Sant’Agata, Luigi Spinali al maschile e Clara Tasca (ASD Catania 2000) al femminile hanno già tagliato il traguardo, io cerco la forza di proseguire la mia “impresa”, il crono al nono giro è ancora sotto la media di 4 secondi, sono pochi ma dovrebbero essere sufficienti.

Quando affronto l’ultimo giro, la salitella di via Sant’Agata sembra avere una pendenza del 30%, le sconnessioni del basolato sembrano macigni insormontabili e la via Birreria mi appare come un cunicolo strettissimo. Mantenere la scia di Francesca è sempre più difficile, forse è impegnata in un rush finale per fare un ottimo tempo o forse è all’inseguimento di qualche altra “femminuccia”,  stare al suo passo mi è impossibile.

Quando imbocco per la decima e ultima volta la via Vittorio Emanuele, la visione del gonfiabile dell’arrivo mi dà la spinta per un’accelerazione finale, taglio il traguardo in 44’54”, sei secondi sotto il tempo programmato e “soli” 12 minuti dopo il vincitore di questa bella manifestazione.

E a proposito della bella e ben riuscita manifestazione, grazie all’ASD Atletica Fortitudo Catania del simpatico presidente Milotta e grazie a tutti coloro che hanno contribuito al buon svolgimento della manifestazione. L’appuntamento è al prossimo anno.

 

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