Presidenza UE a Malta. Se la Sicilia fosse uno Stato…

di Salvo Barbagallo

 

Malta: popolazione 423.282 abitanti, Area: 246 km². Sicilia: popolazione 5,082 milioni di abitanti, Area: 25.711 km². Malta uno Stato, Sicilia una regione d’Italia.

Il Primo Ministro maltese, Joseph Muscat

La Repubblica di Malta dal 1° gennaio ha assunto la Presidenza dell’Unione Europea per il semestre di turno e si troverà a guidare l’attività del Consiglio per affrontare alcune tematiche chiave del momento, fra quali le politiche migratorie, la sicurezza, procedure della brexit, cooperazione fra gli Stati membri, mercato unico, con l’imminente appuntamento a La Valletta (inizio di febbraio) del nuovo vertice post-Bratislava per ridefinire la roadmap dell’Europa. Secondo quanto annunciato dal governo maltese, sarà la questione migranti, in particolare la riforma di Dublino e del sistema di asilo europeo su cui ci sono divisioni estreme tra gli stati membri e per cui Bratislava ha introdotto il concetto della “solidarietà flessibile” a cui l’Italia è fortemente contraria in quanto rischia di lasciare l’onere dei migranti solo sui Paesi d’ingresso. La nuova Presidenza UE intende portare avanti la lotta contro l’immigrazione clandestina, ma spingerà anche per implementare le decisioni del Consiglio sulla ricollocazione di 160.000 persone richiedenti protezione internazionale.

Malta è entrata nell’Unione Europea nel 2004, l’anno in cui i Paesi Ue passarono da un giorno all’altro da 15 a 25, in un clima di euforia europeista. Da quel maggio di 13 anni fa le cose sono cambiate, tutto è cambiato e l’Unione non gode di ottima salute per i troppi contrasti al suo interno e al suo esterno. In precedenza, nel 1995, Malta era entrata nella Partnership for Peace (PfP) della NATO, per uscirne un anno dopo e poi rientravi nel 2008.

Come ricorda Maria Antonietta Calabrò su Huffington Post, Malta è una piccola isola-ponte tra mondi diversi: è membro dell’Unione europea ma appartiene come paese indipendente al Commonwealth, e in passato quasi un protettorato libico ai tempi di Gheddafi, e prima ancora un paese non allineato. Malta sempre al centro degli interessi internazionali: agli inizi di dicembre del 1989 nel porto di Marsaxlokk  venne posta la parola “fine” alla Guerra fredda con il vertice tra il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov e quello americano George Bush a bordo dell’incrociatore sovietico ‘’Slava” e, nel secondo incontro, a bordo dell’ammiraglia della Sesta Flotta, l’incrociatore “Belknap”. Da non dimenticare ancora che dal 2011, gli USA di Obama hanno fatto di Malta e del suo arcipelago una vera testa di ponte nel Mediterraneo con la costruzione di una nuova ambasciata in un enorme compound fortificato al centro dell’isola, nei pressi di Ta Qali. E ciò è avvenuto in coincidenza con l’inizio delle Primavere arabe e in particolare con l’insurrezione in Libia. Una storia che la dice lunga sull’importanza che il ristretto arcipelago di Malta ricopre nello scacchiere del Mediterraneo. Il compito di guida del semestre al Consiglio Ue affidato da meno di tre giorni a Malta si è molto ridimensionato negli ultimi anni con la cessione delle questioni politiche generali al presidente permanente del Consiglio Europeo (attualmente il polacco Donald Tusk) e quelle di politica estera all’alto rappresentante, Federica Mogherini. Ma resta comunque quello di una mediazione fra le posizioni dei 28 Paesi su delicate questioni come quelle economiche, del commercio, delle politiche energetiche, e della politica migratoria.

Palermo

E la Sicilia? La Sicilia sta a guardare quell’isola di Malta distante appena dieci minuti reali di volo, distante appena un centinaio di chilometri via mare, quasi con invidia mista ed ammirazione: uno Stato con una popolazione complessiva inferiore a quella di una città metropolitana come Catania, una Repubblica i cui abitanti vivono nel benessere e che ha spinto migliaia e migliaia di Siciliani a trasferire in quel modesto territorio (privo di effettive risorse naturali) attività e famiglia.

Se la Sicilia fosse uno Stato cosa potrebbe fare con tutte le risorse “potenziali” che possiede? Forse lo stato delle cose non muterebbe, perché non è il territorio che fa uno Stato, ma chi lo abita, soprattutto chi lo governa. Evidentemente Malta ha avuto ed ha ottimi governanti se, nel tempo, è riuscita a mantenere una “sua” specifica centralità nel Mediterraneo. Una “centralità” che avrebbe potuto (e dovuto) avere la Sicilia, se non avesse perduto la sua grande occasione nel 1946, quando le venne “concessa” una (falsa) Autonomia per eludere una (vera) “indipendenza” da quasi l’intera popolazione siciliana richiesta.

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