Berlino, Ankara, Aleppo, eccetera: la morte la fa da padrona

di Salvo Barbagallo

Germania. Lunedì sera (19 dicembre, quasi vigilia della ricorrenza della Natività) un camion ha travolto decine di persone in un affollato mercato di Natale nei pressi della Chiesa del Ricordo nel quartiere di Charlottenburg, nel centro di Berlino Ovest. Il bilancio definitivo è di 12 morti e 48 di feriti, molti dei quali in gravissime condizioni. Due le persone a bordo del Tir, uno rimasto ucciso nello schianto, l’altro fuggito a piedi è stato arrestato vicino al luogo dell’attacco.

Turchia. Sempre lunedì sera (19 dicembre) ad Ankara l’ambasciatore russo Andrey Karlov viene assassinato a sangue freddo mentre stava tenendo un discorso all’inaugurazione della mostra fotografica “La Russia vista dai turchi” nella capitale turca. Un uomo elegante, in giacca e cravatta, seduto proprio dietro di lui, gli ha sparato più volte. Anche altre persone, almeno 3, sono rimaste ferite. Dopo l’attacco l’attentatore, un giovane poliziotto, è stato ucciso dalle forze speciali turche.

Siria. I fragili accordi che saltuariamente e con difficoltà vengono raggiunti per evacuare i civili dalla città martoriata di Aleppo, non reggono. Gli ultimi cento autobus siriani inviati per raccogliere la popolazione disperata vengono bruciati e i cecchini seminano morte. Da quando l’evacuazione è ripresa sono andati via in pochi, da 40 a 50 mila persone sono rimaste in attesa di essere salvate, intrappolate fra le macerie, senza casa, senza cibo, costrette a dormire per strada con temperature che di notte scendono sotto zero-

Eccetera. Se si volge lo sguardo anche altrove, anche in altre zone “calde”, si ritrovano le stesse condizioni di orrore, anche se spesso non appaiono per giorni notizie sui mass media. E’ il caso di quanto accade in Libia, è il caso della lotta al terrorismo jihadista che oggi registra “successi”, ma che provoca paura appena un avvenimento tragico si verifica a smentire la speranza che tutto sia stato risolto. Ed invece nulla è stato risolto…

Allora. Allora Berlino riporta alla memoria gli attentati di Nizza, di Parigi, di Londra nelle loro cadenze temporali, l’assassinio del’ambasciatore russo ad Ankara ci rammenta quando misteriose siano le strategie della destabilizzazione nei Paesi-chiave dove si stanno giocando i destini di intere popolazioni, e la disperazione di Aleppo ci sottolinea che non è con la forza delle armi che si può portare e trovare la pace.

Significativo e “anomalo” nel silenzio dei commenti, c’è apparso un “documento” diramato dall’Ancient Accepted Scottish Rite for the Mediterranean Jurisdiction in occasione del Solstizio d’Inverno, che invita i massoni dell’area del Mediterraneo alla riflessione sul ruolo della Massoneria Universale in riferimento ai tragici avvenimenti che stanno sconvolgendo i territori dei Paesi bagnati dall’ex Mare Nostrum. Nel documento si legge:

Siamo in guerra e la guerra trascina con sé morte e distruzione. Siamo in guerra anche se quanti di noi non abbiamo avuto la casa distrutta da bombardamenti o perduto un figlio o una figlia o l’intera famiglia, ancora non ce ne rendiamo perfettamente conto. La violenza è intorno a noi, abusa nelle sue mille forme dell’individuo, ma noi quando non siamo colpiti direttamente facciamo finta che non ci tocca e non ci toccherà mai. Una sorta di stupida cosciente/incosciente stupidità ci sovrasta e ci creiamo alibi per guardare altrove, dove riteniamo non possa esserci il dolore, ci ostiniamo a credere che esistono paradisi dove ci si possa rifugiare. E intanto tutto crolla. Ci piangiamo addosso nel migliore dei casi, e non reagiamo, avviluppati in un fatalismo che, a poco a poco, si sta trasformando in un velario mortale. Pochi di noi si chiedono come sia possibile rimanere inerti, anche se non insensibili, di fronte al disastro che non colma i vuoti dell’indifferenza e dell’inefficienza, ma travolge le ultime energie vitali (…).Bisogna prendere atto che il sogno di un Mediterraneo di pace appare viepiù soltanto un’aspirazione fantastica, ove si consideri la odierna inesistenza di entità statuali credibilmente autonome, la strumentalizzata e artificiosamente creata radicalizzazione dell’Islam, la vacuità interessata della politica estere della Unione Europea, il drammatico isolamento dell’unica realtà autenticamente libera, ovvero lo Stato di Israele, la folle e perdurante scelta politica degli organismi internazionali nella promozione delle migrazioni di milioni di esseri umani, e, in ultima analisi, l’impossibilità nelle condizioni date, di porre argine a tali epocali fenomeni. 

Il Mediterraneo potrà aspirare a divenire “un mare di pace” quando sarà vinta la propensione delle Potenze Massoniche mondiali all’affarismo tout court e dall’interessato supporto ai disegni mondialisti  della grande finanza che, con esse finiscono con l’identificarsi. 

Ai gruppi massonici non contaminati da tali prospettive non resta che un’unica possibilità: lavorare sul piano della ricostruzione di una cultura delle coscienze collettive, che, nella loro autenticità e forza, possano interagire, fuori dall’ottica della prevaricazione, ma con un dialogo costruttivo di opportunità (…).

Il commento ai nostri lettori.

 

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