Scandalo senza fine

di Salvo Barbagallo

 

Valter Vecellio, giornalista e attivista radicale, ha raccolto in un volume una serie di suoi interventi in un volume dal titolo emblematico “Scandalo senza fine” (Edizioni leStrade Bianche di Stampa Alternativa). È un volume che è dedicato a Marco Pannella ma è diretto a tutti gli Italiani “pensanti”, almeno a tutti quegli Italiani che si ostinano a ragionare con la loro testa.

Valter Vecellio
Valter Vecellio

In realtà si tratta di un libro che è un tributo (mia personale interpretazione) al significato della Libertà, al significato del Dovere, inteso come impegno primario dell’Uomo. Il titolo del libro è riferito a Marco Pannella e i radicali: sessant’anni di inauditi scandali, dallo “scandalo” quando nel 1974 Pannella interviene in Rai e per la prima volta si parla di divorzio, aborto, omosessualità, obiezione di coscienza, legalizzazione della droga, allo “scandalo” di dialogare con il fascista Giorgio Almirante, allo “scandalo” di candidare “Cicciolina”, o di candidare Toni Negri e altri leader di Autonomia Operai detenuti, eccetera.

Senza fraintendimenti, il libro non vuol essere (e non è) una glorificazione di Pannella e dei Radicali, è soltanto (!) un continuum di riflessioni nei diversi momenti che hanno caratterizzato la vita di Pannella e di quanti lo hanno seguito sino alla sua scomparsa.

E sono queste riflessioni che ci fanno presentare questo articolo come “Editoriale” e non come recensione di scritti divulgati in forma di libro, riflessioni che estrapoliamo a brevi tratti, che facciamo “nostre” perché le condividiamo e che rassegniamo ai nostri lettori così come Valter Vecellio le offre.

Se manca la capacità di sognare (…) domandare, chiedere, insistere è parte della nostra natura, di quanti non si accontentano e non si rassegnano allo status quo. Qui sta il “sogno”. Il “sogno” di chi non si rassegna a gestire e ad essere governato dall’esistente (…) l’essere sta nell’essere. Nel cercare di dare corpo a quello in cui si crede: oggi come se fosse la prima volta, e davanti a noi ci fossero poche ore. Avendo memoria della nosra storia e fiducia per quello che ci riserva il futuro, consapevoli del nostro presente (…).

Diritto umano alla conoscenza. (…).Quanto al diritto alla conoscenza, basti dire che in Italia non esiste neanche una legislazione che assomigli a quella che nei Paesi anglosassoni regola il “segreto di Stato”, e che non sappiamo neppure quanti segreti di Stato sono stati opposti dall’inizio della Repubblica, e in quali materie (…).

La lezione di Ventotene. (…) Nel parlare di Stati Uniti d’Europa, sarebbe opportuno fare tesoro, oggi più che mai, della lezione di Fernard Braudel e i suoi preziosi studi sul Mediterraneo, gli “spazi” la storia, i suoi abitanti e le sue tradizioni. Da sempre il Mediterraneo è il crocevia di mille avvenimenti; da secoli popoli e culture che si mescolano, in un processo di reciproco arricchimento. Quegli studi di Braudel non sono solo una preziosa ricostruzione dei processi di osmosi che hanno dato vita alla civiltà mediterranea: sono una fonte di conoscenza che costituiscono anche una chiave di lettura e interpretazione del presente (e del futuro, anche), e si traducono anche in strumento di iniziativa politica. Ogni giorno da quei Paesi arabo-musulmani che si affacciano nel Mediterraneo, ma anche dall’Africa sub-sahariana, e altrove, giungono notizie terribili, tremende; però se ne parla, se ne discute, e ci si confronta solo se e quando coinvolgono un italiano, o se si tratta di atti terroristici in qualche città d’Europa; e anche le “risposte” che si studiano, si propongono e spesso si attuano, sono “muscolari”, militari; guerre non dichiarate, operazioni “sporche”, inquietanti strette legislative di carattere securitarie (…).

Il dubbio, cioè la conoscenza, ovvero la follia. (…) Il dubbio come scudo di protezione, strumento di contrasto opposizione al fanatismo e alla stupidità, arma da sempre dei farisei e dei “sacerdoti” di ogni risma e colore. (…) Il problema diventa come riuscire a non cadere vittime di questa disperata situazione; come assicurare  che non sia stanca lamentazione quella “spes contra spem” che da sempre Marco Pannella mutua da Paolo da Tarso. Essere speranza e non “limitarsi” ad avere speranza (…).

Un congresso straordinario. In carcere. (…) un difficilissimo compito, quello di continuare una politica “nuova” che al tempo stesso è quella di sempre; quello di cercare a continuare a cercare “possibili” percorsi senza timore di apparire zig-zaganti e contradditori; quello di non stancarsi di coltivare alleanze di “unione”, e non di posticcia unità; alleanze e unioni fondate più su valori che su principi; acquisire la consapevolezza che tutto questo lo si deve imparare a farlo da soli (…) Tutto questo per conquistare l’ennesima concreta utopia: un nuovo diritto umano da aggiungere alla lista  di quelli scolpiti nella Dichiarazione Universale: il diritto alla conoscenza. E’ questa la nuova frontiera (…).

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