Perché la Russia no?

di Guido Di Stefano

 

Perché la Russia non è accettata per contribuire al bene dell’Europa e del mondo intero? Perché l’Occidente, che si autoproclama “buono”, la vuole emarginare e forse anche schiavizzare?

Cerchiamo una risposta tra le pagine “scarabocchiate, stropicciate, strappate, negate, nascoste, falsate e all’uopo cancellate” della storia.

Si ritiene che la Chiesa russa trovi origine con il battesimo del principe Vladimir I di Kiev nell’anno di grazia 988. In un certo senso iniziava una “occidentalizzazione” mai pienamente e accettata dall’occidente, come dimostrano i fatti. In ogni caso con un Vladimir iniziò una svolta epocale e poco importa che al giorno d’oggi Kiev non sia più parte della Russia.

Non durò poi tanto a lungo il feeling con il mondo dei “perfettini” occidentali. Il potere come tale e ancor più come manifestazione ed esibizione corrompe gli animi e le menti, corrode legami e unioni, separa e allontana: la umana volontà di imporre il pesante giogo materiale (e poco divino) del potere romano più che per statuizione divina per bramosia di impero terreno tra anatemi e controanatemi allontanò da noi i fratelli Russi: correva l’anno 1054. Chissà forse gli slavi temevano che potesse verificarsi in loro danno qualche “donazione di Sutri in salsa orientale” o chissà cosa, come successo il Italia tre secoli prima.

Certo almeno loro si risparmiarono il non condivisibile onere delle crociate e l’ignominia delle inquisizioni, semplici pretesti per massacrare , depredare, “servire” il denaro e il potere.

Nonostante ciò non partirono gli orsi siberiani per saccheggiare l’Europa.
Soffrirono anche i Russi delle aggressioni dell’impero ottomano in espansione, come soffrì parte (solo parte) dell’Europa mentre tante goderecce comunità supportavano, simpatizzavano o quanto meno guardavano con fiducia alle distruzioni ottomane. Chissà perché la stampa e le prediche dei regimi hanno praticamente dimenticato (e in parte “edulcorato”) dette pagine di storia.

Strano: popoli che debbono quasi tutto alle radici oriental-mediterranee vedono il nemico e i demoni solo a oriente!

Pietro il Grande, zar di tutte le Russie, provò ad avvicinare, anzi ad “allacciare” il suo popolo, la sua nazione agli usi occidentali, subendo l’ironia di vanitosi, vanagloriosi, vuoti, ipocriti occidentali, totalmente dimentichi di ogni insegnamento proveniente dalla decantata cultura occidentale. I nostri fratelli occidentali che continuamente hanno cercato di mascherare i loro crimini con la volontà divina.

In ogni caso ricordiamo che c’è tanta cultura e tanta arte dalle parti del “da”.

Comunque scorriamo velocemente le pagine.

Mentre l’Europa era avviluppata in una fitta rete di trame e intrighi (con la partecipazione attiva delle terre di oltre Manica) l’imperatore Napoleone nel 1812 decise di sterminare la sua grande armata (600.000 uomini partirono) nel delirante sogno di conquistare la Russia. Fu un’aggressione, finita male; ma crediamo proprio che l’aggressore non era Russo.

Scorrevano gli anni e gli aggressori (secondo i mainstream occidentali) Russi continuavano ad avere problemi con gli Ottomani. Ghiotta occasione per i “superiori” occidentali ed ecco servita la guerra di Crimea dal 1853 al 1856, un mix di politica-religione-imperialismo: lo zar contro tutti e cioè Ottomani, Francesi, Inglesi, Piemontesi! Ma non sarà che gli impavidi occidentali che lottarono a Sebastopoli e dintorni avevano antenali tra gli orsi siberiani?

Ma tutto passa e si presentano le calamità naturali, che mettono alla prova le virtù umane.
1908: a seguito del terremoto con maremoto a Messina primi soccorritori sono i marinai zaristi Russi. Ma come, gli eterni cattivi (secondo le menzognere definizioni occidentali) corrono in aiuto dei bisognosi? Ma questo è un atteggiamento dei vecchi cavalieri senza macchia e senza paura! I conti non tornano proprio!

Ed ecco che arriva l’attentato di Sarajevo: faceva forse parte di una macchinazione intercontinentale occidentale? Non lo sapremo mai, ma è certo che portò a una sanguinosa e logorante guerra mondiale. Beneficiari? Sembrano essere stati quelli che meno hanno pagato in vite umane.
I Russi si “sgangiarono” a seguito della rivoluzione di ottobre (che vide “girovagare” in Russia anche degli yankee come dicono le male lingue). E da quel momento furono tosto e ingiustamente “classati” come dei demoniaci atei: ne abbiamo sentiti proclami e prediche in quel senso. Semplicemente assurdo e immotivato: dopo settanta anni di comunismo si è trovato un popolo russo più cristiano degli occidentali.

Comunque poi è seguita la seconda guerra mondiale, i cui contorni sono ancora molto indistinti e di indefinita confezione. Dicono i dietrologi che doveva servire a distruggere tutta l’Europa (da ovest a est). Però determinante fu il sacrificio del popolo russo che pagò un pesantissimo tributo di sangue, facendo “arricchire” ancora una volta chi meno aveva sofferto.

Ci furono gli accordi di Yalta e poi il trattato di Parigi, entrambi dilentemente “glissati” sistematicamente dai buoni occidentali.

Seguì la creazione della NATO (definita difensiva contro i cattivi d’oriente, per la gioia e la ricchezza di pochi occidentali) cui fu contrapposta per esigenze geo-politiche il patto di Varsavia (subito definito aggressivo).

Vennero anche i fatti d’Ungheria per una rivolta “non colorata e non profumata” (allora non si usava), le cui precise responsabilità sono secondo noi ancora da definire. Certo è che allora ci fu chi inneggiò alla reazione sovietica: personaggi oggi adoratori degli dei americani!

Ora viviamo un’epoca tormentata da rivoluzioni dalla strana spontaneità, atteso che colpiscono fulmineamente chi non si mette prono davanti ai poteri che non appartengono e non amano l’umanità. Guerre, stragi, esodi indotti: c’è di tutto e peggio, ma i responsabili non pagano e contro di loro non si applicano sanzioni e boicottaggi (anche sportivi, anche olimpionici).

Ma per la Russia no! Ha pagato per l’Afghanistan e paga ora per la Siria e per altri posizionamenti, almeno questa è la nostra convinzione. E confrontando i fatti con le azioni e le dichiarazioni dei poteri politici, finanziari e religiosi occidentali siamo assaliti dai dubbi.

Che abbia totalmente ragione Gorgia da Lentini quando dice che “la verità non esiste”? Sarà vero che il Cristo ha detto “io solo la verità”? Saranno veri i passi biblici che recitano “sono grande nella misericordia e lento nell’ira”? Perché agli yankee e ai loro vassalli è consentito di fare come fosse “bene” tutto quello che fatto dagli altri è “male”? Cos’è questa “ventata” libertaria e liberticida insieme, di ricchezza e depauperamento, di vita (per i “castellani”) e morte (per i “servi della gleba”), ventata che rischia di spazzare e spezzare il mondo?

Noi preferiamo affidarci al cauto ottimismo di Einstein e alla sua fede sull’Essere superiore al di sopra del creato; di contro temiamo che l’occidente stia tagliando le sue radici, quelle radici che lo hanno fatto grande.

E forse ora possiamo rispondere alla prima domanda.
Non che la Russia sia terra di perfezione assoluta e santità; è terra però che non ha tagliato le radici della pianta culturale dell’occidente, di quell’occidente a cui aspira unirsi da secoli. E questo ai poteri oscuri non piace, evidentemente.

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