Collegamenti Sicilia: in 10 anni non è cambiato nulla. Anzi…

di Vincenzo Poma

 

Si parla poco di sviluppo e di “mancato” sviluppo in Sicilia, si parla ancora meno della situazione dei collegamenti all’interno dell’Isola e dei collegamenti con il Continente. Ci ricordiamo un articolo pubblicato dieci anni addietro su questo giornale quando si presentava in forma cartacea, e abbiamo dovuto riscontrare che da quanto scritto allora ad oggi non è cambiato nulla. Anzi, le cose sono peggiorate. I collegamenti stradali, tra scandali presunti e veri, sono andati peggiorando, la rete ferroviaria, dopo qualche lieve miglioramento (vedi la Catania-Palermo) ha subìto tagli invece di potenziamento, a Messina i passeggeri sono costretti a scendere dai vagoni per risalirvi una volta giunti al di là, sul Continente. Il Ponte sullo Stretto? La sua realizzazione una “bugia” continua, non-stop da parte dei ministri di turno. Catania, oggi “Città metropolitana”, attende ancora il completamento di tratte i cui lavori dovevano essere ultimati anni e anni addietro, il capoluogo ha perduto la sua “Autorità Portuale”, concessa ad Augusta, dell’Interporto non si conosce il destino, lo scalo aereo etneo vede nel suo ente gestore, la SAC, le solite e tediose lotte di potere nel rinnovo degli organismi amministrativi. Noi ci chiediamo se vale la pena ri-scrivere le cose che abbiamo già scritto tante e tante volte, nell’indifferenza dei politici e di una classe dirigente che a tutto pensa fuorché all’interesse della collettività.

Parlare, dunque, di sviluppo della Sicilia? Forse è come parlare del sesso degli Angeli in questo momento in cui avvenimenti di natura internazionale condizionano la vita quotidiana. E pur tuttavia è doveroso parlarne: qualcuno, prima o poi, comprenderà pienamente la gravità della situazione.

Noi, intanto, dopo la photogallery, ri-proponiamo l’articolo pubblicato da La Voce dell’Isola il 16 settembre del 2006.

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Per incentivare lo sviluppo di Catania

bisogna risolvere il “nodo Trasporti

 

di Vincenzo Poma

 

trasportiAeroporto, porto, interporto e ferrovia di superficie costituiscono i nodi fondamentali per il possibile sviluppo dei trasporti a Catania e in Sicilia. La posizione geografica privilegiata può consentire alla città di Catania di assumere un ruolo di leadership nel comparto, ma ancora le strutture sono inadeguate, insufficienti, spesso inesistenti.

Lo scalo di Fontanarossa, come è noto, viene utilizzato dalle province della Sicilia orientale (e anche da Agrigento) principalmente per il trasporto veloce dei passeggeri, ma non viene utilizzato al meglio (allo stato attuale, o forse perché nessuno ha curato questo segmento) come scalo merci: vista la vicinanza all’Interoporto (progetto da tempo approvato anche per l’impatto ambientale, localizzazione prospiciente stazione ferroviaria Bicocca, dovrebbe essere in fase esecutiva propedeutica ai lavori di realizzazione), potrebbe costituire una soluzione avanzata nel trasporto-smistamento merci.

La funzione dell’Interporto, si ricorda, è quella di raccogliere le merci provenienti dal Continente per smistarle sul territorio isolano, e viceversa. E’stato approvato dalla Regione nel 2003 il Piano Interporti Siciliani, già finanziato l’Interporto di Termini Imerese: per la realizzazione di questi due Interporti non passeranno– ad essere ottimisti -meno di cinque anni. Un Interporto “privato” esiste già da alcuni anni: lo ha realizzato la società catanese “Cmc” in collaborazione con le Ferrovie dello Stato, snodo l’ex stazione ferroviaria di Cannizzaro: raggiunge già Trapani, via Catania-Messina (su ferrovia) raggiunge Milano e l’intera Europa. Il porto di Catania gode di una posizione veramente strategica, ma nessuno bada (qualche Carneade, comunque, c’è sempre) a potenziare la “via del mare”, che potrebbe risolvere i problemi del nodo stradale Salerno Reggio Calabria. Utilizzando il porto di Gioia Tauro, i Tir potrebbero essere imbarcati in questo punto nevralgico della penisola e raggiungere Catania, e viceversa per completare l’arco dello smistamento merci da e per il Continente. Tutto ciò per non parlare sempre della posizione geografica di Catania, al centro dell’area del Bacino del Mediterraneo: la miopia dei politici (o qualcos’altro di ancora più negativo) rallenta il processo di sviluppo dei trasporti dall’Europaall’area del Mediterraneo.

Tutto ciò per quanto attiene la problematica generale dei trasporti che vede Catania al centro del nodo dei trasporti in Sicilia e per la Sicilia, e dalla Sicilia per e da il Continente.

Se lo scenario complessivo regionale è cupo, la situazione per quanto concerne Catania-capoluogo-hinterland-province limitrofe non è migliore. Anzi, è più grave. Catania-capoluogo è soffocata da un traffico veicolare in continua crescita, i trasporti urbani risentono di una condizione che è al limite del collasso. Mancanza di parcheggi, arterie urbane e di collegamento assolutamente carenti con la provincia etnea e province limitrofe (Siracusa, Ragusa, soprattutto), provocano quotidianamente il caos che la collettività conosce perché lo paga direttamente. La prospettiva “promessa” dai politici della soluzione ai problemi del traffico di una Metropolitana realizzata in tempi brevi, non si è verificata. Alcune tratte del Metrò catanese da tempo dovevano essere in fase di ultimazione: così non è stato.

Basti prendere, ad esempio, la tratta da piazza Galatea a Piazza Giovanni XXIII, i cui lavori dovevano essere completati alla fine del 2005, mentre ora si apprende che saranno ultimati nel 2007; i lavori per la tratta Piazza Giovanni XXIIIPiazza Stesicoro dovevano prendere il via già nel 2004, ed ancora è tutto fermo. Si parla di tratte della Metropolitana catanese già finanziate, che hanno fatto esultare i politici del tempo, attribuendo alla loro capacità di interessamento presso il Governo nazionale l’erogazione degli stessi fondi.

Ora si parla di investimenti notevoli che imprese francesi vorrebbero indirizzare sulla Circumetnea: vengono in mente altre promesse, altri progetti commissionati (e pagati profumatamente dai nostri Enti pubblici) per realizzare le “grandi opere”, panacea dei mali del traffico della città Catania-capoluogo.

Lo scetticismo è d’obbligo.

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