Sicilia e dintorni devastati dagli O.G.B. e dai segreti

di Guido Di Stefano

Tutti sanno dov’è la Sicilia. Ben pochi però ne conoscono storia, cultura, identità, valore, diritti, aspettative e speranze. Molti regimi Le sono stati ostili e, sottovalutandola, l’hanno angariata e svenduta in un crescendo di tipo esponenziale (specie dal dopoguerra); o per dirla chiaramente con terminologie correnti l’hanno resa vittima di “stalking, mobbing, spoliazioni, tradimenti e razzismo anzi becera siculo-fobia”.

Considerata la posizione altamente geo-strategica dell’isola per dintorni intendiamo “in primis” tutte le nazioni che gravitano sul bacino del Mediterraneo e a seguire anche tutte le altre nazioni alle prime in qualche modo interessate e “connesse”.

A questo punto “decriptiamo” l’acronimo OGB: Occidentali Giuridicamente Bipolarizzati e per i segreti indichiamo tutti gli atti furbescamente e/o colpevolmente “tombati” con l’etichettatura del segreto di stato.

Con “Occidentiali” si possono identificare tutti i potenti che usano e abusano della loro posizione dominante (economica, finanziaria, politica, istituzionale in genere) quelle poche migliaia di persone che, con l’ausilio più “interessato” che ideologico di forse due decine di milioni di “umani” (almeno nelle fattezze esterne).

Con “Giuridicamente” ci riferiamo al modo di “trattare” lo “ius”, di latina memoria, in tutte le accezioni originarie della parola: diritto, legge, giustizia, tribunale, privilegio, facoltà, potere, autorità.

Nel novero  “Bipolarizzati” troviamo idoneo inserire tutti gli occidentali (siano essi potenti a vario titolo o “ausiliari” dei potenti) che vogliono imporre la loro assolutistica visione del mondo, quasi un dogma soprannaturale e “genetico”: loro (e gli amici di turno) sono i buoni e gli altri (quelli che reclamano per il rispetto di una  “immeritata”  umanità) sono i cattivi; i buoni sono i detentori del nuovo “ordine unipolare” e gli altri (i cattivi) sono da eliminare o schiavizzare; gli uni a fare il bagno nell’oro e gli altri a sguazzare nei fanghi della miseria.

Accoppiando opportunamente lo ius e la polarizzazione degli opposti contrari (impuniti e puniti, ricchi e poveri, carnefici e vittime, innocenti (amici) e colpevoli (nemici) , ecc.) sta dilagando negli usi correnti (nel frastuono di tanti “media”) la tirannica e pericolosa usanza di interpretare dolcemente (trattati, leggi, regole, responsabilità, incompatibilità, delitti e castighi) per gli amici e di applicare spietatamente (gli stessi) per i non amici.

E dove non basta il semplice aggiramento del diritto si supplice con l’obnubilazione (o meglio sepoltura) dei fatti: il famigerato segreto di stato scatta a rendere ancor più impunibili gli impuniti e a irridere le vittime e gli altri cittadini (future vittime) in ogni desiderio di verità e giustizia.

Insomma sembra proprio che , in conseguenza  del proliferare e dilagare degli OGP,  il modo, l’Europa, l’Italia, la Sicilia stanno percorrendo sempre più velocemente il sentiero imboccato qualche secolo addietro, sentiero che conduce nel profondo baratro della più disumana  autocrazia, adusa a “interpretare e applicare” a “onore e gloria” dei potenti di turno. E’ triste e preoccupante constatare che la Sicilia è sfruttata come lo zerbino d’Italia, a sua volta “livellata” a zerbino d’Europa, fiera del trattamento riservatole di zerbino degli USA: e sopra tutti le tenebre.

Così tanto per dilettarci presentiamo alcuni “fatterelli” che hanno toccato nei secoli la Sicilia, regolarmente ammantati di mistero e/o di bipolaristica trattazione.

21 maggio 1860 muore in combattimento il patriota “unitarista” Rosolino Pilo colpito alla nuca da un proiettile di rimbalzo (così si è detto senza incinfutabili dimostrazioni balistiche).

Quasi “a seguire” il  4 marzo 1861 Ippolito Nievo  (“storico” e contabile della spedizione dei mille) “sparisce” con casse di documenti (relativi alle spese della liberazione della Sicilia) e con l’intero vascello (equipaggio compreso) in navigazione davanti al golfo di Napoli.

Citiamo velocemente l’oro (e i tesori) del Banco di Sicilia e di enti religiosi e, se si vuole, attività produttive che si involarono per altri lidi.

Sorvoliamo sui crimini commessi contro i Siciliani in conseguenza di ogni liberazione (1860 e 1943) variamente classati come briganti, rivoltosi, fascisti, mafiosi.

17 giugno 1945 muore l’indipendentista Antonio Canepa in circostanze mai perfettamente chiarite: a nulla è valsa la consultazione degli archivi segreti dei nostri così detti amici Inglesi: un imprevedibile incendio ha distrutto le relative “pagine di storia” e, a momenti, cancellava anche la memoria inglese dell’esistenza del rivoluzionario.

Il 5 luglio 1950 muore Salvatore Giuliano (il bandito): sembra che debbano essere desecretate le pagine che raccontano la verità sulla sua morte.

Il ogni caso il 9 febbraio 1954 muore, avvelenato tra le “sicure” pareti del carcere, Gaspare Pisciotta. Sembra che nel silenzio della cella avesse stilato le sue memorie, andate perdute.

Il 27 ottobre 1962 tocca a Enrico Mattei abbandonare questa valle di lacrime. I colpegvoli? Boh!

E poi è stato tutto un succedersi di morti ammazzati: poliziotti, carabinieri, giudici, sindacalisti, politici, cittadini comuni: e mai una spiegazione anzi una verità esauriente: ferite ancora aperte e brucianti.

Non dimentichiamo la strage di Ustica del 27 giugno 1980 con 81 vittime civili. Qualcuno in alto “locato” parlò di incidente “bellico”, che comunque allontanò il pericolo di una guerra mondiale! Ma allora perché lo stato italiano ha opposto strenua resistenza al risarcimento in favore delle vittime del disastro? Non ha proprio senso: alla fine i nostri governanti erano solo accusati di “culpa in vigilando”!

Veniamo ora ai fatti più devastanti:

  • Lo Statuto Speciale fu approvato con R.D.L. 15 maggio 1946 ,n.456, e pubblica sulla Gazzetta Ufficiale del regno, n. 133, il 10 giugno, e divenne legge costituzionale il 26 febbraio 1948. Eppure è sempre stato ignorato, vilipeso, calpestato sì da avere mai piena attuazione;
  • Il trattato di Parigi del 10 febbraio 1947 (sottoscritto da tutti i belligeranti) impose l’invarianza delle installazioni militari nell’isola e fu recepito dal Parlamento italiano nel 1952, assumendo inequivocabilmente il rango di Legge dello Stato. Intanto il trattato di Parigi a nostro avviso partì monco poiché era privo della firma della nazione Sicilia, asservita sì ma giuridicamente con rango di nazione.

Eppure dal 1955 è stato un succedersi di concessioni territoriali agli USA: da Sigonella a Niscemi. L’escamotage adoperato sono stati i trattati “bilaterali” regolarmente secretati “sine die”.

Sembra che anche porzioni di acque territoriali stanno cambiando nazionalità seguendo le segrete vie bilaterali. E Stendiamo un velo di pietoso silenzio sulla deleterie (per noi) imposizioni agro-alimentari addossateci da alcuni “buro-sauri” di Bruxelles e sull’obbligo “sanzionatorio” molto USA(to).

Ma che democrazie sono quelle dove un paio di “transeunti” decidono della vita e della morte di milioni di cittadini in barba ai trattati ufficiali, alle leggi e ai parlamenti?

Però non c’è che dire: la Sicilia sembra vessata come le grandi nazioni d’Oriente!

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