Isis: bimbi mai stati uomini uccisi da uomini mai stati bimbi

di Luigi Asero

L’emergenza terrorismo, ritornata prepotentemente alla ribalta (come se mai si fosse allontanata) con gli attentati di Bruxelles ci ha ricordato come sia fragile l’Unione Europea, mai veramente concretizzata al di là di una unificazione monetaria ben distante, però, da “unione monetaria”. La moneta unica non ha avuto nemmeno la capacità di avere lo stesso potere contrattuale nei singoli Stati che l’hanno adottata. Il costo della vita è diverso da Paese a Paese e la risposta alla crisi economica è pertanto differente.

L’emergenza terroristica ricorda a tutti che l’Europa in questi anni non ha saputo unire nulla, ce ne accorgiamo ora più che mai in un momento storico in cui servirebbero decisioni comuni, unanimi, rapide. I popoli europei sono allo sbando, la politica europea non riesce più a convincere, mentre una vera e propria invasione rischia di mettere a dura prova il temperamento mite dei popoli “occidentalizzati”.

Preparativi di guerra e parole di pace si intersecano, dichiarazioni politiche destabilizzano le genti laddove ognuno sembra proporre la soluzione ad hoc e nulla continua a risolversi.

Nel giorno in cui scriviamo queste parole, temiamo che a scuotere il clima di “Pace e Rinascita” della Santa Pasqua arrivino bombe in qualche parte del mondo a parlarci di morte e distruzione. L’occhio e l’orecchio devono d’un lato parlare di Speranza, dall’altro temere di essere immediatamente smentiti.

Uno stato di allerta non stop che non è tollerabile.

Sul fronte delle indagini, l’Isis appare vulnerabile ogni qualvolta un’operazione di Polizia ne incarcera alcuni esponenti o un raid aereo ne uccide altri. Poi arriva il video di una semplice e gioiosa partita fra bambini in un campo di calcio in Iraq. Bimbi iracheni che giocano con gli stessi sorrisi e -miracolo della giovanissima età- la stessa voglia di vivere di un qualsiasi bambino del mondo. All’improvviso un bagliore, un boato. Un kamikaze si è fatto esplodere in mezzo a loro. Un uomo che forse bambino non è mai stato uccide genitori e bambini gioiosi. Almeno 41 le vittime. Tanti bimbi che non saranno mai uomini uccisi da un uomo che mai è stato bimbo.

Fa meno notizia. Non sapremo mai i loro nomi e le loro storie. Ma sappiamo che erano bambini come i nostri, che non volevano la guerra, ma il gioco e la gioia di vivere. Come i nostri bambini. E impariamo che il fondamentalismo (lo sapevamo già ma fingiamo di dimenticare sempre) uccide proprio la speranza. Oggi come duemila anni fa.

Altri bimbi nasceranno oggi, in questa domenica di Pasqua nel mondo. La rinascita ci sarà sempre, qualcuno che cerca di impedirla altrettanto.

Lasciarsi sconfiggere dal terrore sarebbe uccidere di nuovo, con le nostre mani stavolta, ogni singola vittima del terrorismo. Esigere che i governanti, italiani ed europei in primis, adottino serie misure e smettano di pensare soltanto in termini di vantaggi elettorali è però necessario.

Altrimenti quei pazzi, quegli uomini mai stati bambini, ci uccideranno tutti.

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