Arcidiocesi di Messina: polemiche, illazioni e veleni

di Nello Cristaudo

Le improvvise  dimissioni  da pastore della Chiesa messinese di Mons. Calogero La Piana,  dopo sette anni di servizio pastorale, hanno alimentato un vero e proprio vespaio e non passano di sicuro inosservate.  Come si ricorderà, Mons. La Piana, 63 anni, ha presentato la rinuncia in base al 2° comma del canone 401 del Codice di diritto canonico, in anticipo rispetto al raggiungimento del settantacinquesimo anno di età (come previsto per la rinuncia) per problemi legati al suo stato di salute. Ma il clamoroso gesto, peraltro mantenuto nel più alto riserbo anche ai suoi più prossimi collaboratori, ha fomentato tutta una serie di supposizioni e congetture rese note dalla stampa e sui social networks che hanno indotto il presule ad indire una conferenza stampa, tenutasi nella mattinata di sabato, al palazzo arcivescovile, dove egli ha salutato i convenuti rendendoli edotti sulle sue dimissioni.

Avrei tanto voluto uscire di scena in silenzio, ma le illazioni che hanno seguito l’annuncio delle mie dimissioni mi hanno costretto a convocare questo incontro”. Questo l’inizio del suo intervento che, in un clima di preoccupazione e  tristezza ben visibile tra i sacerdoti ed i collaboratori presenti, ha caratterizzato l’evento.

Le serie motivazioni di salute, stanno alla base del suo congedo, ma invece, l’impressione che se ne ricava,  è quella che Monsignor La Piana abbia scelto di farsi da parte anche per la complessità di un ambiente che spesso ha ostacolato il suo mandato.  Un background quello messinese caratterizzato da parecchie  problematiche socio-economiche e dalla presenza occulta di una massoneria che predomina sulle scelte della città e  con una classe politica inadatta a dare risposte certe alle esigenze della gente.

Mons-la-pianaCon voce a tratti commossa Mons. La Piana ha ricostruito la vicenda leggendo ad alta voce la lettera inviata al Santo Padre lo scorso 16 maggio. “Una lettera di questo tenore non si scrive in poche ore – chiarisce La Piana – è motivata, ha una storia alle spalle che molti non conoscono e quindi non rispettano. Mi sento logorato nel fisico e nello spirito, voglio continuare a servire ma in modo più appropriato alle mie condizioni”. Inoltre, il presule, non ha lesinato critiche e giudizi alla stampa, rea di aver – a suo dire – veicolato illazioni e falsità che nelle ultime settimane hanno preso piede anche tra i social network. Il riferimento è al polverone alzato in seguito all’operazione “Riciclo” che ha coinvolto il sindaco di Mazzarrà S.Andrea,  Salvatore Bucolo, arrestato, con un passato da seminarista e per anni iscritto all’Università Pontificia.  Numerose poi i richiami e i riferimenti all’indirizzo di Don Giuseppe Brancato, capo della Caritas Messinese, responsabile di alcune parrocchie,  che avrebbero ricevuto denaro da TirrenoAmbiente. “Non sono stato in silenzio rispetto a questa vicenda – spiega La Piana – non sono obbligato a informare la stampa di ogni mio intervento. Bucolo è stato un seminarista, giovani che iniziano un cammino di formazione che non tutti portano a termine. E’ normale che si instaurino amicizie e rapporti, l’allusione alle Parrocchie e Don Giuseppe Brancato sono soltanto legati al fatto che Bucolo ha sempre vissuto dentro la comunità cristiana”.

Proseguendo, inoltre, ha affermato: “In seguito a questa vicenda, l’unica testa ad essere saltata è quella dei giornalisti, non del Vescovo. Medito da anni queste scelte, non ho deciso di rinunciare perché è arrivato Bucolo o perché si sia permesso di dare soldi a una parrocchia gestita da un compagno di seminario. Costruzioni  false – continua – riportate da chi deve per forza trovare giustificazioni. Potete accusarmi solo di essere stato me stesso, finora ho speso e logorato la mia vita, compromettendo la mia salute. Prima di scrivere bisogna conoscere, ho notato molti raccoglitori e spargitori di fango che annientano la dignità della persona. Intanto questa Chiesa è stata distrutta, così come la mia famiglia e chi mi sta vicino”.

Dopo lo sfogo dell’arcivescovo La Piana, ai cronisti presenti però, non è stato dato modo di poter porre alcune domande sulla vicenda dallo stesso presule citata. stroncando sul nascere ogni tentativo di ritornare sul terremoto giudiziario che ha colpito Mazzarrà S.Andrea. La Piana ha concluso il suo discorso,  indirizzando un forte messaggio alla città che sta per lasciare, dipingendo un quadro a tinte fosche. “Messina mi ha visto crescere, ho servito la città per come ho potuto ma non la lascio bene. Le vicende politiche non hanno certo aiutato questo popolo che è privo di identità e carattere. Il terremoto del 1908 ha causato anche questo. In varie occasioni ho provato a scuotere i messinesi, ma sono riuscito ad accendere fuochi di paglia che si sono esauriti in brevissimo tempo. Occorre lavorare per mettere legna più robusta per assicurare un futuro a una città difficilissima da gestire anche nel settore ecclesiastico”.

Intanto, avendo avuto la possibilità di incontrare Mons. Giuseppe La Speme. economo dell’arcidiocesi, gli abbiamo chiesto cosa pensasse sulle  illazioni relative alle dimissioni di Mons. La Piana che riguarderebbero i conti che non tornano. Ci dichiara di essere molto triste nell’apprendere queste notizie che corrispondono ad estreme falsità: non c’è niente di vero.  La decisione del vescovo è legata ai suoi problemi di salute, che ha maturato nel tempo  e che tutti speriamo  lo porti a recuperare l’equilibrio fisico di cui lui ha bisogno. Ma  frattanto si apprende,  da ambienti religiosi,  di un altro problema che forse avrebbe influito sulla decisione del vescovo: quello legato ad un contenzioso con una nota congregazione religiosa la quale gestisce degli immobili di proprietà della curia messinese da parecchi decenni a  titolo gratuito per ciò che fa e che ha fatto per la diocesi, per  la quale l’ormai ex arcivescovo ha chiesto il pagamento degli affitti milionari arretrati mettendo in ginocchio la stessa congregazione, la quale sembrerebbe si sia rivolta a chi dirime  tali questioni in Vaticano.

mons. RaspantiSi attende per la prossima settimana, infine, l’arrivo di Mons. Antonino Raspanti vescovo di Acireale, nominato amministratore apostolico dalla Santa Sede che dovrà sovraintendere agli affari dell’arcidiocesi sino a quando il Sommo Pontefice non nominerà il nuovo arcivescovo.

Giovedì 1 ottobre i fedeli potranno salutare Monsignor La Piana con una Messa che sarà celebrata in Cattedrale alle 17,00.

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