A Genova la prima finale di “1 2 3 Mister Bello”

di Nello Cristaudo

Si terrà a Genova, nella splendida cornice del “Nabù Restaurant & Lounge Bar” la prima  finale  di “1 2 3 Mister Bello”, concorso nazionale di bellezza maschile le cui selezioni, a differenza di altre manifestazioni del genere, si sono svolte on line e a cui hanno aderito oltre 60 partecipanti. L’innovativa idea degli organizzatori di far esprime le valutazioni sui concorrenti mediante l’espressione di un voto su  un noto social network con precise regole, senza le tradizionali giurie,   ha connotato l’evento in maniera moderna, dinamica e democratica dando la possibilità a tutti di poter scegliere il modello che più risultasse accattivante all’elettore, mediante le foto dallo stesso pubblicate. Nella serata del 20 prossimo, quindi, gli undici finalisti si contenderanno lo scettro con due sfilate: una in coppia con delle miss vestiti con abiti eleganti ed un ‘altra in tenuta sportiva con costume sfilando in diverse pose.  I concorsi di bellezza rappresentano da sempre il più importante punto di partenza di quei ragazzi che desiderano intraprendere una carriera nel mondo della moda, della pubblicità, e perché no, della fiction e del cinema. Si partecipa con la speranza di essere notati da qualche addetto ai lavori ed avere, dunque, la possibilità di cominciare a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo. Ma cos’è oggi la bellezza? A questo interrogativo rispondiamo con una frase del filosofo inglese David Hume il quale affermava :” La bellezza non è una qualità delle cose: esiste soltanto nella mente di chi la contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza”. Ad alcuni degli undici finalisti, Riccardo Cucca  sardo di origine ma residente a Torino e Salvatore Gentile, calabrese  ma abitante ormai da molti anni a  Lecco, abbiamo chiesto quali motivazioni li avessero spinti a partecipare a questo evento e cosa si auguravano magari vincendolo. Ne delineiamo un breve loro excursus prima di giungere alle lor risposte.

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Riccardo Cucca, in arte Eros El Rey,  27 anni, nato a Cagliari, si è diplomato  al Liceo  Scientifico Bilingue  Giordano Bruno di Torino. Ha vinto una borsa di studio tramite la Facoltà di  Economia dell’Università degli Studi di Torino, che gli ha permesso di trascorrere un semestre a Gainesville, Florida, dove ha  conseguito con il massimo dei voti  il First Certficate nel 2006. Attualmente da lezioni di inglese a studenti anche universitari.

Malgrado la sua preparazione culturale, non ha disdegnato per portarsi avanti, di fare esperienze lavorative nel settore della ristorazione  come cameriere e  pizzaiolo, lavorando inoltre in call center e in un’agenzia di sicurezza .Dal punto di vista artistico , invece, si è impegnato  in  animazione in discoteca e villaggi turistici, posando spesso per delle foto  per pubblicità.  È stato protagonista di video musicali, tra cui Love 2 Party con Gabry Ponte e Spoonface, effettuando pure  dei video promo con Impatto visivo, con Marco Marzi e Marco Skarica, intitolato ‘Puff’, che lo ha visto protagonista . E’ iscritto attualmente ad un corso della FIF  di Nutrizionismo a Padova, con rilascio  dell’attestato di Nutritional Sport Consultant, riconosciuto a livello europeo e convenzionato con un’università Londinese. Tra i suoi  hobby c’è la musica, i viaggi, lo sport, il cinema.

Riccardo ci risponde  dicendoci che : “il mio sogno è quello di poter fare,  da grande,  un lavoro che mi permetta di unire le mie passioni per lo sport e per i viaggi alla mia indole altruista che mi da grandi soddisfazioni nel vedere qualcuno star meglio grazie ai miei consigli e ai miei suggerimenti”. Inoltre, continuando, afferma: “Fare animazione e far divertire la gente, portandola a ridere ed offrendo loro dei momenti di svago e spensieratezza, è l’arte più difficile che ci possa essere. Bene io cerco di far questo regalando ai miei spettatori alcuni momenti di magia in un contesto dove la frenesia quotidiana spesso aliena”.

Salvatore Gentile, inteso Salvo, invece ha 37 anni, vive a Lecco ed è un personal trainer oltre che istruttore di palestre specializzato nella “Pole Dance”,  una nuova disciplina consistente in un mix di ginnastica e danza con la pertica, spesso erroneamente confusa con un’altra attività che non è sportiva ma ludica di intrattenimento, la lap dance. La pole dance si svolge in ambienti, come palestre e studios, con insegnanti qualificati, è uno sport rappresentato da una federazione internazionale (IPSF) e italiana (FISAC) che regolano lo svolgimento dei campionati riconosciuti a livello internazionale nei vari paesi. Inoltre è anche uno spogliarellista ed è la prima volta che partecipa ad un concorso del genere. Prima di giungere a questo lavoro, ha fatto il muratore per oltre 15 anni.

Da questo concorso ci dichiara: non mi aspetto nulla ma sicuramente un po’ più di sicurezza in me stesso e,  comunque, sarà una bella esperienza vada come vada”  Ci tiene a sottolineare che vive con i suoi perché   hanno perso il lavoro, e quindi, si sente in obbligo per l’affetto che nutre nei loro confronti, dando una mano d’aiuto, occupandosi e provvedendo a loro. E continuando  afferma: “Visto che dalla vita non ho mai avuto nulla di concreto,  vincere questo  concorso sarebbe una grande vittoria anche per me stesso e per chi mi sta accanto, avendo fiducia nelle mie capacità”. Conclude dicendoci che nella sua vita ha fatto il tornitore, il muratore, ed adesso da questa sua partecipazione vorrebbe dare una svolta diversa alla sua vita cambiandola in qualcosa di migliore.

Da tempo immemorabile filosofi, letterati ed artisti si sono interrogati sul concetto di bellezza senza, tuttavia, comprenderla a pieno e non riuscendo a definirla in modo univoca. Indagare quella realtà variegata e complessa, intraprendendo un viaggio in quel mondo apparentemente dorato – come potrebbe sembrare quello dei concorsi di bellezza –  ricco di fascino e suggestione ma che in realtà può nascondere molte insidie e pericoli. Non di rado le cronache ci hanno fornito notizie di ragazzi e ragazzi che hanno messo a dura prova con diete dissennate e imbottendosi di sostanze dopanti per raggiungere uno pseudo ideale di uomo-donna  ritracciabile solo nelle copertine patinate dei tabloid.

L’ideale corporeo è spesso innaturale e in modo difficile da raggiungere. Per questo, a volte, essere belli, significa anche essere disperati. Da sempre, la donna prima e l’uomo poi, sono intervenuti sul proprio corpo anche in maniera violenta: busti, tacchi, liposuzioni chirurgia plastica, sport praticati in maniera eccessiva, varie sostanze ecc,  Ripercorrendo la storia della bellezza attraverso le arti figurative – massima espressione  delle regole della bellezza nel tempo- si può constatare che non esiste un canone estetico assoluto ed immutabile che attraversi i secoli e le latitudini.

L’idea di un corpo omologato, crea la pericolosa illusione di poter essere tutti perfettamente ugual, con il desiderio di annullare le imperfezioni che ci rendono unici, autentici, rari e veri. Purtroppo la società di oggi, dà eccessiva importanza all’aspetto esteriore. Si pensa che avere una bella presenza può far raggiungere il prestigio, la  felicità, l’amore e il successo. Il modello vincente del mondo d’oggi è quello della gioventù e della bellezza. È un modello ossessivamente trasmesso dai mass-media che, influenzando i gusti, le mode e le tendenze agiscono prepotentemente sull’immaginario collettivo.

L’adattamento sociale e della personalità risente, in particolare nell’adolescenza, dal rapporto che si ha con la propria immagine e della percezione del proprio corpo, particolarmente in funzione dell’impressione che produce sugli altri. Nella giovinezza la capacità di introspezione è estremamente intensa, la propria immagine è sottoposta ad una scrupolosa attenzione ed il confronto con i coetanei è continuo, anche perché ognuno tende a identificarsi con un modello fisico ideale.

Sta qui scommettersi,  anche attraverso i concorsi di bellezza, dove deve passare l’idea che non bisogna avere per forza di cose una stereotipa immagine ben delineata dagli effetti negativi di una uniformità di massa, ma avendo presente, invece, una visione equilibrata, armoniosa e non distorta del proprio corpo senza generare una vera e propria malattia non accettandosi per come si è.

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