I misteri siciliani sono stranieri

di Salvo Barbagallo

La recente intervista del politologo, ex (?) agente della Cia, Edward Luttwak sul “Venerdì” di Repubblica ha suscitato commenti di varia natura, la maggior parte comunque negativi. La sua “ricetta” per salvare la Sicilia e i Siciliani, “E’ semplice. Rialzando con orgoglio il loro vessillo indipendentista sanguinante…”, in molti ha suscitato ilarità, in molti altri perplessità, nei più scetticismo, avvertendo nel contenuto dell’intervista del giornalista Enrico Deaglio i sintomi di un irreversibile invecchiamento del “pensionato” Luttwak, ancora (sostengono) a caccia di notorietà per questioni di sopravvivenza economica. E’ possibile che questi “elementi” sussistano nel personaggio, ma sottovalutare le risposte date da Luttwak a Deaglio (a nostro avviso) sarebbe un errore madornale.

edwardluttwakSenilità incipiente discutibile, anche se quanto sostenuto da Luttwak a una prima lettura può apparire “farneticante” in diversi punti dell’intervista, il politologo non parla mai a caso, o per farsi definire “provocatore”, anche quando mette in moto (volutamente o no) appariscenti meccanismi di disinformazione (o di determinata “mala” informazione?). Edward Luttwak ha parlato per esprimere sue opinioni, oppure ha detto quello che ha detto in nome e per conto di altri? Interrogativo meramente accademico in quanto lo stesso discorso (in teoria) potrebbe essere applicato anche al giornalista che lo ha intervistato. Con quest’ottica l’interessante servizio di Enrico Deaglio potrebbe apparire (in teoria) un “gioco” fra le parti, dove le parti si strumentalizzano vicendevolmente utilizzando l’una le domande, l’altra le risposte, forse per?… Un gioco tra vecchie volpi? A che pro? Certo, tutto è possibile, ma razionalmente disquisendo, assai improbabile. E tuttavia…possibile.

Nel buon giornalismo ci si attiene principalmente ai fatti, che non si possono confutare quando sono incontrovertibili. Il fatto in questa circostanza è che Edward Luttwak ha rilasciato una intervista nella quale sostiene delle opinioni. Allora (a nostro avviso) bisognerebbe chiedersi il perché, in questo delicato momento della vita della Sicilia, Luttwak ha rilasciato questa intervista (il fatto), e poi porsi le domande sulle prese di posizione da lui assunte (le opinioni espresse). Dalla (ripetuta) lettura del servizio di Enrico Deaglio scaturiscono soltanto interrogativi in chi legge, nessuna concreta conclusione, in compenso una miriade di interpretazioni.

enricodeaglioSe di gioco si è trattato fra i due interlocutori noi diciamo che è scorretto nei confronti del lettore (soggetto passivo) che cerca di comprendere la realtà nella quale è immerso. Fare intravedere prospettive che richiamano eventi già vissuti, provoca inevitabilmente perplessità e diffidenza e, soprattutto, ipotesi incontrollabili che possono essere nocive nel quotidiano di una collettività che già subisce abusi da chi detiene “un” potere, quale che sia e a qualsiasi livello. Edward Luttwak uno straniero familiare in Sicilia, Enrico Deaglio un valido giornalista politicamente impegnato da sempre. Se di gioco si è trattato tra i due, quale la posta della partita? Se così è stato, l’utilizzo dello strumento-stampa si prefiggeva degli obbiettivi da raggiungere da parte degli interessati. Obbiettivi personali o estranei? Nazionali o internazionali? Troppi interrogativi ai quali (forse) daranno risposta gli eventi socio-politico-militare che vedranno come scenario la Sicilia nei prossimi mesi. Si vedrà, per esempio, se la ricetta di Luttwak, quella del tutti a casa sarà messa in atto e, se riuscirà, chi sostituirà quei tutti che saranno costretti a fare i bagagli e a cambiare aria. Se ciò dovesse accadere, potrebbe esserci certezza (?) che mano straniera abbia operato in tal senso. La Sicilia laboratorio di trasformismi e mutazioni? Non è una novità…

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