Prima di tutto l’Uomo

Nazim Hikmet
Nazim Hikmet

Riflessioni a margine di un “j’accuse” del “The New York Times”

 di Guido Di Stefano

   Sono parole di Nazim Hikmet-Ran, poeta turco naturalizzato polacco e residente anche a Mosca dove morì, rese eterne nella “lettera al figlio”, una poesia che è un vero testamento spirituale per tutta l’umanità. Comunista romantico o rivoluzionario romantico è stato definito. Noi aggiungiamo: un uomo libero, leale, con la schiena ben dritta e vero erede (come altri) delle vere e imperiture conquiste dell’umanità, cioè  i frutti dell’intelletto “positivo”; un degno rappresentante del genere umano,  vero essere umano e non una delle tante meteore degli universi economici-finanziari-politici.

   Molti giovani lo conoscono e lo adorano perché ha saputo “predicare” la vita, la verità, la luce,  l’amore vero, l’amore eterno, l’amore per l’umanità e per il creato: il poeta dell’Amore è anche definito.

   Conforta sapere che sono tanti i giovani nel mondo che lo conoscono; di contro non rassicura constatare che quelli che esibiscono e/o esercitano nelle tenebre senza scrupoli i loro poteri politici ed economico finanziari ed i loro sodali probabilmente non sanno della sua esistenza (così indicano i loro comportamenti): perché, in quanto  “invecchiati”,  potrebbero essere irrecuperabili, se è veritiero il detto nostrano “il legno (leggasi albero) si raddrizza quando è verde e non quando è secco”.

   Ci siamo ricordati di lui quando abbiamo appreso (non certamente dai mezzi di comunicazione del regime o dai membro dei regimi europei) l’atto di accusa con cui il prestigioso New York Times boccia su tutta la linea la politica delle sanzioni alla Russia di Putin: politica voluta da Obama e suo entourage ed imposta ai partners europei, che acriticamente e supinamente l’hanno accettata e messa in pratica.

   Eh, sì! La testata americana rinverdisce i suoi fasti. Con la collaborazione di fini e liberi studiosi-analisti (due grandi: Samuel Carp e Bernard Saucher) e con l’orgoglio delle schiene dritte dei suoi giornalisti racconta al pubblico i grossolani errori insiti in questa scelta (immotivata? folle? istintiva? esibizionista? non ponderata a dovere?) e le ricadute negative sull’immagine degli U.S.A. e sui loro interessi. Leggendo le analisi riportate c’è da chiedersi: ma a cosa pensano gli analisti ed i consulenti della Casa Bianca? Forse le loro conoscenze si fermano all’epoca degli zar?

   In breve possiamo riassumere i punti più salienti, nei quali incorporiamo per inciso anche la UE..

   L’arma di massa delle sanzioni, come abbiamo già scritto, colpisce più il popolo che il governo: gli USA (e la UE) sono nemici del popolo russo, che si è stretto di più a Putin.

   Con questo “ricatto” alla Russia che cercava di avvicinarsi all’occidente USA (e UE) hanno bruciato la loro credibilità davanti a tutte le nazioni non allineate e non alleate, che si riterranno esposte ai “capricci” occidentali.

    Ovviamente la congiuntura economica, che in ogni caso avrebbe colpito la Russia, sarà (sic et simpliciter) addebitata agli USA (e alla UE).

   Aggiungiamo poi (non citati dal NYT) gli atteggiamenti scostanti del FMI: ce n’è abbastanza per spingere il mondo “non allineato”  alla creazione della Banca dei BRICS e di una economia autosufficiente e indipendente dai padroni e dai servi occidentali.

   Forse l’occidente ha dimenticato che il resto del mondo possiede e può controllare la massima parte delle risorse mondiali.

   Speriamo che a breve gli aspiranti dominatori occidentali capiscano che il giochetto delle “destabilizzazioni” di intere aree si ritorcerà contro i popoli che dicono di rappresentare cioè noi; perché i loro alleati “pro tempore” non hanno rispetto per nessuno e per niente: questo dimostrano le orripilanti esecuzioni e la distruzione sistematica di tutto ciò che tramanda la cultura e la storia dell’umanità!  Prima è toccato ai “Budda” afgani; ora tocca ai “Sumeri”; domani a chi? Forse ai faraoni e alle piramidi?  O forse ci sono sfuggiti segni particolari chiarificatori del quesito “cui prodest”.

   Gli USA per primi e la UE a seguire dovrebbero smetterla di combattere gli “amici-alleati” di ieri facendosi aiutare dai nemici di domani: il mondo intero sta memorizzando, analizzando ed elaborando tutti i fatti, anche  quelli che a noi occidentali  vengono nascosti.

   Ed è facile nascondere a noi, fosse anche il sole : non ci siamo nemmeno accorti che praticamente viviamo (cosa inconcepibile ed assurda) l’UTOPIA di essere in una società civile, libera e democratica. A tale proposito (provano a nasconderci tutto) citiamo un recente esempio: politici occidentali e relativi “media” hanno supportato le mire “espansionistiche” russe perché  qualche stato Ex Unione Societica (esempio l’Ossezia) sarebbe militarmente occupato per la presenza di qualche base militare russa. Bene diciamo noi: allora venite a liberare la Sicilia dalla massiccia occupazione-invasione che gli (espansionisti) USA  esercitano sulle terre  di questo Stato (perché tale lo rende il disapplicato Statuto Speciale, diritto internazionale alla mano)  sul nascere proprio da loro per assecondare sogni e bramosie dei loro alleati.

   E meno male, per noi Europei, che alcuni piccoli stati europei risultano parzialmente ribelli agli ordini e  restii al diffondere i proclami di Washington e Bruxelles (leggasi Repubblica Ceca, Ungheria, Grecia e qualche teutonico deputato).

   Ci permettiamo di esprimere due desideri:

  • Avesse l’Occidente quattro statisti capaci di competere alla “pari” con Putin!
  • Prendessero coscienza tutte le nazioni più piccole che il loro “carattere” critico e libero è fondamentale per l’Europa e per il mondo!

   I piccoli bulloni (o i chiodi) “reggono” i motori e tutte le grandi strutture dove nuocerebbe la saldatura!

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