I nuovi nobili e altre offese alla Costituzione

di Guido Di Stefano    La Carta Costituzionale sancì “da subito” l’uguaglianza di tutti i cittadini: via quindi come parametri di valutazione sesso, razza, religione, censo, professione, cultura, prestanza fisica  e nobiltà con relativi privilegi. La Repubblica Italiana non riconosceva i titoli nobiliari e ogni eventuale privilegio fino ad allora concesso ai nobili: i privilegi non erano (giustamente) diritti acquisiti. Mai più le vecchie sperequazioni. Chiunque poteva essere rappresentante del popolo purché dal popolo stesso eletto nel contesto della competizione tra partiti, veri garanti (a meno di derive) della democrazia.

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Italiani come gli struzzi?

Di Salvo Barbagallo Gli Italiani come gli struzzi? O meglio, come le famose tre scimmie che non parlano, non sentono e non vedono? Non sappiamo se è così, di certo il silenzio, la mancanza di una qualsivoglia reazione non depongono a favore di una collettività nazionale che, a quanto pare, assiste passivamente a tutto ciò che le viene imposto. E’ veramente un momento “strano” della vita di questo Paese chiamato “Italia”, che vede protagonista della vita politica e del Governo personaggi che non hanno, e non cercano, alcun contatto diretto…

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