Lo sapevate che …

Il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk
Il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk

Di Guido Di Stefano

 

   Lo sapevate che il presidente ceco Milos Zeman  (socialdemocratico) ha dichiarato che il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk – considerato da Mosca l’uomo degli Usa a Kiev – è un “premier della guerra”? Questa preziosa informazione (probabilmente troppo ignota in occidente) è stata pubblicata in data 07.01.2015 dalla testata ticinese “La voce del popolo”. Sapete dov’è il Ticino, vero? In quella piccola Confederazione  (sigla CH) tutta monti e laghi, dove ancora si capiscono e si praticano meglio che altrove i concetti di neutralità, pace e corretta informazione; dove praticamente, sulla base della verità, è scattato il semaforo rosso all’invasione globale della Siria. Gente coerente (non diciamo perfetta perché nessuno in terra è perfetto) con le proprie tradizioni, cultura, doveri  istituzionali.

    Certo, le stragi in Siria sono arrivate per altre vie, grazie alla solerzia del mondo occidentale che sembra non volere accettare l’assioma che democrazia e libertà non viaggiano bene nel ventre delle bombe.

   Purtroppo la piccola nazione non è nelle condizioni di tenere lontano dalla  violenza tutto l’occidente, tanto più che  le nazioni più “in” non economizzano le loro energie nella loro incessante caccia alla guerra.

   Abbiamo fatto qualche ricerca in internet, concentrandoci sulle tragedie  più recenti (Siria, Ucraina) e non approfondendo la trattazione delle tragedie conseguenti alla “nostra” primavera araba e la citazione dei nostri principali “autori”,  solo per brevità .

   Le cronache riscontrate associano regolarmente l’appellativo di guerrafondaio  ai più potenti d’occidente.

   Sahra Wagenknecht, deputata della Linke nel Bundestag , ha pronunciato  un drammatico atto d’accusa contro Angela Merckel  e Barack  Obama sul ruolo della NATO “contro” (“contro” diciamo noi e non riconosciamo il “per” tanto caro agli imbonitori) il popolo  Ucraino: quella Merckel che sembra pregare per la pace e quell’Obama  insignito del premio nobel per la pace.

    All’estero sostengono che è facile che dalle parole di Hollande traspaiano le voglie di vetero-imperialismo coloniale, mantenendosi egli sulla via della guerra un passo avanti al fratello Obama: eppure l’Unesco gli  ha assegnato il premio Felix Houphouet-Boigny per la ricerca della pace (Vedere anche #unesco #premio per la pace #hollande ).

   Su “Imola oggi” del 2 agosto 2014 leggiamo e stralciamo. –  “David Cameron ha detto che gli alleati occidentali hanno bisogno di una presenza militare più forte in Europa orientale, al confine con la Russia, per rispondere rapidamente a tutte le nuove minacce … sulla scia del ruolo della Russia nell’armare i ribelli ucraini sospettati di aver abbattuto l’aereo di linea MH17… Cameron, degno alleato di Obama, non spiega che cosa ci facessero dei Buk nell’Ucraina dell’est dal momento che i ribelli filo-russi non hanno una forza aerea. … avevano programmato di abbattere, aerei civili o volatili di passaggio? …”  Già da subito voleva rivisitare e ricreare gli equilibri NATO-Russia:  è un “entusiasta” guerrafondaio?

     Forse ripassare serenamente ed obiettivamente la storia  gioverebbe ai sopra menzionati signori: sembra che abbiano accumulato troppe assenze alle lezioni della “maestra storia”.

     Più cauta ed equilibrata si è mostrata finora la Svezia con il suo ministro degli esteri  Margot Wallstrom, anche se ora rischia di scivolare sull’arma delle sanzioni (opprimere ed umiliare  i popoli per vincere i governi). Noi ci auguriamo che il regno di Svezia tenga alto il suo storico orgoglio: Bernadotte non seguì Napoleone nella sua egemonica follia. Ma questo gli Svedesi lo sanno.

     A proposito se premi e riconoscimenti per la pace vengono attribuiti a chiunque così disinvoltamente non si potrebbe abolirli, per pudore e per non offendere chi ha speso e spende la vita per nobili ideali?

     Ci assale un dubbio: forse noi siamo rimasti fermi nel tempo. Magari ora nel terzo millennio la concezione dei requisiti per essere “veri politici” è opposta alla nostra: perlomeno finchè imperano certi usi e certi cortigiani.

     Infatti come operano certi capi di oggi? Con i loro nastrini, lustrini, decorazioni  sui palchi e davanti alle telecamere inneggiano alla pace ed al bene del genere umano mentre pensano e preparano guerre, distruzioni e sangue. Quelle guerre che a loro moderni “emuli-antagonisti” di Robin Hood consentono di “spogliare” i poveri per “vestire” i ricchi.
A proposito di operare: si dice  che la piccola Giordania in un ridottissimo tempo  ha inflitto all’ISIS più perdite di quanto ne hanno inflitte gli onnipotenti U.S.A.  in tanti interminabili giorni di operazioni. Come mai ci chiediamo tutti? Un anonimo “maligno” ha commentato in internet: “ E’ facile sparare dove ci sono sconosciuti ma non dove ci sono figli”. Cosa avrà voluto dire?

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