Stato: le trattative “buone” e quelle “cattive”

trattativa-stato-mafiaDi Salvo Barbagallo

A quanto sembra, c’è chi agisce per creare (o continuare) una condizione di confusione nel cosiddetto cittadino “qualunque”. Se è vero – e nonostante le smentite, sembrerebbe vero – che il Governo italiano (cioè, lo Stato italiano) ha pagato un riscatto per fare ritornare in patria le due ragazze partite per la Siria per aiutare i rivoluzionari anti Assad, questa operazione andrebbe definita (a tutti gli effetti) “trattativa”. Una trattativa “buona” perché riguardava la vita di due giovani e (come detto da più parti) una vita e soprattutto la libertà non hanno prezzo. Pur sempre è stata una “trattativa”.

Altro tipo di trattativa quella con la mafia per la quale sono sotto processo ex “pezzi” delle Istituzioni: in quel caso una trattativa “cattiva” da perseguire e punire. Ecco, noi non riusciamo a distinguere fra trattative “buone” e “cattive” perché (ma questa è solo una opinione) entrambe sono “negative”, producono effetti che non si possono prevedere, producono in ogni caso danni diretti e collaterali. Inevitabili le polemiche che vengono a crearsi, ma le polemiche non portano a nulla e comunque rientrano nell’ambito dei “danni collaterali”.

Nel cittadino cosiddetto “qualunque”, alla confusione si aggiunge il disorientamento quando nelle azioni del Governo non si riesce a vedere una logica: la mancanza di polso fermo nella “trattativa” sui Marò sotto processo in India. Il cittadino cosiddetto “qualunque” si chiede: “Dove sta l’autorevolezza dell’Italia? Stesso discorso vale per i pescherecci siciliani sequestrati dagli egiziani. Il solito cittadino cosiddetto qualunque si chiede: “ma come, noi raccogliamo i migranti egiziani in mare aperto, li accogliamo nel miglior modo possibile, e l’Egitto ricambia in questo modo?”. Evidentemente c’è qualcosa che sfugge nei ragionamenti.

Ora c’è il terrorismo della jihad che fa paura, e solo ora incominciamo a scoprire che dal 2009 dall’Italia sono partiti per i Paesi islamici “a rischio” ben dieci milioni di euro: La Banca d’Italia ha individuato già circa mille bonifici sospetti, cifra raggranellata con numerosi piccoli versamenti. Come dire, in Italia può accadere di tutto ed è sicuramente faticoso continuare ad essere come siamo.

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