I droni di Sigonella nei cieli di tutta Italia

DRONIIDi Salvo Barbagallo

“Live Sicilia” pubblica la notizia che i “Global Hawks” di stanza a Sigonella “saranno il fulcro del sistema di sorveglianza” antiterrorismo, secondo le informazioni fornite dal colonnello Vincenzo Viscuso, nuovo comandante della base militare (quella di pertinenza italiana, perché quella statunitense è “autonoma”).

La notizia dovrebbe rasserenare, ma così a noi non appare (ma questa è una semplice nostra opinione) in quanto (sempre a nostro avviso) è Sigonella che non “rasserena”, nonostante che la sua attività (evidentemente e soprattutto quella “americana”) passi inosservata da decenni e decenni, da quando l’installazione venne creata (1956) e da quando venne istituita la Naval Air Station, base logistica nel Mediterraneo e base della VI Flotta USA.

Sigonella è sede del 41° Stormo dell’Aviazione Militare Italiana che in passato aveva funzioni Antisom, ma che ormai da anni si dedica quasi esclusivamente alla vigilanza dei migranti e al soccorso in mare. I compiti della Naval Air Station sono “made in USA” e gli italiani “partecipano” quale Paese ospitante e “alleato”.

Parlare oggi dell’utilizzo dei “Global Hawks” in funzione antiterrorismo non appare una novità, tenendo ben in conto che poco o nulla si conosce delle funzioni che assolvono ormai da tempo i droni già collocati a Sigonella, ricordando che possono operare con molteplici specificità e che i loro scenari non si conoscono. Che ne possano essere stanziati altri non è una circostanza che può tranquillizzare i Siciliani: una Sicilia sempre più “armata”, avamposto di tutte le guerre in atto al di là del Mediterraneo, non è cosa da poco.

Inoltre si dimentica che ci sono a Niscemi gli impianti del MUOS che per “vigilanza” non sono secondi a nessuno, e tutte (fin troppe) le altre installazioni statunitensi sparse nel territorio isolano. Che adesso si prende l’allarme terrorismo come una sorta di nuovo “pretesto” per potenziare ulteriormente Sigonella e per impiegare i velivoli senza pilota “su tutto il territorio nazionale”, lascia quantomeno perplessi. Ricordiamo che la “qualità” predominante dei droni è, non solo l’armamento che posseggono, ma l’alta capacità di colpire gli obbiettivi: che i “Global Hawks” USA possano scorazzare per i cieli di tutta Italia, può veramente rassicurare gli italiani e intimorire i possibili terroristi?

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