Stranezze di Sicilia: l’illeggibilità della “trasparenza”

gursDi Guido Di Stefano

Mentre nei sontuosi, esaltati e privilegiati “Palazzi” si discute e si pontifica, nei modesti, denigrati e castigati uffici si lavora e si trepida: sembra proprio che gli usi, i costumi, i vezzi ed i malvezzi dei “vicerè” opprimono ancora le nostre terre perché, possedendo camaleontiche capacità di adattamento, continuano a perpetuarsi sempre più duri, sfrontati e spietati.

Frutto di lavoro è anche la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, sia su cartaceo sia on-line: depositaria e garante “ope legis”  di verità, giustizia, trasparenza e servizio per i cittadini, senza errori, senza trucchi e senza inganni.

Ogni cittadino può verificare i contenuti della Gazzetta e di tutti gli atti discendenti esposti nei vari siti!

Facile a dirsi ma non certo da realizzarsi.

Intanto si dovrebbe disporre di una idonea biblioteca o banca dati con tutta la legislazione (Regolamenti Unione Europea, Direttive europee, Leggi nazionali e regionali, Decreti, Circolari, Regolamenti vari, Interpretazioni “corrette”, Interpretazioni “fantasiose” di impuniti personaggi potenti “per grazia ricevuta”, ecc.), atteso che ogni pagina di ogni atto (dalla legge alla interpretazione) è impreziosita da richiami vari; e poi le forze ed il tempo da dedicare alle letture che debbono essere necessariamente “incrociate”, solo per sperare di avere ben compreso ed interpretato “l’enigma”.

Comunque dedichiamo molto tempo libero per scorrere le pagine della nostra importante Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana: una “letturina così” per tenerci informati, niente di approfondito, niente di globale.

Eppure ci siamo imbattuti in “stranezze” a volte già esposte, quali: bilancio (legge regionale n. 6/2014) che ritarda ad apparire on-line; decreti di variazione di bilancio “a cascata”; statuti eccezionali; “errata corrige” al bilancio;  un decreto di variazione senza importi; leggi ripubblicate;

In questo senso non ci ha sorpresi più di tanto la rilettura del Supplemento ordinario n.2 (legge n. 6/2014, bilancio) alla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana 31 gennaio 2014, n. 5. Sappiate che nella parte centrale (pagine 239-243) del poderoso testo abbiamo “scoperto”  la “NOTA INFORMATIVA sugli oneri finanziari, stimati e sostenuti, derivanti da contratti relativi a strumenti finanziari derivati o da contratti di finanziamento che includono una componente derivata, ai sensi del comma 8 dell’art, 62 del D.L. 112/2008”.  La nota, non datata, è edita da “Assessorato regionale dell’economia – Dipartimento regionale bilancio e tesoro – Ragioneria generale della Regione – Servizio 4 Tesoro”. Non conosciamo la “struttura collar” né  le “operazioni swap”, ivi menzionate, ma ci è sembrato di capire che si tratta di somme a nove cifre che hanno visto e vedono impegnata la Regione con diverse banche, quasi tutte straniere.

Ad attirare la nostra attenzione è stata la secca  dicitura comma 8 dell’art. 62 del D.L. 112/2008. Come, un Decreto Legge in vigore “automatico” per tanti anni? Abbiamo cercato e trovato: 1) il D.L. 112/2008 è stato convertito nella Legge n. 133 del 6 agosto 2008; 2)nella legge di conversione  l’articolo 62 si ferma al comma 3bis. Strano, stranissimo! Forse i Decreti Legge sono diventati eterni a nostra insaputa  e trascendono la successiva conversione in legge?

Non ci ha delusi anche  la più recente Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e cioè la n. 12 del 21 marzo 2014, già alla prima esplorazione. A “cura” dell’Assessorato dell’economia risaltano: a) 3 decreti di variazione al bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 2014 (datati 19, 24 e ancora 24 febbraio 2014 per importi spiccioli in confronto ai precedenti);

b) a cura dell’Assessorato delle risorse agricole ed alimentari – Dipartimento regionale degli interventi infrastrutturali per l’agricoltura troviamo il DECRETO 31 dicembre 2013 – PSR Sicilia 2007/2013 – Modifica della graduatoria di cui al decreto n. 264 del 12 marzo 2013 di approvazione della graduatoria e degli elenchi definitivi delle manifestazioni d’interesse ammissibili e non ammissibili presentate in adesione al bando relativo alla misura 321/A, azione 1 “Servizi commerciali rurali”, e decreto n. 423 del 16 aprile 2013 di errata corrige (con questa “ulteriore correzione”  l’unione dei comuni “Feudo d’Alì” scivola dalla posizione n.10 di cui all’allegato A) del DDG n. 264 del 12 marzo 2013, così come modificato con DDG n. 423 del 16 aprile 2013 sopracitato, alla posizione n. 20, senza pregiudizio (sembra) per il contributo di € 204.520,03 IVA compresa;

c) altre variazioni discendenti da intervenute novità legislative.

Condividiamo che  “errare humanum est”  ma a volte temiamo che il vecchio adagio si evolva  in “errare et mutare humana sunt”.

Quali le cause e quali gli effetti di “sviste”, rivisitazioni, rimodulazioni, modifiche, variazioni, correzioni?

Chissà!

Noi intanto non possiamo fare a meno di parafrasare Lorenzo De’ Medici, detto il Magnifico: “Quant’è bella conoscenza, che ti guida per ogni via! …”.

 

 

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