Cose della Regione siciliana

ars-parlamento-siciliaDi Guido Di Stefano

Il troppo è come il mancante”, dicevano, a ragione, i nostri padri. Noi integriamo il detto affermando che il troppo può essere molto peggio del mancante: l’esposizione prolungata ad una luce abbacinante può determinare una cecità temporanea o addirittura definitiva.

Per l’anno 2013 in “Tabella H, l’elenco con gli enti che si dividono 25 milioni” abbiamo tra gli altri letto (nell’ordine):

  • Contributo annuo a favore della fondazione Federico II per lo svolgimento dei propri fini istituzionali e spese di gestione: 264 mila euro

  • Contributo alla fondazione “Giuseppe Whitaker” per la conservazione e la valutazione del patrimonio, per l’integrazione del bilancio, nonché per l’utilizzazione del parco, della villa Malfitano e dell’isola di Mothia: 439 mila euro

  • Contributo quale concorso della Regione all’attività ordinaria dell’istituto superiore internazionale di Scienze criminali con sede in Siracusa: 45 mila euro

  • Contributo in favore dell’accademia degli zelanti e dei dafnici: 97 mila euro

  • Sussidio all’istituto siciliano di studi politici ed economici (Isspe) con sede in Palermo quale concorso all’attività ordinaria dello stesso: 124 mila euro

  • Contributo annuale alla Fondazione museo Mandralisca di Cefalù per il perseguimento dei propri fini istituzionali: 142 mila euro

  • Contributo annuo allo studio teologico S. Paolo con sede in Catania, quale concorso all’attività ordinaria: 97 mila euro

  • Concorso all’attività ordinaria del centro siciliano Sturzo (Cess): 120 mila euro

  • Contributo in favore del comitato regionale di Amnesty International con sede in Palermo: 32 mila euro

  • Contributi e somme cumulativi di cui non conosciamo ancora in dettaglio i nominativi.

Sempre con il bilancio (o meglio con la creazione di un nuovo capitolo) per l’anno 2013, in chiusura, troviamo, per la speciale benevolenza del Dipartimento Reg. dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, il D.D.G. n. 4322 del 31.12.2013 cui sono allegati gli elenchi A (aventi priorità) e (non aventi priorità) B dei beneficiari di un contributo ai sensi dell’art. 128 della l.r. 12 maggio 2010, n. 11 e s.m.i. (detto D.D.G. ha finalmente trovato la dovuta pubblicità il 14 febbraio 2014 sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana Parte I, n. 7 alla pagina 71 più che 72 come indicato nel sommario).

Leggiamo tra gli altri:

  • (A) Fondazione Whitaker: € 200.000,00

  • (A) Fondazione Culturale Mandralisca Onlus: € 99.500,00

  • (A) Facoltà teologica di Sicilia- studio teologico S. Paolo: € 18.500,00

  • (A) Fondazione Federico II: € 30.000,00

  • (A) ISISC Istituto Sup. Scienze Criminali: € 18.000,00

  • (A) Amnesty International: € 11.400,00

  • (A) ISSPE Istituto Siciliano di studi politici ed economici: € 14.000,00

  • (A) Centro Siciliano Sturzo CISS (?) Palermo: € 10.500,00

  • (B) Accademia di Zelanti e Dafnici: € 28.950,00

Omonimie? In “assenza” di codici fiscali e/o partite IVA è azzardato dirlo. Ci restano tanti dubbi; a questo livello ed in questo momento pensiamo che mirati accessi agli atti potrebbero illuminarci.

Intanto restiamo in attesa del giorno che verrà! Mentre continua la “pioggia” di pubblicazioni relative a variazioni al bilancio dell’esercizio finanziario per l’anno 2013!

Il troppo è come il mancante”, come dicevamo.

Come per la luce, così per la trasparenza: l’eccesso (che mai è razionalmente strutturato e quindi mai è “organico”) porta alla indeterminazione, al caos, all’invisibilità (definitiva o temporanea). Difficile controllare.

Avere un bel palazzo tutto in vetro (pareti interne ed esterne in vetro), con tutte le stanze su strada per dare “vista” a tutti i cittadini “ancorchè passanti”: stupendo ma assurdo ed irrealizzabile. Allegoricamente e realisticamente parlando intanto tutti i servizi igienici non possono essere esposti al pubblico; in secondo luogo tutti i piani alti sono naturalmente privati del privilegio di esposizione ai passanti e conseguente visibilità.

E poi siamo seri: non tutto è divulgabile tranquillamente. Ad ogni piè sospinto (e ne abbiamo avuto esperienze recenti) viene invocato il segreto di stato (che da noi è tombale), il rispetto delle “prerogative” (quasi regali) e quant’altro. Esistono i segreti professionali e la riservatezza delle trattative diplomatiche. Esistono tanti sacrosanti segreti; certo non sono giustificati quelli che coprono la triste fine dei nostri soldi (di noi contribuenti) ed i segreti bancari volti a coprire evasioni, tangenti, riciclaggi: perfino nella nostra UE, dove esistono anche anomale concentrazioni di banche, almeno si dice in giro.

Difficile controllare abbiamo detto.

Poi capita casualmente di trovarsi affiancati due elenchi, al termine di noiose ricerche. E dopo averli comparati restiamo molto perplessi. Come: noi comuni mortali dobbiamo controllare, verificare, accertare che chi reclama il credito anche di un euro non tenti di “raggirarci”, non ci abbia chiesto già quell’euro, sia in regola con tutto, che l’accettazione del pagamento non dia adito a dubbi e poi ci ritroviamo “analoghi” nominativi in due elenchi “elevati e distanti”? Sono omonimie? Sono gli stessi aventi diritto? Sono le stesse finalità?

Forse le luci nei piani alti erano spente o troppo abbaglianti oppure siamo noi a non capire.

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