Colori e suoni: pittura vibrazionale e frequenze dell’anima

Tela-NicotraArte e scienza è stato il tema dell’interessante seminario organizzato dall’associazione Identitas – servizi culturali e fundraising in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania, nella sede della Fondazione Puglisi Cosentino per l’arte, nell’ambito della manifestazione dedicata alla fotografia d’autore Med Photo Fest 2013.

All’incontro dal titolo “Colori e suoni: pittura vibrazionale e frequenze dell’anima” hanno preso parte il Prof. Gaetano Giaquinta, Ordinario di Struttura della materia della facoltà di Fisica dell’Università di Catania, Tony Nicotra, artista che si dedica a sperimentazioni pittoriche nel campo della fisica meccanica quantistica, e Marina Cafà, critico d’arte.

Quali sono le dinamiche e le leggi del sistema-vita in cui ciascun essere vivente è immerso, e quando si crea Arte? La mano di un poeta, di uno scrittore, di uno scultore, di un pittore, di un architetto o di un musicista, traduce le emozioni in parole, forme, colori, geometrie e suoni; essa è diretta da un personale sentire che si muove dentro, nell’anima. “Infatti – come ha spiegato Marina Cafà – tutte le nostre azioni sono supportate da pensieri e trainate dalle emozioni: la stessa radice del termine “emozione” (dal latino e-moveo, “muovere da”) indica il movimento che esse generano. Il nostro stesso battito cardiaco, così come il ritmo di ogni respiro, hanno radice in questi misteriosi impulsi ad agire“.

I relatori hanno approfondito le tematiche inerenti l’energia, le emozioni, le forze che regolano la nostra vita e, dunque, ogni esplorazione artistica e creativa; in particolare, nel presentare le sue opere, Tony Nicotra ha fatto riferimento alle vibrazioni che ciascun sentimento produce, dal momento che tutto è energia, ed alle frequenze che si trasferiscono sulla tela secondo i campi energetici – invisibili – che si creano intorno alle sue opere durante il processo pittorico.

Così – ha sottolineato Marina Cafà – la materia dei quadri di Tony Nicotra diventa una sorta di scrittura magica che, con colori anziché con parole, ci trasmette una visione del mondo: possiamo in questo caso parlare di pittura vibrazionale e di frequenze dell’anima. In queste opere i colori vibrano, scivolano e si fanno strada sulla tela indipendentemente dal gesto dell’artista e della sua pennellata e, così, sondando le molteplici possibilità della materia informe, i colori che si animano, fluiscono e viaggiano nello spazio della tela. La natura non è più riprodotta e rappresentata, ma in queste opere rappresenta sé stessa attraverso l’energia.”

“L’arte infatti – continua la critica Cafà – non sta nel mezzo con cui si realizza (pennello, scalpello, pianoforte, etc.), ma nel sentimento e nell’intenzione che l’artista intende trasmettere dal suo cuore all’opera stessa. Lo stesso Benedetto Croce precisava che “l’arte non è un fatto fisico” ma è fatta di intuizioni che vanno al di là di ogni ordine logico – razionale.”

Il Prof. Giaquinta riconoscendo l’opera di Nicotra al di là di uno “sperimentalismo” velleitario e vanesio, al di là di una “sperimentazione tout-court” esasperata ed esasperante professione di vacuità creativa, ha ringraziato l’artista per la sua pittura “quantica”, dicendo che essa “concretamente si attualizza come morfogenesi di morfismi possibili, selezionati dall’atto responsabile della scelta dell’artista che – in questa guisa – si realizza quale autore” ed ha concluso il suo intervento con le parole: “il mistero non va svelato ma va vissuto”.

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