Washington, attacco alla Marina. Almeno 13 morti

Bilancio tragico quello di un attacco, le cui origini sono ancora ignote, alla sede del vecchio arsenale della Marina statunitense a Washington. I morti sarebbero almeno 13  fra i quali almeno un attentatore. Forse altri due attentatori sono riusciti a far perdere le proprie tracce.

Secondo il sindaco, Vincent Gray, non ci sarebbe alcuna indicazione che possa trattarsi di un atto di terrorismo. I due uomini fuggiti sarebbero un bianco che indossava un’uniforme della Marina beige e un afroamericano con una divisa verde militare.

L’attentatore ucciso si chiamava Aaron Alexis, 34 enne texano. Le testimonianze su come sarebbe iniziata la sparatoria sono frammentarie. Secondo alcuni dal quarto piano di un palazzo posto di fronte all’ingresso della sede della Marina, secondo altri direttamente dall’interno.

Per Barack Obama, presidente USA, si tratta di “Un atto di codardia che ha colpito militari e civili qui, in casa nostra“. Il presidente ha chiesto di voler essere costantemente aggiornato sugli sviluppi della vicenda.

L’attentato è iniziato alle 8.20 ora locale, le 14.20 in Italia. Il killer avrebbe aperto il fuoco sulla gente senza dire una parola.La “Navy Yard”  è il più antico arsenale navale statunitense: al momento ospita diversi uffici amministrativi dove lavorano 3.000 persone.

La sicurezza intorno alla sede del Congresso americano è stata rafforzata. La polizia ha chiuso alcune strade di accesso all’area e ha confermato che la sicurezza in città è stata rafforzata. Anche una scuola elementare, nei pressi del Quartier generale della Marina, è stata chiusa. Bloccato e poi riaperto ai voli l’aeroporto Reagan.

Luigi Asero

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