La famiglia non ci sta e chiede l'autopsia per il giudice Caperna

Alberto Caperna, Procuratore aggiunto scomparso sabato a 61 anni con un improvviso infarto miocardico, era un pm impegnato. Molto impegnato. Sue tante inchieste contro la corruzione. Fra le ultime quella che ha visto coinvolto il tesoriere della Margherita -Luigi Lusi- e l’ex capogruppo del PdL Lazio, Fiorito, autosoprannominatosi “Batman”.

Forse proprio la delicatezza delle indagini condotte, era a capo del pool anti-corruzione di Roma, ha insinuato nei parenti il tarlo del dubbio (dubbio per la verità già circolato un po’ in tutti i social network), che “semplice infarto” non sia stato. Così oggi la richiesta di un esame autoptico approfondito e il rinvio della cerimonia funebre al prossimo giovedì.

Caperna, uomo della “ciociarìa”, di Veroli per esser precisi (Frosinone), schivo, molto preparato si era occupato nella sua carriera spesso di vicende legate alla corruzione. Fra le inchieste quella sulle assunzioni all’Atac (Azienda Trasporti di Roma), all’Ama, degli appartamenti al Colosseo dell’ex ministro Scajola e di quello a Monaco dell’on. Fini.

Sabato sera l’infarto che lo ha stroncato e oggi la richiesta dell’autopsia da parte dei suoi familiari. Le esequie si terranno giovedì 18 alla chiesa di San Bellardino a Roma.

L. A.

 

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