Tu vuò fà l'americano

“Uisky end soda end roccheroll”. Viene in mente Renato Carosone o l’inglese smangiucchiato ed inventato lì per lì da Alberto Sordi ne “Un Americano a Roma” a leggere la pressapochezza con cui, in autorevoli testate siciliane, si fa uso dei termini inglesi perchè fa “moderno”.

L’ultimo caso, l’articolo di un editorialista di punta di un quotidiano locale che, nel commentare dichiarazioni sulle passioni giovanili “alternative” di un candidato alla presidenza della regione ha scritto che, avendole raccontate in prima persona, il candidato aveva fatto “outing”, sbagliando per genere, numero e caso (come direbbe un avvocato di nostra conoscenza).

Intanto l’errore materiale visibile che proviamo a spiegare per l’ennesima volta (ma temiamo non l’ultima): le dichiarazioni spontanee si definiscono “coming out”. Gli outing sono le dichiarazioni di terzi verso un’altra persona (io so che lui è…).
Ma l’errore è anche concettuale: i termini si usano esclusivamente in ambito di lotta alla discriminazione dell’omosessualità e con caratteristiche specifiche: “Il termine “outing” deriva dall’avverbio “out”, “fuori”, contenuto in coming out (“uscir fuori”, sottinteso “dall’armadio di una eterosessualità fittizia o supposta”), usato come verbo transitivo (to out), quindi “buttar fuori” (dall’armadio) qualcuno, contrapposto al “venir fuori” spontaneo. Negli USA l’outing è stato sostenuto (e soprattutto praticato nei fatti), a partire dal 1990 circa, dal giornalista Michelangelo Signorile come arma politica di difesa contro quegli omosessuali conservatori che, per allontanare da sé i sospetti di omosessualità, si rivelano particolarmente fanatici nella deprecazione e addirittura nella persecuzione pubblica dell’omosessualità.” (da wikipedia)

Come siamo stati capaci noi di trovare la definizione su Internet, anche l’abile giornalista avrebbe potuto fare qualche sforzo in più di attenzione, anche per stare al passo con i suoi colleghi più giovani. Dovrebbero essere finiti i tempi in cui si andava a Taormina a cuccare le straniere facendo finta di sapere l’inglese e americanizzandosi i nomi di battesimo. E invece…

Marco Di Salvo

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