Da Caltagirone “no” secco al MUOS di Niscemi

“Siamo contrari perché rivendichiamo con convinzione e determinazione il rispetto del diritto alla salute degli abitanti di questo territorio e dell’ambiente. E siamo pronti a ogni ulteriore, utile iniziativa, insieme agli altri comuni interessati, per reclamare con forza lo stop all’installazione”.

Così il sindaco di Caltagirone, Nicola Bonanno, sull’installazione del sistema militare Muos in contrada Ulmo, a Niscemi, all’interno della riserva naturale orientata “Sughereta di Niscemi” e vicino a un altro Sic (Sito d’interesse comunitario) quale il bosco di Santo Pietro, quest’ultimo prevalentemente in territorio di Caltagirone.

A scendere in campo è un comprensorio di oltre 300 mila abitanti, già molte volte martoriato da accadimenti di forte impatto ambientale e sanitario e che comprende Gela, Vittoria, Caltagirone, Niscemi, Butera, Riesi, Mazzarino, Acate, Mazzarrone, Piazza Armerina, San Cono, Mirabella Imbaccari, Chiaramonte Gulfi, San Michele di Ganzaria e Vizzini.

“Ribadiamo il nostro no – conclude il primo cittadino di Caltagirone – a questa devastante installazione, che comporterebbe anche un ulteriore deturpamento del territorio”.

I rilievi sull’insostenibile pericolo per il traffico aereo del nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari sono noti ai tecnici della Marina USA perlomeno da sei anni, al punto di convincerli a dirottare a Niscemi il terminale terrestre che in un primo momento doveva essere installato nella stazione aeronavale di Sigonella. A imporre la differente destinazione finale del MUOS sono state le risultanze di uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche generate dalle grandi antenne (Sicily RADHAZ Radio and Radar Radiation Hazards Model), eseguito da due aziende contractor USA, AGI – Analytical Graphics Inc. (con sede a Exton, Pennsylvania) e Maxim Systems (San Diego, California). Nello specifico, è stato elaborato un modello di verifica dei rischi di irradiazione sui sistemi d’armi, munizioni, propellenti ed esplosivi (il cosiddetto HERO – Hazards of Electromagnetic to Ordnance), ospitati nella grande base aeronavale siciliana. Secondo quanto si può leggere nei manuali di prevenzione incidenti adottati dalla Marina USA, “un alto livello di energia elettromagnetica prodotta dalla RFR (Radio Frequency Radiation) può provocare anche correnti o voltaggi elettrici che possono causare l’attivazione di derivazioni elettro-esplosive ed archi elettrici che detonano materiali infiammabili”. Appurato che le fortissime emissioni elettromagnetiche del MUOS possono avviare la detonazione degli ordigni di Sigonella, AGI e Maxim Systems raccomandarono i militari statunitensi di “non installare i trasmettitori in prossimità di velivoli dotati di armamento”. Da qui la scelta di Niscemi.

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