Salerno, due suicidi in un giorno per il lavoro perso

Salerno paga un duro conto alla crisi oggi, è la Salerno povera a pagare (ma questo non ci stupisce). Due suicidi in meno di 24 ore, copioni simili: lettera d’addio ai familiari e gli stessi che hanno ritrovato i corpi dei congiunti ormai cadaveri. Cambia solo la scena. La prima è a San Valentino Torio e appartiene a Angelo Antonio Coppola (62 anni, moglie, tre figli). Fino allo scorso Natale era un operaio, poi ha perso il lavoro senza più riuscire a ricollocarsi sul mercato del lavoro. Stamane la decisione di imbracciare un fucile regolarmente detenuto e puntarlo allo sterno quando la moglie si è allontanata da casa per raggiungere la futura nuora al piano superiore. Un solo colpo, la morte immediata. Poche parole: “Senza lavoro non si può vivere“.

La seconda scena appartiene a Generoso Armenante (49 anni, una moglie, due figli), che si è impiccato vicino casa, nella pertinenza di un capannone industriale. Due anni fa aveva perso il suo lavoro da custode, da un mese e mezzo gli avevano staccato la luce e -infine- pochi giorni fa gli era stato notificato lo sfratto da casa. Intorno alle 14.30 è uscito di casa e ha trovato aperto il locale dove poi si è impiccato. In tasca poche parole: “Chiedo perdono a tutti… Visto che sono un fallito ho deciso di farla finita. Senza lavoro non posso vivere“. A trovarlo la figlia 19enne, insospettita dalla prolungata assenza del papà.

Luigi Asero

Potrebbero interessarti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.