Pensionata uccisa a Desio: tre arresti

Risolto in 36 ore il caso della pensionata uccisa nel suo box auto a Desio. Si temeva una vendetta mafiosa ma la mafia non ha nulla da spartire con i tre maldestri (e spietati) rapinatori che, non trovando il denaro sperato in casa della povera vittima Franca Lo Iacono hanno provato a spararle, ma la pistola inceppatasi li ha costretti a diversificare le modalità dell’omicidio. La figlia della Lo Iacono aveva sposato Antonio, un uomo originario di Ravanusa (in Sicilia) e  figlio di Paolo Vivacqua che nel novembre scorso è stato ucciso sempre a Desio. Paolo Vivacqua aveva un tenore di vita molto agiato e la sua impresa era in “odore di mafia”.

Lo sapevano gli assassini che l’altro ieri hanno provato a cercare in casa della Lo Iacono il suo “tesoro”, che non esiste però. Non almeno a casa della pensionata sessantunenne. Che ha pagato così la sua “colpa” di non possederlo: con la gola squarciata.

Ma il crimine  non paga, non sempre almeno. E i Carabinieri di Desio, guidati dal capitano Cataldo Pantaleo, hanno trovato tracce di sangue di uno degli assassini che portavano dritto a casa sua. In più il malvivente, che durante la tentata rapina si era ferito, aveva fatto ricorso alle cure del Pronto Soccorso di Desio il cui personale, insospettito dalle modalità relative al ferimento riportate, ha avvisato i Carabinieri.

Sono così finiti in manette Antonino Radaelli, 51 anni e Antonio Giarrana 29 anni (originario di Canicattì e ideatore del “colpo”) entrambi residenti Desio insieme a  Raffaele Petrullo, 33 anni di Paderno Dugnano. Il provvedimento restrittivo è stato firmato dal sostituto procuratore di Monza, Manuela Massenz e accusa i tre di omicidio volontario aggravato, rapina aggravata e per Radaelli e Giarrana (esecutori materiali del delitto) anche di di porto abusivo di armi.

Sabato mattina i tre hanno seguito la donna fino a casa sua in via dei Mariani 40, appena la donna ha parcheggiato in garage la sua auto le hanno puntato la pistola alla tempia per farsi dire dov’era nascosto il denaro. Ma la donna, che era appunto appena rientrata a casa e si trovava ancora dentro la sua auto ha cercato di chiedere aiuto suonando il clacson più volte. A questo punto i tre si sarebbero spaventati e avrebbero provato a spararle, la pistola si sarebbe inceppata e un altro dei tre l’ha quindi aggredita con il coltello, la vittima ha cercato di difendersi riuscendo quasi a sfilargli l’arma dalle mani. In questa manovra il rapinatore è rimasto ferito e con peggior furia l’ha assassinata. Poi la fuga cui i Carabinieri hanno messo fine velocemente.

Luigi Asero

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