Con Ray Bradbury va via un pezzo di fantascienza

Aveva 91 anni Ray Bradbury. Era uno straordinario scrittore Ray, uno dei più importanti del secolo scorso. Con lui intere generazioni hanno sognato, viaggiato nel tempo e nello spazio. Ha raccontato gli uomini raccontando il futuro, ha immaginato cose che sono diventate realtà, ha capito prima e meglio di altri l’evoluzione delle tecnologie e come avrebbero cambiato la nostra vita. Non ha mai avuto paura delle cose sconosciute, non ha mai temuto il diverso, il nuovo, l’inatteso. E ha trasformato tutto questo in racconti, romanzi, articoli, studi e soprattutto in storie.

Autore di “Fahrenheit 451″ suo vero libro di fantascienza ha poi scritto tanti altri libri che lui amava definire fantasy. Faceva questa distinzione Ray: “La fantasy racconta cose che non possono accadere. La fantascienza racconta cose che possono, invece, accadere. Fahrenheit 451 è l’unico libro che ho scritto in cui parlo di cose che sono accadute o che possono accadere davvero. Per questo è un libro ancora attuale, e non solo per i temi legati alla censura, alle dittature che ancora nel mondo pensano di poter controllare il pensiero umano, decidendo cosa i cittadini possono leggere e cosa no. Lavorai a Fahrenheit 451 mentre Joseph McCarthy stava facendo vivere un brutto periodo a molta gente e la sua commissione non lavorava davvero secondo i dettami della nostra democrazia. Finii di scrivere il racconto e, visto che avevo bisogno di soldi perché la mia famiglia stava crescendo, pensai di venderlo a qualche rivista, prima della pubblicazione su libro, ma tutti quelli a cui la feci leggere avevano paura a pubblicarla per timore di finire proprio sotto le grinfie di McCarthy e della sua commissione. Finché venni contattato da un giovane editore. Mi disse che stava lanciando una nuova rivista, che aveva bisogno di materiali interessanti e che stava contattando una serie di scrittori. Mi disse anche che aveva poco, pochissimo denaro, ma che aveva letto quello che scrivevo e amava molto il mio stile. Poi fece una pausa. E aggiunse che poteva spendere solo 400 dollari. Io gli dissi che per quella cifra poteva avere un mio nuovo racconto, prima che lo pubblicassi su libro. Così Fahrenheit 451 uscì sul secondo, sul terzo e sul quarto numero di Playboy“.

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