Attentato Brindisi: avrebbe confessato l'autore

Melissa-Bassi

Sarebbe accusato di strage con finalità di terrorismo. Sarebbe lui il mostro che il 19 maggio scorso ha fatto a pezzi Melissa Bassi e ridotto in fin di vita Veronica Capodieci, ferendo anche altre 5 ragazze dell’istituto Morvillo-Falcone di Brindisi.

Si chiama Giovanni Vantaggiato, ha 68 anni, è di Copertino (Le), è titolare di un deposito di carburanti a Copertino, ha una Fiat Punto. E soprattutto ha confessato. Doveva farlo. Lo incastra la sua Fiat Punto ripresa nei pressi della scuola da una telecamera, lo incastra la somiglianza con il video ripreso dal chiosco vicino la scuola, lo incastra la presenza in zona di un’auto a disposizione di suoi familiari in zona negli stessi momenti.

Il provvedimento di fermo è stato firmato poco prima delle 22 dai magistrati Cataldo Motta e Milto De Nozza.

Il suo obbiettivo era il vicino Tribunale di Brindisi, il movente una vendetta perché in passato aveva sostenuto un processo per una truffa subita, senza però riavere il denaro che aveva perso. Le tre bombe avrebbero dunque dovuto colpire il Tribunale di Brindisi.

Stamattina il capo della Polizia Antonio Manganelli era parso sicuro che gli inquirenti fossero vicini alla soluzione e ai giornalisti aveva detto:  “Non c’entrano né la mafia né gli anarchici, i detenuti della Sacra corona unita hanno inviato un telegramma di solidarietà alla famiglia di Melissa: un segnale specifico per dire noi non ci entriamo“.

E anche per quanto riguarda gli anarchici della Fai si era detto molto scettico: “faccio fatica a immaginare che sia opera loro un attentato così vigliacco. Arriveremo a chi è stato“. Forse più di una semplice previsione.

Luigi Asero

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