Basta con le falsità dei benpensanti

Rieccomi qui dopo nove mesi di presidio e dopo tante strade provate per ricevere l’attenzione meritata a scrivere cercando di fermare sullo schermo oltre che sul mio cuore le impressioni di una lotta che mi vedrà partecipe fino a che non ci sarà una svolta positiva a tanto coraggio ed a tanto sacrificio. Stiamo vedendo sempre più aziende chiudere e lasciare in strada le persone che per anni hanno  sfruttato e con le quali si sono arricchite a dismisura senza nemmeno porsi uno  scrupolo di coscienza e senza  porsi la domanda :ora di queste vite che ne sarà?. Il minimo che ci debbono è il rispetto per ciò che siamo e per ciò che grazie al loro atteggiamento sconsiderato  non siamo diventati. Si parla tanto di giustizia, di solidarietà, di regole cambiate per agevolare noi lavoratori (e scrivo noi lavoratori perchè anche se disoccupata al momento non ho mai smesso di considerami tale) ma poi nessuno ha a cuore le nostre vite e in molti forse in troppi tendono solo a speculare su ciò che noi siamo e sulle nostre sofferenze. Ci siamo ritrovati sfruttati ed affamati, abbiamo visto i nostri progetti dover prendere una rotta differente perché senza lavoro nessuno può permettersi di continuare ad avere un’esistenza perlomeno dignitosa, abbiamo assistito a tentativi per infangare il nostro nome e le nostre competenze che senza togliere nulla a nessuno fanno parte di una professionalità inattaccabile, ci siamo sentiti e ci sentiamo spronati di continuo da uno Stato che ci ha completamente abbandonati ma che continua a far salire il numero delle tasse da pagare e il costo dei beni primari, stiamo assistendo allo stillicidio delle vite dei colleghi che forse con ulteriori problemi oltre alla perdita del posto di lavoro, decidono di togliersi la vita abbandonando quello che grazie a questi silenti arroganti non potevano più considerare vita ma solo un triste passaggio su questo pianeta, sperando con un gesto estremo di riuscire a ritrovare almeno un po’ di pace. Sono qui e cerco di dare un senso a tutto quello che mi sta ruotando intorno e che sto vivendo nella quotidianità e non posso non dire che non meritavamo di finire così, che i lavoratori hanno sempre dato molto a questo Paese mettendo in discussione la loro stessa vita quotidiana facendola aderire completamente a quelle che erano le esigenze delle aziende. Hanno sempre chiesto turni ed orari che diventavano sempre più pesanti da gestire soprattutto per le donne, ho visto colleghi trasportare i loro bimbi come pacchetti postali che migravano da una vettura all’altra  poiché quando la mamma terminava il lavoro il papà lo iniziava e loro tornavano a casa accompagnati dall’altra metà della famiglia. Ho assistito a demansionamenti che i lavoratori accettavano solo perchè alla fine il ricatto e la paura di perdere il posto di lavoro aveva il sopravvento sull’arroganza dell’ignoranza perpetrata da “capi” che alla fine non sapevano nemmeno bene loro come fossero arrivati a ricoprire ruoli di rilievo oppure forse lo sapevano fin troppo bene così come con altrettanta facilità si sono dimenticati velocemente da dove provenivano anche loro prima di stare su questo trespolo immaginario che hanno costruito con la loro presunzione. Ho visto e vedo troppe cariche politiche che dovrebbero difendere i diritti dei lavoratori e della gente del popolo farsi scudo in prossimità delle elezioni con le lotte dei lavoratori dei quali si stanno accorgendo solo ora ed aggiungo purtroppo per loro. Non è questa la dimensione di vita che deve albergare bellamente ed indisturbata fra le pieghe di meccanismi che poco ha a che vedere con le pieghe dell’anima e ne sono davvero stanca così pure come sono stanca di leggere che queste cose accadono e stanno accadendo a centinaia di migliaia di lavoratori, questo non giustifica nulla questo ha solo il potere di farmi arrabbiare di più, non è questa la normalità e non è questo che deve passare! Vorrei vedere tutti i lavoratori dimenticarsi di ciò che la gente al di sopra delle parti pensa e stringersi in un grande abbraccio che vada dal nord al sud,vorrei sentire le voci diventare un’unica voce che rivendica il diritto di una vita degna di essere vissuta e non una condanna, vorrei che tutti reagissero riprendendosi le aziende che alla fine sono NOSTRE poiché le abbiamo create, fatte crescere, ampliate, migliorate con tutto le conoscenze che abbiamo maturato sul campo, vorrei che non si  abbassasse mai la testa lasciando così il bastone del comando nelle mani dei meno degni. Mi sono stancata della falsità che possono risparmiarsi perché ormai le persone non ci cascano più nelle trappoline del  buonismo momentaneo e molti non ci sono mai cascati nemmeno prima per questo sono stati ulteriormente maltrattati da personaggi di dubbia provenienza. Mi sono stancata di assistere a scene di disperazione che avvolgono coloro che sono già disperati e mi sono stancata di dover in qualche modo cercare di vivere con tutta questa tristezza addosso. Per questo credo che nessuno abbia il diritto di appropriarsi in modo così forte e cruento delle nostre vite rubando identità e dignità per arricchire le loro vane vite delle sicurezze che non avranno mai perchè non le hanno meritate.

Ancora per una volta invito a combattere la falsità dei benpensanti con la lotta degli onesti e di coloro che hanno ancora un’anima.

Nessuno deve assolutamente cadere nella rete della vittima perché abbiamo ancora noi stessi e non è poca cosa e se vogliamo possiamo unirla alle lotte di tanti altri lavoratori come noi e trarre da essa la forza per dire un grande NO magari con un bel sorriso rivolto a questi personaggi che si sono sempre illusi di vivere ma che sanno solo sopravvivere sulla disperazione altrui per questo siamo migliaia di volte migliori di loro.

Non abbassiamo mai la testa e facciamola sempre ragionare, non vendiamoci a promesse di lavoro tristi e vuote che durano pochi mesi o che addirittura prevedono la disponibilità a chiamata e dopo poche ora ti rifiondano nel mercato degli inesistenti disoccupati.

Ciò che valiamo non deve essere svenduto ma deve essere conquistato esattamente come dopo tanto peregrinare abbiamo fatto noi prima di riuscire a trovare un impiego che pochi anni fa era stabile e ti permetteva anche di sognare e costruire un futuro migliore, oggi non c’è più un futuro e si tende a sprofondare solo verso il peggio se questi burattinai non rimetteranno al centro l’individuo e i suoi sogni.

Nessuno è solo in questo momento di apparente sconfitta e ricordo a ambiziosi venditori di fumo che rubare il lavoro non equivale a comperare il silenzio e la dignità.

Il mio abbraccio più grande alle famiglie che hanno perso un congiunto per via di questa mattanza lavorativa e a coloro che non accettano la resa perché non hanno mai smesso di sognare.

Anna Lisa Minutillo

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