Schifani: tipicizzare il reato di concorso esterno in associazione mafiosa

Intervenendo alla trasmissione di Rai3 “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, il presidente del Senato  Renato Schifani (seconda carica dello Stato) interviene a proposito delle polemiche sul rinvio a nuovo giudizio della Corte di Cassazione per il senatore PdL Marcello Dell’Utri e, pur ribadendo che è necessario leggere le motivazioni della sentenza quando verranno depositate, rileva che in ogni caso il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, individuato per la prima volta dal giudice Giovanni Falcone, è un reato a tutti gli effetti. Non si potrebbe pertanto mettere in discussione come avrebbe fatto il Pg Iacoviello nella sua requisitoria.

Schifani ribadisce che in merito si sono già espresse in passato le Sezioni Unite della Corte di Cassazione quindi il reato non può mettersi in discussione e ritiene opportuno invece che sia inserito dal Parlamento nel Codice Penale, in maniera da definirne in maniera certa gli opportuni limiti e l’ambito di applicazione.

A proposito poi della necessità di una Commissione Parlamentare che indaghi sulle stragi del ’92 -necessità ribadita da alcuni esponenti politici- Schifani invece si dice contrario affermando la sua totale fiducia nei giudici di Palermo e Caltanissetta e ribadendo più volte che le indagini sono compito dei magistrati che “stanno operando bene” e che non vanno ostacolati con interventi parlamentari.

Uno Schifani a tuttocampo che, anche a proposito dell’idea di “salvacondotto” per l’ex presidente Berlusconi (l’idea che con le sue dimissioni si sistemino i suoi guai giudiziari), ritiene di “non credere al salvacondotto, perché vorrebbe dire che la magistratura è di parte e non è così“. La magistratura fa il suo corso e l’esito dei processi è indipendente dalle scelte politiche del leader PdL.

Parole quindi di completa apertura e fiducia nella Magistratura, che stridono con quelle pronunciate sempre oggi dal segretario Angelino Alfano “dalla magistratura commenti violenti su Dell’Utri” , ma che evidentemente esprimono un pensiero diverso in casa PdL.

Luigi Asero

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