La Provincia di Treviso compra 30 milioni di titoli di Stato, pur di non lasciare a Roma la tesoreria

Sfrutta un cavillo la provincia di Treviso e non restituisce a Roma la tesoreria. Decide in questo modo il presidente della Provincia Leonardo Muraro insieme all’assessore al Bilancio, Noemi Zanette. La quale spiega così l’idea: “Dalla restituzione a Roma delle tesorerie, in base all’articolo 9, sono esclusi eventuali investimenti in titoli di stato, e così abbiamo fatto. In questo modo possiamo tenere qui i versamenti dei nostri cittadini, e rimanerne in possesso anche se la norma dovesse essere rivista, senza il timore che non ci vengano restituiti. Sosteniamo comunque lo Stato comprando i suoi titoli, ma in cambio possiamo avere la garanzia che ci tornerà in cassa un rendimento maggiore dell’ 1% promesso da Monti con l’accentramento delle tesorerie. Non sarà il 2,1% che era garantito dalla tesoreria provinciale fino a oggi, per una cifra che si aggirava intorno agli 800mila euro l’anno di interessi attivi, ma all’assessore leghista basta che la percentuale superi l’1,1% per motivare l’interesse pubblico dell’investimento, e l’operazione verrà conclusa“.

Il caso crea però un precedente, altre provincie venete infatti hanno chiesto copia della delibera in questione e l’assessore Zanette precisa: “Potrebbero fare altrettanto. Forse non per la prima tranche del 29 febbraio ma almeno per quella da inviare entro il 16 aprile. C’è tempo, possono ancora farlo“.

Secondo la Giunta leghista, nelle parole del presidente Muraro “Questo intervento del governo sulle tesorerie è un vero e proprio scippo al Nord. Ormai Roma ha deciso non solo di cancellare le Province, ma soprattutto di scippare a questi enti i quattrini per pagare la spesa pubblica di altri, puntando al salvadanaio del Nord. È in atto un vero e proprio accordo sotteso tra governo e alcune regioni d’Italia per “borseggiare” i denari dei virtuosi territori e foraggiare le voragini di parte del Paese che non vuol capire che per non fare la stessa fine della Grecia, bisogna voltare pagina con il federalismo fiscale”.

Se e quando le Province verranno abolite è ancora un’incognita, ma la provincia di Treviso non pare aver  intenzione di cedere anzitempo. “Treviso da oltre 10 anni ha dimostrato di essere in grado di operare sui mercati finanziari (Borsa di Londra ndr) con professionalità e buoni risultati. La prossima settimana sapremo al centesimo il rendimento che stiamo spuntando sui mercati rispetto alla “mancia” che Roma pretende di imporci. Finché le Province esisteranno, noi difenderemo i nostri cittadini“, spiega ancora sulle pagine del Corriere Veneto, l’assessore Noemi Zanette.

Quanto ci sia di buona amministrazione nell’investire sui mercati finanziari appare dubbio, in un nord-est che necessita investimenti per le proprie imprese artigiane, certo è che la battaglia con Roma per il federalismo pare agli inizi e la leva finanziaria sembra essere un discreto argomento. Seppur va precisato che comunque l’operazione aiuta semmai il buon posizionamento dei titoli di Stato senza nulla dare in più ai cittadini  che difficilmente parteciperanno agli interessi percepiti.

 

 

One Thought to “La Provincia di Treviso compra 30 milioni di titoli di Stato, pur di non lasciare a Roma la tesoreria”

  1. Questo articolo è veramente informativo, vi ringrazio per l’affissione.

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