In Medio Oriente leadership a rischio

Dire che le fibrillazioni in Afghanistan, le stragi e gli omicidi, siano dovute solo ai corano bruciati nella base americana è parzialmente vero. A questo va aggiunto che le proteste hanno radici ben più profonde e che buona parte della popolazione afghana vede la presenza dell’Onu come una vera ingerenza occidentale e quindi come una presenza non gradita. Tutto questo naturalmente si ripercuote in tutto il medio oriente, amplificando le tensioni sociali e rendendo le trattative fra Occidente, Iran e Siria, sempre più difficili. Oltre ai fatti che quotidianamente vengono evidenziati, quali il rischio atomico iraniano e la sanguinosa repressione siriana, non va sottovalutata la dimensione politica che la leadership iraniana sta progressivamente conquistando. L’Iran, portando avanti il suo programma nucleare contro tutti e tutto, sta consolidando il suo potere politico all’interno del mondo medio orientale.

Sicuramente non sarà un caso se le violenze in Afghanistan preoccupano parecchio i governi occidentali, tanto da spingere il Presidente degli Usa ad inviare una lettera di scuse a Karzai, pseudo leader afghano. I rapporti di ferro conla Siriae Assad sono un dato certo ormai da anni.

Ad oggi il vero vincitore della campagna in Afghanistan è proprio l’Iran, che in questi anni è riuscito ad aumentare la propria influenza sia a livello politico che sociale.

Se questa situazione non piace all’Occidente, di diverso avviso sono Russia e Cina. A riprova di ciò basta pensare alle ultime dichiarazioni di Putin successive all’uscita del rapporto dell’Aiea che, accusando i Paesi occidentali di voler sovvertire il governo di Teheran, ha affermato: “Penso che con la scusa della lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa si faccia un tentativo di altro genere, ci si prefiggano altri obiettivi: cambiare il regime“.

Naturalmente questi nuovi assetti geopolitici non permettono ad Israele di dormire sogni tranquilli: da una parte il rischio di trovarsi circondata da paesi ostili dall’altra il rischio di un Iran nucleare.

Al momento tutte le forze in campo sembrano solo voler mostrare i muscoli, ma il problema si porrà realmente qualora dovessero pure utilizzarli.

Michele Cannavò

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