Grecia, sì del Parlamento al piano. Atene in fiamme

Da pochi minuti si è conclusa la votazione al Parlamento greco. Il dibattito è durato oltre dieci ore e il governo ha ottenuto la maggioranza necessaria per varare il piano di austerity finalizzato al prestito da 130 miliardi di euro da Bce-Fmi-Ue. Prestito indispensabile per evitare il “default” del Paese. I leader del partito socialista e della destra hanno chiesto al Parlamento di assumersi la responsabilità di un voto a favore. Il risultato finale è di 199 sì e 74 no.

L’atmosfera non lascia però presagire nulla di buono, gli scontri iniziati nel pomeriggio proseguono violenti. Esplosioni, lanci di bombe carta e molotov. Almeno una ventina gli edifici distrutti dalle fiamme, fra i quali due cinema, due agenzie di banca e la biblioteca universitaria. I feriti sono già una sessantina, di cui circa 40 agenti dei reparti antisommossa.

Tra i tanti in piazza c’era anche il celebre compositore Mikis Thedorakis, 86 anni, autore delle musiche di Zorba il greco. Mentre si accingeva a parlare alla folla, la polizia ha lanciato lacrimogeni contro i manifestanti. Una portavoce del musicista ha denunciato che gli agenti hanno sparato i candelotti direttamente verso la gente che si era riunita intorno a Thedorakis.

Ma la rivolta, questa volta ha varcato i confini di Atene e violenti scontri si registrano anche a Corfù, Creta e Salonicco, dove 20.000 persone avevano marciato contro l’austerità. Un’agenzia di banca è stata data alle fiamme nella città di Volos, nel centro-nord del Paese e si registrano scontri anche ad Agrinio nella Grecia centrale.

Il pacchetto di riforme varato consente alla Grecia di rimandare il default, iniziando subito a svendere i gioielli. Non contiene infatti alcuna misura per la crescita e lo sviluppo, deprimendo ulteriormente al contempo i consumi e ogni servizio minimo per i cittadini.

Luigi Asero

 

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