Rapina a Roma, papà e bimba di 9 mesi uccisi

Sera del 4 gennaio, il punto “Money Transfer” gestito da Zhou Zeng 32enne di origine cinese è appena chiuso. Zhou rientra a casa con la figlioletta di 9 mesi e la moglie 27ebbe  Zenghlia. Siamo a Tor Pignattara, in via Alò Giovannoli. È lei, la giovane moglie a portare l’incasso. Lui ha in braccio la piccola.

Due rapinatori li affrontano, Zhou reagisce, Zenghlia resiste ai colpi di taglierino per strapparle la borsa con circa 5.000 euro di incasso. Soldi che andranno versati in banca domattina per coprire le transazioni effettuate, non utili quindi. Soldi che se le venissero rubati sarebbero solo un debito verso la catena “Money Transfer”.

I due rapinatori, probabilmente pregiudicati romani, forse tossicodipendenti, reagiscono a loro volta. sparano alla cieca. Zhou finisce così, a 32 anni, nella Roma dove era venuto per vivere lontano dalla sua patria. Chi gli ha sparato ha urlato prima “ti ammazzo come un cane”. Lo colpisce all’addome, spara ancora, colpisce la piccola alla testa. Per i due si capisce immediatamente che non c’è nulla da fare.

Roma vive ora vera paura. Frequenti i casi di regolamenti di conti nell’ultimo anno. Ma oggi si comprende che la criminalità ha alzato il tiro. Il territorio fuori controllo dallo Stato e dagli stessi equilibri interni alle organizzazioni criminali è ora una sorta di Far West. I romani comprendono che chiunque ieri sera, poche ore fa, poteva essere Zhou e la sua piccola innocente.

Domani convocato il vertice per l’ordine e la sicurezza pubblica, ma Roma chiede che si passi dalle parole ai fatti e questo appare più complicato. Oscuro come l’oscurità delle strade di ogni periferia italiana.

Intanto le indagini sono affidate al Nucleo Operativo dei Carabinieri di Roma, il RIS è al lavoro alla ricerca di tracce che possano assicurare alla giustizia i due assassini di via Alò Giovannoli.

Luigi Asero

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