Medio Oriente: tempi tristi per Israele… ma anche per l’Italia

Riad Al-Maliki

Anche presso l’Assemblea generale dell’Unesco di Parigi, l’attuale governo italiano è riuscito a fare la sua pessima figura nei confronti del resto dell’Ue.

Durante la seduta dell’Assemblea che ha espresso il voto favorevole all’ingresso della Palestina nell’Unesco (Organo delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura), l’Italia assieme alla Gran Bretagna si è astenuta dal voto.

L’Unesco ha accolto la Palestina con 107 voti a favore, 14 contro e 52 astenuti, quindi appare chiaro che la stragrande maggioranza dei Paesi membri sono favorevoli a riconoscere la Palestina come Stato indipendente. Questo è un primo passo per essere ammessa come Osservatore alle Nazioni Unite.

Ma come spesso accade al momento del voto i Paesi membri dell’Ue si sono divisi. La Francia ha votato sì (assieme a Cina e India), la Germania ha votato no (assieme a Stati Uniti e Canada), mentre l’Italia e la Gran Bretagna figurano tra i paesi che non si sono espressi.

Unesco

L’Italia già da tempo ha scelto di essere amica di tutti e quindi di nessuno con il risultato di non avere alcun peso sulla scena internazionale. Su questa perniciosa scelta ha pesato l’assenza di un governo e soprattutto l’assenza di un governo che abbia una politica internazionale.

L’astensione dell’Italia in questa votazione così importante in cui bisognava fare una scelta di campo è un pessimo segnale sia per quanto riguarda il nostro ruolo in Medio Oriente, che appare ormai compromesso definitivamente, e sia per quanto riguarda il nostro rango in Europa. L’astensione quindi non tocca solo il caso israelo-palestinese, ma tocca complessivamente il ruolo dell’Italia in campo europeo. Quale sarà il peso dell’Italia in vista delle prossime vicende dell’Euro?

Israele dal canto suo può sempre contare, nel caso peggiore, sull’ombrello strategico degli USA, ma è anche vero che questo suo crescente isolamento in seno alle Nazioni Unite può creargli dei seri problemi anche alla luce delle ultime decisioni prese da Netanyahu. Per prima cosa Israele fermerà temporaneamente il trasferimento di fondi all’Autorità nazionale palestinese e rilancerà la realizzazione di nuovi insediamenti in Cisgiordania.

Delegazione Palestinese

Ovviamente questa votazione è un grande successo che fa dire al ministro degli Esteri palestinese, Riyad Al Maliki “Questo è davvero un momento storico che restituisce alla Palestina alcuni dei suoi diritti”. Opposto il commento di Israele, fortemente critica con il voto di Parigi. “Si tratta di una tragedia”, ha detto un rappresentante del Paese, secondo cui la manovra “non porta alcun cambiamento nei rapporti” tra Israele e Palestina, semmai “allontana la possibilità di un accordo di pace”. Anche il commento degli Stati Uniti non si è fatto attendere. “Non possiamo accettare l’adesione della Palestina all’Unesco”, ha dichiarato David Killion, ambasciatore Usa, intervenendo alla sessione plenaria dell’Unesco dopo il voto favorevole ai palestinesi. Come prima reazione, Washington ha annunciato di ritirare il contributo previsto di 60 milioni di dollari all’agenzia a seguito dell’ingresso della Palestina come stato membro. Un grave colpo visto che gli Stati Uniti sono il principale finanziatore dell’Unesco e contribuiscono al suo bilancio per il 22%.

Quest’ulteriore aggravamento dell’isolamento politico dello stato ebraico, già pesante per effetto della “primavera araba”, della svolta “neottomana” turca e della progressiva perdita d’influenza degli Stati Uniti in Medio Oriente, rischia di avere gravi conseguenze in quest’area dello scacchiere internazionale.


 

Potrebbero interessarti

One Thought to “Medio Oriente: tempi tristi per Israele… ma anche per l’Italia”

  1. L’ITALIA SPESSO NON è Nè CARNE Nè PESCE,MA SEMPLICEMENTE UN’ANGUILLA CHE FUGGE LE SFIDE DELLA NUOVA ERA,EVITA INOLTRE DI PRENDERE QUALSIASI POSIZIONE SIA POLITICA CHE UMANITARIA DIMOSTRANDOSI UNA NAZIONE STATICA E CHE HA PERSO IL SENSO DELL’ORIENTAMENTO.UN GIANO BIFRONTE MA CON GLI OCCHI TAPPATI, INCAPACE DI VEDERE SIA BRUXELLES SIA IL MEDIORIENTE. ED è COSI’ CHE IL NOSTRO CONTERRANEO E MAESTRO BATTIATO CANTAVA….”NEL FANGO AFFONDA LO STIVALE DEI MAIALI”….Buon lavoro a tutta la direzione. G.d.B.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.