Ferla, tra cielo e terra: un viaggio nelle cosmologie antiche con Axis Mundu Edizioni e Einodia Iblea

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In uno scenario di rara bellezza, l’anfiteatro naturale di Ferla (SR), con i suoi terrazzamenti in pietra bianca sorvegliati da maestosi olivi secolari, ha fatto da palco a un evento culturale di profonda risonanza: “ANTRO – Cosmologie arcaiche nel Mediterraneo”. Un’iniziativa brillantemente orchestrata da Sarà e Dmitri in collaborazione con Axis Mundi Edizioni e Einodia Iblea, che ha trasformato la serata in un vero e proprio viaggio iniziatico attraverso il tempo e lo spazio, alla riscoperta del sacro legame tra l’uomo, la terra e il cosmo.

Ad aprire le danze del pensiero è stata Cecilia Marchese, la cui introduzione ha immediatamente ancorato il tema al cuore del territorio ibleo. Con competenza e passione, ha dipinto un affresco della preistoria locale, spiegando come per l’uomo “antico” la priorità assoluta fosse ricreare in terra le condizioni dell’armonia galattica. Non si trattava di semplice osservazione, ma di una vera e propria mimesi del cielo, un atto magico-religioso per attirare a sé le influenze celesti.
L’Acqua e le Stelle la Marchese ha svelato come questo principio si applicasse all’elemento acqua. Le sorgenti, già di per sé sacre, non erano solo fonti di vita terrena. Attraverso la costruzione di “Vasche lustrali”, l’uomo antico le trasformava in specchi d’acqua rituali, progettati per catturare e assorbire le radiazioni astrali, in particolare quelle dell’astro polare, considerato il perno immobile dell’universo. Un concetto potentissimo: l’acqua non dissetava solo il corpo, ma anche l’anima, collegandola al cosmo. Un parallelismo affascinante è stato tracciato con i fiumi Anapo e Ferla, visti come veri e propri percorsi per le anime, un riflesso terreno della Via Lattea, quella medesima scia luminosa che nell’aldilà guidava i defunti verso la dimora eterna.

A prendere il testimone è stato Marco Maculotti di Axis Mundi Edizioni, che ha presentato il suo ultimo saggio, “L’Angelo dell’Abisso – Apollo, il Mito Polare e l’Apocalisse“. La sua relazione ha orbitato, in un gravitante percorso conoscitivo, attorno alla figura ambivalente di Apollo: dio della luce, della ragione e della profezia, ma anche volto oscuro e distruttore, in un dualismo complementare con Dioniso.
L’Antromante e le Isole Beate Maculotti ha guidato il pubblico nel mondo degli Antromanti, gli antichi veggenti che operavano nelle grotte (antro significa grotta), considerate porte per gli inferi e canali di comunicazione con il divino. Da questi santuari sotterranei, profeti come Empedocle, Pitagora ed Eraclito attingevano a un sapere superiore, aspirando a raggiungere le “Isole Beate”, un paradiso iperboreo oltre la materia, descritto persino da Dante Alighieri nel suo “Impero” celeste. Il giovane editore ha poi lanciato una provocazione intellettuale di straordinaria attualità: cos’era veramente l’oracolo di Delfi? Forse, la risposta è nella sacra Tetraktys pitagorica, il numero dieci perfetto che contiene in sé l’armonia dell’universo?

Mentre il sole iniziava a calare, tingendo il cielo dei colori del crepuscolo, la parola è passata ad Andrea Casella, autore de “La Macchina del Tempo – Saggio sulla Cosmoteologia”. Giovane avvocato dalla straordinaria capacità oratoria, Casella ha costruito un ponte tra mito, storia e cosmologia.

Il suo intervento è stato un vero e proprio viaggio a bordo di quella “Macchina del Tempo” che dà il titolo al libro: un’interpretazione astrale dello stato dell’essere. Un percorso apollineo in compagnia delle Nove Muse (spesso identificate con le Sirene incantatrici), che ci ha condotti dalla sommersione di Atlantide – con il mito della caduta di Fetonte e le visioni del Tartaro – fino alle sublimi intuizioni di Platone.
L’Armonia delle Sfere Casella ha ricordato come il filosofo greco descrivesse le sfere planetarie come generate da un unico, perfetto tono di armonia cosmica. Un concetto che unisce astronomia, musica e teologia: l’universo non è silenzioso, ma canta una melodia eterna che solo l’anima purificata può ascoltare.

Una serata magica, quella ferlese, che ha dimostrato come il bisogno di ricercare le nostre origini più arcane e di trovare una connessione con il cosmo non sia mai stato così vibrante e necessario. Un evento che Sarà, Dmitri, Axis Mundi Edizioni e Einodia Iblea hanno trasformato in una grande opportunità culturale, regalando alla Sicilia un momento di pura, elevata contemplazione.


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